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Municipio Centro Ovest | 28 luglio 2021, 12:45

La mega assemblea nel campetto della Certosa non fa gol, comitati delusi e arrabbiati: "Nessuna risposta ai nostri dubbi, nessun ascolto alle nostre proposte"

La gente del quartiere ha gridato di non volere piscine, ristori o altro di simile, ma servizi e vivibilità ribadendo un fiero 'no' ai treni che passano davanti a case e scuole delle zone

La mega assemblea nel campetto della Certosa non fa gol, comitati delusi e arrabbiati: "Nessuna risposta ai nostri dubbi, nessun ascolto alle nostre proposte"

Più domande che risposte nella grande riunione presso il Chiostro San Bartolomeo della Certosa, del popolo che vive a metà tra Sampierdarena e la Valpolcevera e sta combattendo contro un progetto ferroviario che proprio non vuole accettare perché non piace. E non sembra sia servita un’opera di mediazione anche intensa del sindaco Bucci, che non ha esitato ad assumersi responsabilità e a dichiararsi a disposizione della gente; né la promessa di tavoli con Comitati e abitanti e neppure quelle di ristori o di strutture e impianti sportivi da impiantare nell’area o l’assicurazione che le merci pericolose eviteranno il centro abitato, scorrendo lungo la linea cosiddetta ‘Sommergibile’.

Ad esprimere rabbia e malcontento sono stati i vari interventi dei rappresentanti dei Comitati della zona e soprattutto di Enrico D’Agostino, presidente del Comitato Liberi Cittadini di Certosa, che stigmatizza quello che definisce “silenzio assoluto sul progetto” e persino “atteggiamento offensivo verso la popolazione, perché, dice, “non hanno spiegato nulla e le poche risposte non hanno fugato i dubbi”.

“I cittadini - ha dichiarato D’Agostino - sono stanchi di sentirsi a proporre tavoli che chiedono da due anni, quando i lavori sono già iniziati, oppure ristori. Sembrano tutte cose esclusivamente per rabbonire la gente, perché al quartiere non servono piscine o impianti sportivi. Ne abbiamo di questi. Piuttosto abbiamo bisogno di servizi, di trasporto pubblico carente e che non è la stazione ferroviaria prevista dal progetto”.

E scatta un lungo e forte applauso quando D’Agostino sottolinea come manchino strutture sanitarie e la viabilità sia “al delirio”. E promette: “Come Comitati prenderemo posizione ferma, lo faremo in un’assemblea nostra perché noi abbiamo delle idee e vogliamo confrontarle con Ferrovie. Ci devono dire se non sono percorribili o perché non vanno bene. Ma devono ascoltarci. Certamente chiederemo alla gente un mandato perché le idee sono della popolazione, non dei Comitati. Anche se come tali le porteremo ai tavoli. Questo però è un punto fermo e da questo non indietreggiamo. Il quartiere e la zona sono stati ridotti male, maltrattati nel tempo; non tollereremo ulteriore degrado”.

Con i cittadini si sono schierati i presidenti dei Municipi Valpolcevera e Centro Ovest. “Da qui i terni non passeranno mai”, hai affermato Federico Romeo presidente in Valle, mentre Michele Colnaghi presidente invece in via Sampierdarena e da sempre molto attento allo sviluppo compatibile al territorio e all’ambiente, ha detto che il progetto è da rivedere.

Davanti agli oltre duecento presenti, c’era un’ampia e qualificata rappresentanza di Palazzo Tursi con lo stesso Marco Bucci e gli assessori Matteo Campora, di Mobilità e Ambiente, l’assessore Pietro Piciocchi, esponenti di Ferrovie e l’assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone.

Unica certezza è che la questione della ferrovia al Campasso appare una delle più sentite e importanti per la zona, che non è spropositato dire da decenni. E chi conosce questa parte di territorio genovese, si rende conto che ormai la popolazione è esasperata. Considerata ingiustamente quasi periferia della periferia di Sampierdarena e Valpolcevera, questa terra di mezzo è un nodo vitale di viabilità, cultura, storia ed economia del capoluogo ligure. Finora le proteste sono rimaste sotto traccia e quasi sempre inascoltate. Ma i tempi sono cambiati, le persone diverse e con molto meno timore reverenziale verso il potere e le istituzioni. Poi c’è stata l’immane tragedia del Morandi e la gente del Campasso e di Certosa non è più disposta ad accettare ciò che arriva dal Palazzo, soprattutto quando ci sono di mezzo interessi economici non da poco.

Dino Frambati

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