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Attualità | 18 maggio 2021, 15:13

Parte da Genova il progetto per dialogare ed aiutare le persone con autismo attraverso spettacoli teatrali con i pupazzi

Tramite le opere dell’artista Gino Balestrino prende forma l’iniziativa ludico-pedagogica del ‘Gruppo città di Genova’ e dell’accademia Philos di via Caffaro che girerà tutta la Liguria

Parte da Genova il progetto per dialogare ed aiutare le persone con autismo attraverso spettacoli teatrali con i pupazzi

Il progetto è tanto innovativo quanto apprezzabile: un percorso ludico-pedagogico per aiutare ragazzi con disturbi dello spettro autistico a dare voce alle proprie emozioni, messo a punto dal ‘Gruppo città di Genova’ insieme all’accademia pedagogica Philos. Il tutto, tramite i pupazzi che prendono vita dalle mani dell’artista e burattinaio Gino Balestrino. Pupazzi che mettono in scena “le vicende della vita: la paura, l’inadeguatezza. Sentimenti impegnativi - racconta lo stesso Balestrino - che in teatro diventano poesia”. Si tratta di un progetto pilota - finanziato dal ministero delle Politiche sociali attraverso la Regione nell’ambito del patto di sussidiarietà e di 'Insieme si può' - che verrà portato in tutta la Liguria, da oggi alla fine dell’anno. Scendendo più nel dettaglio, l’obiettivo è quello di sfruttare il meccanismo cerebrale dei cosiddetti neuroni specchio.

“Le aree della corteccia cerebrale responsabili dei movimenti osservati vengono attivate nel momento in cui si osserva qualcuno che compie una determinata azione. Il burattino, in questo modo, diventa un facilitatore di dialogo - afferma Ivano Malcotti, operatore sociale e direttore artistico del Gruppo Città di Genova - il nostro compito sarà monitorare le reazioni e l’emotività di questi ragazzi durante gli spettacoli. In un secondo momento li intervisteremo, facendoci così raccontare anche attraverso gestualità e disegni quello che hanno provato. Il miglior modo possibile per creare un canale di comunicazione con persone con disturbi di questo tipo è creare personaggi di fantasia. Di questo ce ne siamo resi conto negli anni tramite l’utilizzo di telefoni, con i quali chiamavamo interpretando alcuni personaggi: il primo si chiamava Frankie. Ha aperto tante porte a ragazzi in depressione, che non riuscivano più a dialogare”.

La prima edizione ha avuto luogo qualche giorno fa alla sala Sivori di via Caffaro a Genova. Dopo che i ragazzi hanno preso posto in sala accompagnati dalle rispettive famiglie, Balestrino ha messo in ordine la scatola che simbolicamente contiene interi universi e infinite storie. Lo spettacolo, nato durante il lockdown, parla delle basilari vicende della vita come amore, morte, mistero, paura. In teatro sono emozioni più fruibili, e più piacevoli. “E queste sono le prime rappresentazioni dal vivo con un pubblico, dopo tanto tempo”, raccontano gli organizzatori. Dopo l’accensione del palcoscenico si vede sorgere la luna, così che il sogno ha inizio. C’è un gatto che ha solo un capo e una coda, e - metaforicamente - spesso non è così scontato nelle cose della vita. Ma qui, come detto, si parla di magia, così che tutto acquisisce un senso.

L’associazione Philos-Accademia Pedagogica nasce con lo scopo di ricercare e sviluppare il benessere psico-fisico e le risorse interne dell’individuo, tramite un impegno attivo in molteplici aree di intervento. Per chi volesse approfondire, è possibile contattare la sede tramite telefono al numero 349/7990497 o all’indirizzo mail accademiaphilos@gmail.com.

Giacomo Grassi

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