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Cronaca | 05 agosto 2021, 18:00

Parco nazionale di Portofino, Legambiente all’attacco: "Ai sindaci non importa nulla, tranne rari casi"

Massimo Maugeri non usa mezze parole, alla vigilia dell’incontro che si terrà sabato in Prefettura tra Regione Liguria, amministratori locali e il ministro alla Transizione Ecologica, Roberto Cingolani

Parco nazionale di Portofino, Legambiente all’attacco: "Ai sindaci non importa nulla, tranne rari casi"

Dopo anni di stallo, di confronti mancati, di pareri contrapposti, di scarsissima volontà politica e di interessi mai realmente condivisi, si è arrivati laddove era scontato che si sarebbe arrivati. Al tutti contro tutti.

Pareva una bellissima proposta, l’istituzione del Parco Nazionale di Portofino, quando fu introdotta dal senatore del Partito Democratico, Massimo Caleo, nelle maglie della Legge finanziaria del 2018: è invece diventata un fastidio per molti, oltre che un terreno di scontro tra la giunta di centrodestra in Regione Liguria, la maggior parte dei sindaci del territorio e gli ambientalisti, schierati su fronti assolutamente divergenti.

Poi, dopo moltissimo tempo passato a ‘combattersi’ a suon di comunicati da una parte e dall’altra, è arrivata di recente una sentenza del Tar del Lazio, che impone al Ministero della Transizione Ecologica di allargare i confini dell’area, perché di fatto viene accolto il ricorso presentato dall’Associazione Amici di Portofino.

Apriti cielo: il ministro incaricato, il genovese Roberto Cingolani, ha portato il Parco di Portofino da 1056 a 5363 ettari, inglobando undici comuni dai tre di partenza (Camogli, Portofino e Santa Margherita), la reazione di Regione Liguria e delle varie amministrazioni locali è stata di netta contrarietà, Anci Liguria, per tramite del suo presidente, Pierluigi Vinai, ha cercato una posizione di mediazione e si è arrivati a un faccia a faccia che è fissato per sabato mattina alle ore 11, in Prefettura a Genova.

Il Ministero intende andare avanti nel percorso tracciato, anche per applicare la sentenza del Tar, ma la Giunta Toti, forte dell’appoggio dei sindaci contrari all’allargamento, promette battaglia e non vuole recedere dai propri passi (o dai non passi, visto che non ne ha praticamente mai compiuto).

Intanto, gli ambientalisti tornano a farsi sentire in maniera netta e inequivocabile. Lo fanno con Massimo Maugeri, che non solo è il principale esponente di Legambiente Tigullio, ma è anche consigliere della Comunità del Parco di Portofino. “Questo Parco Nazionale non lo vuole nessuno. È arrivata l’ora che qualcuno lo dica chiaramente. Solo Camogli lo vuole, agli altri sindaci non importa nulla”, è l’attacco di Maugeri, che afferma di prendersi “ampiamente la responsabilità delle mie parole”.

Secondo l’attivista, “bisogna fare dei passi indietro e tornare al 1986, quando la superficie del Parco, comprensiva delle aree cosiddette a cornice, era di 4150 ettari. La definizione fatta dal ministro Cingolani, che ha fatto così tanto arrabbiare i sindaci vicini alla Giunta Toti, aumenta di poco questa superficie”.

Eppure, “resto dell’idea che nessuno voglia il Parco Nazionale. Almeno trovino il coraggio di dirlo. C’è un sindaco che ha fatto il presidente del Parco, una cosa in cui non crede”. Il riferimento è al primo cittadino di Santa Margherita, Paolo Donadoni, mentre l’attuale presidente è il sindaco di Portofino, Matteo Viacava, e in passato la carica è stata del sindaco di Camogli, Francesco Olivari.

Ma perché questi sindaci non ci starebbero? Secondo Maugeri, la risposta è chiara: “Perché vogliono continuare a farsi i fatti loro, ad esempio a costruire, come a Chiavari. È chiaro che, in presenza di un Parco Nazionale, tutto questo verrebbe meno”.

Con l’istituzione del Parco Nazionale, infatti, tutte le aree incluse passano da una giurisdizione comunale e regionale a una giurisdizione ministeriale, quindi per gli enti locali questo corrisponderebbe a uno svuotamento di competenze. “La Giunta Toti è alla regia di questo boicottaggio, ed è un vero peccato, perché si continuano a non capire le importanti ragioni di un Parco Nazionale, e gli importanti vantaggi: in termini non solo di tutela ambientale, ma anche di studio, di ricerca, di valorizzazione delle aree, di finanziamenti. In termini turisti e d’indotto. Ma perché buttare via quest’occasione?”.

Maugeri apprezza “tutti i tentativi di mediazione possibili, compreso quello del WWF, ovvero di allargare i confini utilizzando il mare, cioè fondendo Parco Regionale attuale di Portofino e Area Marina Protetta di Portofino, che peraltro è già nazionale. Ma sarebbe l’unico esperimento in questo senso. Non sono d’accordo, è come unire esercito di terra e marina militare”.

Parco più Area Marina è comunque la proposta che sarà portata sabato all’attenzione del ministro Cingolani. Questa l’opzione sposata pure dalla Giunta Toti e dall’Anci, insieme agli undici sindaci dei ‘nuovi confini’: oltre a Camogli, Portofino e Santa Margherita, sono Avegno, Cicagna, Chiavari, Coreglia Ligure, Rapallo, Recco, Tribogna e Zoagli.

Massimo Maugeri riserva un’osservazione pure sull’entroterra: “La grande occasione del Parco Nazionale è anche per Avegno, Coreglia e Tribogna, non solamente per i comuni della costa. Nelle vallate si stanno vendendo le case a un euro, per evitare lo spopolamento. Lo scenario cambierebbe immediatamente, in presenza di un Parco Nazionale”.

Il sindaco di Santa Margherita Ligure, Paolo Donadoni, ne ha parlato ieri sera con la presidente nazionale del WWF, la giornalista Donatella Bianchi, nell’ambito di uno degli incontri del ciclo ‘Aspettando il G20’, e intanto, chiamato in causa, replica a Maugeri: “Tra qualche giorno ci sarà l’incontro con il ministro Cingolani. La mia posizione è quella che ho mantenuto da sempre: sono disponibile a ragionare sull’ampliamento, ma non a queste condizioni. Qui sta mancando il tempo: non è che sabato si possa prendere una decisione. I sindaci che lavorano sul territorio vanno coinvolti, non è che si possano tirare delle righe su una cartina. C’è un discorso amministrativo da considerare e ci sono rilievi tecnici non indifferenti, dal momento che, per quanto riguarda Santa Margherita, si vorrebbe inserire nel Parco Nazionale delle aree già urbanizzate. Ma che senso ha?”.

E Donadoni fa presente come “abbiamo già fatto pervenire al ministro Cingolani una nota con tutte le osservazioni tecniche rispetto ai ‘nuovi’ confini, spiegando perché non è possibile che vengano tracciati in questo modo”.

Il primo cittadino di Santa Margherita, invece, appoggia pure lui la tesi del WWF: “Parco Regionale e Area Marina Protetta? Mi sembra una buona idea: un parco terra più mare, dopotutto è quello che siamo. Ripartiamo dai confini esistenti, e poi andiamo avanti con tutti i ragionamenti che si vorranno fare. Ma occorre prendersi del tempo”.

La sentenza da parte del Tar ha certamente sparigliato le carte. Ma non si può negare che il tempo ci sia stato anche prima. Probabilmente, però, è un fatto che non sia stato utilizzato al meglio. O che non sia stato proprio utilizzato per niente.

Alberto Bruzzone

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