Ogni martedì uno spazio per raccontare l’impegno, le storie e i volti di chi, ogni giorno, si mette al servizio degli altri: con la nuova rubrica 'Buone Azioni', vogliamo dare voce alle associazioni, alle cooperative sociali, ai gruppi di volontari e a tutti coloro che costruiscono solidarietà sul territorio, spesso lontano dai riflettori ma con un impatto concreto nella vita delle persone. La rubrica sarà un viaggio settimanale nel cuore del Terzo Settore, per conoscere chi fa la differenza e capire come ciascuno può contribuire, anche con un piccolo gesto.
Un tostapane guasto può essere riparato gratis? Un televisore rotto può diventare una moneta di scambio? In via Bologna 110r, a San Teodoro, sì. A renderlo possibile è l'attività del Centro del Riuso e del Riparo Surpluse, il più grande centro di questo tipo in città, gestito da luglio 2024 da Assoutenti Liguria nell'ambito di un patto di collaborazione con il Comune di Genova, attraverso l'ufficio CEAS, e con AMIU Genova.
La struttura sorge all'interno del vecchio mercato comunale abbandonato che, dopo due anni di lavori, è stato trasformato in un laboratorio di idee e progetti: spazi espositivi, una sala multimediale, un'area di book crossing, angoli per il riciclo creativo e workshop dedicati all'upcycling e alla riparazione. Anna Deyko, referente del progetto per Assoutenti Liguria, racconta: "Il centro del riuso è prima di tutto uno strumento che promuove l'economia circolare, con una doppia valenza: ambientale e sociale. Le persone portano oggetti ancora in buono stato, quelli che si trovano nelle cantine, nelle case dei parenti, e questi oggetti hanno la possibilità di servire ancora, a volte per diversi anni, nelle mani di qualcun altro".

Ma come funziona nel concreto? "Chi porta un oggetto in buono stato viene registrato nel sistema gestionale del centro: nome, cognome, codice fiscale e contatti. L'oggetto viene valutato e poi pesato, e in base al peso vengono assegnati dei punti. Un chilo equivale a un punto, e un punto vale un euro. Questi punti diventano una vera e propria moneta di scambio con cui è possibile 'acquistare' altri oggetti esposti nel centro. Non hanno scadenza: si possono usare subito o mesi dopo, quando capita".
Chi invece arriva senza aver portato nulla, magari in cerca di mobili per una casa nuova, può comunque fare acquisti a prezzi simbolici, anche in euro. "Lo scopo non è guadagnare, ma ridurre i rifiuti, dare una seconda vita agli oggetti e cambiare la mentalità delle persone. È un processo lungo, ma visto che abbiamo sempre più utenti affezionati, sembra che stia funzionando".
Gli spazi espositivi accolgono diversi generi: dall'abbigliamento agli elettrodomestici, dai giochi e libri per bambini agli articoli per la prima infanzia (dai passeggini alle ovette), articoli sportivi, oggettistica da cucina e molto altro. Accanto allo scambio di oggetti, il centro si è affermato come luogo di riparazione. Fa parte della rete internazionale dei Repair Café, diventando il primo in Liguria, con laboratori dedicati alla riparazione di oggetti elettrici ed elettrodomestici, al cucito, alla lavorazione a maglia e all'upcycling di indumenti. Tutto è portato avanti da una rete di volontari specializzati per ambito: c'è chi si occupa dei conferimenti, chi ripara l'elettrico, chi lavora a maglia o sa cucire, chi si dedica al riciclo creativo.

Particolare attenzione è riservata ai RAEE, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche: in accordo con AMIU, il centro accetta anche oggetti elettronici non funzionanti, che vengono poi avviati a un ciclo specifico di smaltimento e recupero. Sono presenti anche contenitori per pile e oli esausti.
Il centro non è solo un luogo di scambio, ma un presidio culturale e sociale per il quartiere, con l'obiettivo sensibilizzare la cittadinanza sui temi del riuso, dell'educazione ambientale per le nuove generazioni e il censimento e la trasmissione delle competenze artigianali.
Anche scuole sono protagoniste: "Vengono spesso organizzati laboratori per ogni fascia d'età, dall'infanzia alle superiori, con un approccio peer to peer, le scuole che insegnano ad altre scuole. A maggio è prevista una intera settimana dedicata alla moda sostenibile, la Fashion Week del Riuso, dove le ragazze dell'Istituto Scolastico Duchessa di Gallera insegneranno a cucire i ragazzi di altri istituti. In cantiere anche collaborazioni con gli istituti alberghieri per laboratori sul tema dello spreco alimentare". Periodicamente si tengono le feste dello sbarazzo, con banconi allestiti negli spazi esterni dove il materiale a lungo rimasto nel centro viene distribuito gratuitamente alla cittadinanza.
A parte, con una logica completamente libera e gratuita, vive il book crossing: migliaia di libri che si scambiano senza punti, senza pagamenti, senza registrazioni. "Devo dire che sta funzionando molto bene", ammette Deyko.

E il futuro? "Ci piacerebbe che aprissero centri simili su tutta la Liguria" confessa Deyko. Per ora, la rete Surpluse raccoglie i Centri del Riuso e del Riparo del Comune di Genova con l'obiettivo di prevenire la produzione di rifiuti, allungando la vita degli oggetti in un'ottica di economia circolare. Il sogno, però, è più grande: un centro in ogni municipio, perché chiunque possa sapere che quell'oggetto abbandonato sul marciapiede, vicino al cassonetto, avrebbe potuto ancora servire a qualcuno.
Il Centro di via Bologna è aperto dal lunedì al sabato, dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 18. L'ingresso è libero e aperto a tutti.


















