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Attualità | 17 agosto 2026, 15:46

Multedo, gli ultimi cappuccini del Sympa Bar: “Costrette a chiudere per motivi di salute”

Aperto cinque anni fa in pieno Covid, il locale andava a gonfie vele ed era un punto di riferimento. Le titolari Patrizia e Silvia: “Ma questa scelta non si poteva purtroppo evitare. Speriamo sia solamente un arrivederci”

Patrizia Farinelli e Silvia Muratori del Sympa Bar di Multedo

Patrizia Farinelli e Silvia Muratori del Sympa Bar di Multedo

Nella vita arriva sempre, prima o poi, il momento delle scelte. Decisioni drastiche, da prendere magari nel giro di poco tempo, e capaci di segnare un’esistenza intera. Può sembrare tanto frase fatta, sinché non lo si sperimenta sulla propria pelle, e allora diventa realtà. 

Al Sympa Bar di via Pacoret de Saint Bon a Multedo la decisione è stata presa, al termine di un bivio che metteva da una parte la vita stessa e dall’altra il lavoro. Dopodomani, mercoledì 19 agosto, sarà l’ultimo giorno di lavoro per un’attività commerciale che, nel giro di cinque anni, è riuscita nel quartiere a farsi voler bene da tutti, ma veramente da tutti: perché ha rappresentato un prezioso servizio, perché è stata condotta in maniera eccellente da due socie a cui non si può non restare affezionati, perché oltre a sfamare ha ascoltato, aiutato, coccolato. 

Il Sympa Bar - e mai un nome fu più azzeccato, perché la simpatia è sempre stata la grande protagonista di queste mura - si ferma non perché vada male, né perché sia in crisi, né per problemi legati alla burocrazia. Il Sympa Bar si deve fermare perché una delle due socie sarà impegnata tra pochi giorni in una battaglia molto più grande: quella di curare i suoi problemi di salute. 

Patrizia Farinelli e Silvia Muratori, che nel 2021, ancora nel pieno bailamme del Covid, aprirono questo posto come una scommessa, riuscendo a vincerla su tutti i fronti, sono come sorelle, sono amiche inseparabili, sono l’una per l’altra in tutto e per tutto. Ma una sola dovrà andare sotto i ferri, e l’altra rimarrà a fare il tifo per lei. 

“Ma non ce la sentiamo di andare avanti, l’una senza l’altra. Abbiamo sondato tutte le possibilità, ma alla fine ci siamo rese conto, con una enorme tristezza nel cuore, che l’unica strada praticabile era quella di fermarsi. Lo stiamo dicendo, pian piano, a tutti i nostri affezionati clienti: e ogni volta sono fazzoletti e lacrime. Per noi, ma anche per loro”.

Sapere che il Sympa Bar chiude è un colpo al cuore: per il quartiere, che aveva finalmente un’attività sana e fiorente, per Patrizia e Silvia, per tutti gli avventori. È stato un bar, ma anche un confessionale, un rifugio, un luogo dove si riceveva un ascolto, una pacca sulla spalla, una spalla su cui piangere. 

C’è anche chi il sostegno l’ha ricevuto concretamente: con un piatto caldo servito tutti i giorni, senza chiedere nulla in cambio. Perché Patrizia e Silvia sono state così, nel pieno spirito del quartiere popolare, nel pieno spirito del bar di una volta: dove la colazione si fa senza fretta, dove ci si chiama tutti per nome, dove per ogni caffè c’è un sorriso, una battuta, un pensiero per augurarsi buon lavoro e buona giornata. 

“È difficile affrontare tutto questo - raccontano - anche perché noi per prime ci siamo affezionate. Quando siamo arrivate a Multedo c’era ancora il distanziamento, e altre regole del Covid. Non ci siamo mai perse d’animo. Abbiamo costruito la clientela a poco a poco. Scegliendo di lavorare a colazione e a pranzo, abbiamo avuto un certo tipo di clienti, e non ci sono mai stati problemi, anzi. Siamo diventate un punto di riferimento”. 

Farà male, tra due mattine, provare a spingere quella porta e trovarla chiusa. Mancherà il cappuccino di Patrizia, mancherà la focaccia artigianale fatta da Silvia, mancheranno i piatti del pranzo, mancheranno persino i biscotti e il pane per i cani. Mancheranno soprattutto due amiche: due persone che hanno imparato a guardare negli occhi, uno per uno, i loro clienti. E, senza dire nulla, potevano già capire, con il solo sguardo, che giornata fosse, quale fosse lo stato d’animo. 

Una volta un celeberrimo barista di Pegli disse che il suo mestiere “era fare soprattutto lo psicologo”. Aveva ragione: non ce n’è come i baristi, di persone capaci di capire tutto. Capire tutto e stare al proprio posto, sino a quando non si fa loro intendere di avere bisogno. E allora ecco che persone come Patrizia e Silvia sono capaci di aprire il cuore. 

Lo continueranno a fare, nelle loro vite e sulle loro strade. “Magari è solo un arrivederci, ma non sappiamo dire quando”, raccontano con il groppo in gola. Tutte le mattine qualcuno proverà ad aprire quella porta. Sino a che non si aprirà di nuovo: ci saranno ancora il cappuccio e la focaccia, ci saranno i sorrisi e le battute. Ci saranno l’amore, la fratellanza e la sorellanza. 

È bello pensare che sarà così. Dovrà essere così. La salute sarà andata a posto e solo questo, solamente questo, è l’unico pensiero che oggi come oggi ci fa stare meglio. 

Alberto Bruzzone

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