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Municipio Centro Ovest | 19 giugno 2021, 11:44

Il Campasso alle autorità ed enti interessati al nodo ferroviario: “Dateci risposte tecniche precise su quanti e quali treni passeranno in mezzo a noi”

Le popolazioni del Campasso, Sampierdarena e Bassa Valpolcevera motivano ufficialmente i timori sui progetti ferroviari da realizzare in zona. Scarsa informazione, poco coinvolgimento e interrogativi tecnici sui progetti

Il Campasso alle autorità ed enti interessati al nodo ferroviario: “Dateci risposte tecniche precise su quanti e quali treni passeranno in mezzo a noi”

Il nodo ferroviario di Genova che transita al Campasso e a Certosa non fa vivere sonni tranquilli in zona, dove incertezza sui cantieri e tracciato stanno diventando un incubo per la gente del posto. Lamenti non certo di oggi e che Fabrizio Maranini, presidente della Seconda Commissione del Municipio II Centro Ovest, ha ufficializzato, dopo varie riunioni e condivisioni di idee con omologa Commissione del Municipio Valpolcevera.

Lo ha fatto con una lettera a Ministero delle Infrastrutture, Commissario Terzo Valico e collegamenti con il Porto di Genova, al presidente Toti, al presidente dell’Autorità Portuale di Genova, nonché a sindaco e prefetto di Genova.

Emblematico il titolo dello scritto: “Quesiti e perplessità non ancora fugate sul riutilizzo ferroviario della vecchia linea Campasso-Santa Limbania e sull’effettivo utilizzo della linea ‘Sommergibile’”. La lettera inizia ripetendo la sorta di cantilena, peraltro comprensibile visto che repetita, in questo caso, non juvant, e che “sono molte le linee ferroviarie che si incrociano nel Municipio Centro Ovest di Genova per il trasporto merci”.

A partire da quella cosiddetta ‘Sommergibile’, ma che di sommerso ha poco, scorrendo lungo la sponda del torrente Polcevera in bella vista. Quindi c’è la Campasso Santa-Limbania, che passa in mezzo alle case di Sampierdarena prima di proiettarsi verso la Valpolcevera attraverso analogo passaggio tra i palazzi del quartiere di Certosa.

L’elenco annovera poi le linee “promiscue per i passeggeri e le merci”, la linea Genova Marittima e il viadotto Buranello, parallelo e appena qualche metro sopra al manto stradale dell’omonima via. Traffico ferroviario intenso, tante rotaie che usano anche pezzi di antiquariato quali gallerie datate 1800. Strada ferrata che interessa sottovie, cavalcavia, viadotti e passerelle in aree di competenza di Rfi, mentre altre riguardano invece aree demaniali di pertinenza di Palazzo San Giorgio.

Maranini, nella lettera, rievoca la riunione congiunta delle Commissioni sampierdarenese e valpolceverina: “Fortemente voluta dai due presidenti”, lo stesso Fabrizio Maranini, e Vincenzo Lupia per la vallata.

Il progetto Cociv, riguardante il tratto di competenza della stessa, si ferma al varco Sud della Galleria ‘Sampierdarena’. “Da notare - denuncia la lettera - come più a valle di quel punto e sino alle calate del porto, il tratto sia ancora privo di massicciata, binari, catenaria per l’alimentazione elettrica e persino relativi impianti di segnalazione e di sicurezza”.

E con tale premessa i Municipi chiedono “di essere messi a conoscenza dell’effettiva esistenza o meno di un progetto escluso da Rfi e riguardante il tratto Varco Sud galleria Sampierdarena. Spazio sotto la rampa di accesso alla sopraelevata all’incrocio con via Cantore, Galleria bivio Santa Limbania, sottopasso della linea doppia Sampierdarena - Genova Porta Principe, più alta di circa due metri della successiva linea doppia Ge Marittima, che riduce in quel punto a 5 metri e 20 centimetri l’altezza per la linea diretta in porto e che, attraverso la galleria Molo Nuovo, transita sotto via di Francia, lo spiazzo davanti alle Torri Faro, via Albertazzi e caserma dei Vigili del Fuoco, via Milano, un hotel, ed esce accanto a Calata Sanità. Come si pensa di fare, chiede il documento, a superare il limite dei 5 metri e 20?”.

Ed oggetto di richiesta di spiegazioni sono pure le pendenze di alcuni tratti. In tale contesto la richiesta della popolazione, tramite i Municipi, è di conoscere la frequenza dei passaggi dei convogli ma anche e la quantità oltre alla tipologia di merci lungo la linea Sommergibile e la Campasso-Santa Limbania per quanto riguarda gli anni scorsi. Almeno 5 passati, per poter valutare mediamente quale sarà il traffico ferroviario in futuro. Maranini spiega che la richiesta implica risposte “precise e documentate”, fondamentali “per avere la certezza di evitare sperpero di fondi pubblici per la costruzione di un tratto denominato ‘ultimo miglio’, che potrebbe poi persino risultare di fatto non percorribile per le problematiche già citate e per quelle inerenti la sicurezza, già evidenziate dai Comitati e dai membri delle Commissioni dei municipi II Centro Ovest e V Valpolcevera, nella seduta congiunta del 21 aprile 2021”.

Complessa dunque, ma anche articolata e dettagliata la perplessità degli abitanti. “La storia di Sampierdarena e di gran parte del ponente cittadino - insiste la lettera alle autorità cittadine e regionali - è ricca di fasi di ampliamenti della logistica portuale e dei collegamenti ferroviari oltre Appenino. Le molteplici linee ferroviarie che si incrociano nel nodo genovese servono il Nord Ovest d’Italia. Generazioni cresciute a pane e industrializzazione capiscono bene l’importanza del lavoro che può arrivare dal trasporto e dalla lavorazione delle merci ma, proprio per questo motivo, le scelte vanno ponderate ottimizzando ogni metro quadrato della città e del suo porto. I possibili impedimenti strutturali legati all’altezza utile nel punto dove l’ultimo miglio incrocia altre vie ferroviarie, rischiano seriamente di vanificare l’opera”.

Motivi per i quali scatta la richiesta di analizzare i progetti dal varco Sud della Galleria Sampierdarena sino alla Calata Bettolo e di produrre una stima documentata sull’utilizzo effettivo della linea ‘Sommergibile’. Chi di dovere è dunque avvertito. La gente di Certosa attende risposte precise e tecnicamente valide.

Dino Frambati

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