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Municipio Valpolcevera | 17 agosto 2021, 14:30

Maestripieri (Cisl): "La tragedia del Morandi insegni, mai più morti per mancata sicurezza delle infrastrutture"

Il segretario generale ligure rende commosso omaggio alle vittime, quindi invita ad interventi immediati, cogliendo l’occasione dei soldi derivanti dal Pnrr da usare per intervenire e mettere in sicurezza le varie criticità

Maestripieri (Cisl): "La tragedia del Morandi insegni, mai più morti per mancata sicurezza delle infrastrutture"

“Il crollo del Morandi è un fatto che non deve mai più accadere e perciò occorre mettere in sicurezza tutte le altre infrastrutture che abbiano criticità. La tragedia sia di monito in tal senso, ma anche occasione per intervenire e mettere in sicurezza, visto che ci sono i soldi che derivano dal Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.

Ad affermare il principio e la linea che si dovrebbero tenere, è Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria che, commentando le manifestazioni che hanno segnato il terzo anniversario del crollo, afferma come sia doveroso rivolgere “il primo pensiero alle vittime”. E proprio pensando a questa strage che poteva essere evitata, Maestripieri spiega che lui personalmente e Cisl credono fermamente che si debba operare affinché mai più debba accadere un evento del genere. Impresa possibile, spiega il leader della Cisl ligure, con il Pnrr: “Usare il Pnrr perché non succeda mai più”, è il monito che lancia il sindacalista.

“Sono passati tre anni da quel maledetto giorno in cui 43 persone hanno perso la vita per il crollo del Ponte Morandi - afferma il segretario generale Cisl in Liguria - e il nostro pensiero deve sempre andare prima a loro e alle loro famiglie che aspettano risposte dalla Giustizia che sta facendo il suo corso”.

Tuttavia, rileva Maestripieri, “niente, però, renderà quelle 43 persone alla vita”. Dramma umano che però può e deve almeno insegnare qualcosa per evitare, in futuro, di dover piangere altri morti innocenti. “Da quanto è successo dobbiamo imparare, perché non accada più qualcosa di simile”, conferma Maestripieri, che sottolinea come “dobbiamo imparare che alla sicurezza delle infrastrutture non si può derogare, mai. Questo è stato dimenticato e il risultato è stato la sciagura, la morte e un’intera regione in ginocchio da tre anni e che lo sarà ancora per diverso tempo perché i cantieri continueranno e proprio ancora in questo periodo è partito il doppio senso su una carreggiata in A10, che per dieci giorni paralizzerà il territorio su cui si riverseranno anche i vacanzieri di ritorno con i traghetti”.

“È vero - afferma ancora il sindacalista - i genovesi, i liguri, non mollano mai, ma è finito il tempo di stringere i denti e andare avanti alla bell’e meglio, contro tutto e contro tutti. Abbiamo un’occasione per fare in modo che questo non accada più. Il Pnrr serva anche per mettere in sicurezza le infrastrutture e costruirne di nuove, necessarie da tempo, moderne e sicure”.

Dichiarazioni peraltro in linea con quelle espresse dal ministro alle Infrastrutture, Enrico Giovannini, proprio a Genova in occasione della commemorazione delle vittime del ponte, nel terzo anniversario della catastrofe.

“In Italia - ha detto il rappresentante del governo presieduto dal premier Draghi - troppe opere costruite molti anni fa, sono da rimettere in sicurezza e da manutenere, e in alcuni casi persino da smantellare e ricostruire”.

Del resto Maestripieri non si dice stupito dalla coincidenza di vedute con il governo: “Le infrastrutture sicure e adeguate al Paese - indica - sono da sempre temi sui quali Cisl insiste. La nostra regione e Genova hanno grande bisogno di infrastrutture. Per il bene del porto, per il turismo, importante voce economica della regione. Terzo valico, gronda, sono strutture che vanno fatte e rapidamente. E, se eseguite, avrebbero anche il pregio di creare lavoro e soprattutto occupazione, della quale la Liguria ha bisogno, soprattutto in questa fase storica”.

Va detto che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) cui si appella Luca Maestripieri, si inserisce all’interno del programma Next Generation EU. Pacchetto da 750 miliardi di euro, per metà circa di sovvenzioni, concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica. Principale componente del programma Ngeu il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (Recovery and Resilience Facility, RRF), con sei anni di durata, fino al 2026 e da 672,5 miliardi di euro, dei quali 312,5 di sovvenzioni e 360 miliardi costituiti da prestiti a tassi agevolati.

Dino Frambati

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