Ponte Carrega risplende con nuove luci. Cinque lampioni stile ‘vecchia Genova’ riportano il ponte simbolo della Valbisagno all’antico splendore. “Il progetto di installazione di una nuova illuminazione per ponte Carrega lo abbiamo presentato lo scorso anno al Comitato territoriale Iren Genova, con l’obiettivo di riqualificare questa parte di quartiere con un impianto di illuminazione che avesse caratteristiche di nuova generazione, con le luci a led, ma riprendesse la forma dei lampioni di una volta, unendo così bellezza e sostenibilità ambientale”, racconta il risultato Fabrizio Spiniello, portavoce degli Amici di Pontecarrega, associazione attiva sul territorio e che attorno a questo ponte, simbolo di una Valbisagno che resiste, ha costruito la propria identità e avviato le prime battaglie a difesa del territorio.
Oggi il ponte “è una chicca”, lo descrive Spiniello, “una vera attrazione”. E pensare che nel 2012, quando l’associazione ha iniziato a costituirsi, l’amministrazione di allora voleva buttarlo giù per costruire un ponte carrabile. È proprio attorno a quella battaglia che sono nati gli Amici di Pontecarrega. “Abbiamo iniziato con una raccolta firme per fermarne l’abbattimento e abbiamo proseguito l’anno successivo con la ritinteggiatura della ringhiera”. Da lì l’inizio di una lunga storia di impegno sociale e di cittadinanza attiva a favore di un territorio, quello della Valbisagno, che grazie ad associazioni come la loro in molti stanno imparando ad apprezzare e non vedere più solo come una zona di servizi, ma da scoprire.
A costruire i lampioni una realtà del territorio, l’azienda Tagliafico di Struppa: “Questo dettaglio è un valore aggiunto perché è un lavoro nato sul territorio per il territorio”, commenta Spiniello. Il risultato è frutto di un lavoro sinergico “reso possibile - racconta il portavoce - grazie anche al sostegno del Municipio, che ci ha spinto a presentare il progetto e grazie al Comitato territoriale Iren che lo ha finanziato”.
I lavori sono costati circa 12 mila euro tra acquisto materiale e messa in posa da parte di Aster dei nuovi lampioni: “Circa un anno fa ci è stato proposto di ripristinare l’illuminazione sul ponte, sostituendo i vecchi lampioni, che erano in condizioni pessime, con nuovi in stile ‘vecchia Genova’ con luci a led. L’idea ci è piaciuta e abbiamo deciso di sostenerla, perché rientrava in quei criteri di valenza culturale, sociale e sostenibilità ambientale che supportiamo”, spiega la motivazioni dietro una scelta Emiliano Bussolo, responsabile Comitato territoriale Iren che si occupa proprio di sostenere i progetti proposti dalle associazioni e dai cittadini sul territorio e per il territorio.
Per raggiungere il traguardo è stato importante anche il supporto del Municipio e del suo presidente Roberto D’Avolio. “All’inizio l’idea era di utilizzare dei lampioni storici che tenevamo in un magazzino, ma installarli era impossibile, così abbiamo pensato di coinvolgere l’azienda Tagliafico di Struppa che fa illuminazione pubblica e realizzare un impianto moderno che mettesse in risalto, però, la storicità del luogo”, spiega il president, che aggiunge: “Per noi ponte Carrega è uno dei simboli della Valbisagno, ci teniamo davvero molto e il nostro obiettivo è valorizzarlo sempre di più”.
Quello che questo progetto nato dal basso, ma frutto di un lavoro condiviso è riuscito a fare. Ora questo risultato va festeggiato e si sta già preparando un evento ad hoc con tutte le realtà coinvolte - Municipio, Comitato territoriale Iren, associazioni del territorio e operai - “Stiamo organizzando una festa per il 4 luglio in concomitanza con la stondaiata del Festival dell’Acquedotto sul Pontecarrega perché vorremmo coniugare i due eventi”, spiega il portavoce che sta già lavorando al programma. Da sempre infatti su questo ponte l’associazione ha voluto portare delle attrazioni per farne capire il valore: costruito nella metà del 700 ha resisto ad alluvioni, esondazioni ed è stato salvato dalla cemetificazione. Ora il prossimo progetto: “È riportare l’edicola votiva sul ponte, ora giace in un deposito a Montesignano. Ci sono i progetti, serve un’impresa disposta a investire per riportarla al centro del ponte”, proprio come un tempo.






















