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Economia | 04 settembre 2021, 10:35

La speranza dal Forum Ambrosetti: "L’opportunità di crescita è enorme, non possiamo permetterci di perderla. Ciascuno di noi deve fare la propria parte"

Valerio De Molli ha aperto i lavori a Cernobbio. Tra i temi chiave, il lavoro femminile: tanti i posti persi e il 20% delle lavoratrici sta pensando di abbandonare l'impiego. Eppure dal report sull'Italia traspare anche una nuova fiducia: "Estate da record, dallo sport all'economia"

La speranza dal Forum Ambrosetti: "L’opportunità di crescita è enorme, non possiamo permetterci di perderla. Ciascuno di noi deve fare la propria parte"

Per il nostro Paese, un'estate dai record non solo calcistici: è anche l'economia che fa sperare. Per il mondo, comunque, gli scenari sono quelli da ricostruire dopo, anzi ancora nella pandemia, e con cura visti gli impatti asimmetrici. Un filo conduttore per risalire c'è: bisogna mettere al centro le categorie più colpite, leggi le donne e i giovani.

Oltre agli impatti economici, anche le conseguenze sociali della pandemia sono state enormi e disuguali mettendo a rischio la tenuta dei Paesi.Le donne, insieme ai giovani, sono tra le categorie più colpite: 47 milioni di donne in tutto il mondo rischiano di cadere sotto la soglia di povertà. 

Sono tra i messaggi, suffragati dall'intensa attività di ricerca presentata, che cominciano a diffondersi a partire da oggi ai tre giorni di confronto al Forum di "The European House - Ambrosetti" a Villa d'Este di Cernobbio e aperto da Valerio De Molli.

Un'edizione rilevante, che si è mantenuta phygital, ma che ha permesso di confermare la vocazione a connettere e far maturare gli scenari del futuro. Per l'ottavo anno consecutivo The European House - Ambrosetti è primo think tank privato in Italia, quarto nell’Unione Europea. 

Il termometro

Lo ha sottolineato proprio De Molli: «Siamo certi che l’unione dell’innovazione tecnologica e digitale con la forza delle idee e del talento consentiranno comunque la massima efficacia nel condividere opinioni, punti di vista e riflessioni propositive. proprio grazie al digitale, quest’anno abbiamo abilitato circa 200 hub in Italia e nel mondo e siamo particolarmente orgogliosi della partnership importante di sistema paese con il ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e l’agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane».

La location, in ogni caso, parla. Con il fascino svincolato dal tempo di Villa d'Este e del Lago di Como, ma per qualcuno il pensiero vola anche a com'era poche settimane fa, questo scenario. Offeso da una natura altrettanto offesa, il nubifragio che ha sconvolto tutti.

Nel primo giorno affiora il termometro italiano. «La fiducia attuale delle imprese è al massimo storico da quando abbiamo iniziato a rilevare l’Indicator - spiegano i ricercatori -  70,6, più del doppio della valutazione di giugno (30,2). Rispetto al settembre 2020 (quando l’Indicator era pari a -21,1) siamo in un’era geologica diversa. Un’accelerazione di ottimismo simile non l’avevamo mai registrata prima.n solo grandi vittorie nello Sport, dagli Europei di calcio, alle Olimpiadi, Special Olympics e al tennis, ma anche e soprattutto una robusta ripartenza del PIL sul 2021 per l’Italia ci fanno essere ottimisti sulle prospettive future, nonostante le polemiche no vax e le incertezze che permangono nel quadro sanitario.  Infine, anche la prospettiva sugli investimenti delle imprese regi stra il proprio record storico (62,7). Il Next Generation EU coglie nel segno».

La propria parte

È la situazione ideale? Sarebbe assurdo affermarlo. Meglio tuttavia d quanto temessimo.

«L’arrivo del prefinanziamento di Next Generation Eu dà materialmente l’avvio al nostro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - si delinea - È inutile girarci attorno: questa è la partita sulla quale si giocano le possibilità di rimanere agganciati alle economie più avanzate. La collaborazione fra istituzioni, imprese e parti sociali è cruciale».

Coraggio Italia possiamo uscire da questa crisi rigenerati e più forti di prima,  è il messaggio. O «ciascuno deve fare la propria parte».

Sospinge verso questa direzione il messaggio di indirizzo ai lavori di  Papa Francesco lo scorso anno «per uscire migliori da questa crisi dobbiamo farlo insieme, tutti quanti nella solidarietà e inclusione».

Il ruolo delle donne

E questo significa anche coinvolgere sempre di più le donne. I dati, implacabili, sono stati rammentati da De Molli: «in Italia solo nel 2020 si sono persi 450 mila posti di lavoro, con una prevalenza di donne, il 70% del totale (Istat). inoltre, la differenza di stipendio tra uomini e donne a livello mondiale è in media del 20%, anche se con valori molto eterogenei da paese a paese. il 20% delle lavoratrici italiane sta considerando di abbandonare il proprio lavoro per far fronte alle esigenze di cura domestica. lo tsunami covid è stato benzina sul fuoco di un gravissimo problema strutturale di arretratezza».

Il paragone con gli altri è impietoso: «La partecipazione delle donne al lavoro configura una situazione di grave ritardo, con numeri record che ci posizionano all’ultimo posto in Europa con solo il 56,5% delle donne che lavorano o cercano attivamente lavoro, contro una media europea del 68,8% e con un enorme divario tra il primo paese nel g20, Canada con 75,6%, e l’ultimo, India con 22,3%».

Sapere, per cambiare le cose. È questo l'impegno: «I dirigenti donna in Italia, secondo i dati di Manageritalia, sono solo il 18,3% del totale (anche se in crescita) e anche le donne imprenditrici sono solo 2 su 10. Occorre prendere il toro per le corna e affrontare il problema con determinazione, tra le priorità per Italia, Europa e g20. Abbiamo quindi con entusiasmo aderito alla richiesta del Ministro Elena Bonetti di realizzare un working paper di indirizzo strategico per orientare le decisioni del G20, con il supporto del Club Ambrosetti e di un Business Advisory Board internazionale per indirizzare le politiche dei governi verso una maggiore inclusione femminile nell’economia. quello che gli anglosassoni definiscono con grande efficacia women empowerment».

Ma. Lu.

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