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Cronaca | 22 settembre 2021, 14:39

'Ndrangheta, durante il lockdown aumentato il traffico di stupefacenti, il porto di Genova snodo cruciale

Lo scrive la Dia (Direzione investigativa antimafia) nella sua relazione semestrale sull'infiltrazione della criminalità organizzata nei territori

'Ndrangheta, durante il lockdown aumentato il traffico di stupefacenti, il porto di Genova snodo cruciale

"Se i periodi di lockdown hanno fatto registrare una generale flessione dei reati di criminalità diffusa, sul versante del traffico di stupefacenti i sodalizi maggiormente attivi avrebbero invece dimostrato una efficace capacità di adattamento. Tale settore vede nelle aree portuali della Regione (Genova, La Spezia e Vado Ligure) lo snodo cruciale per lo smercio dei carichi di droga". Lo scrive la Dia (Direzione investigativa antimafia) nella sua relazione semestrale sull'infiltrazione della criminalità organizzata nei territori.

In Liguria, "Come noto - scrivono gli investigatori -  la potenza imprenditoriale della ‘ndrangheta si esprime grazie alle ingenti risorse economiche di cui dispone verosimilmente in costante aumento grazie proprio alla proliferazione del narcotraffico che focalizzerebbe la sua centralità operativa in importanti aree portuali come quella di Gioia Tauro, ma anche di Genova, La Spezia, Vado Ligure e Livorno".

"Sul punto, - si legge - la Relazione Annuale della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga pubblicata il 30 giugno 2020 rende conto del sequestro in Liguria di circa il 39,67% di tutta la cocaina sequestrata a livello nazionale che risulta importata principalmente attraverso la frontiera marittima del porto di Genova il quale si posiziona nello specifico prima di Gioia Tauro e di Livorno. In tale ambito, un dato oramai assodato è il coinvolgimento delle espressioni ‘ndranghetiste radicate sul territorio che risultano in grado di avvalersi di basi logistiche liguri per l’importazione di cocaina".

Da tempo la presenza in Liguria della 'ndrangheta è osservata con attenzione dagli investigatori, e le diverse inchieste che negli anni hanno portato a importanti condanne definitive, hanno portato a conoscenza di una "struttura criminale denominata Liguria alla quale sono state ricondotte, attraverso un riconoscimento giudiziario in via definitiva, altre unità periferiche cioè i cd. locali (dotati di autonomia strategico-operativa seppure strettamente collegati al Crimine reggino) presenti a Genova, Lavagna (GE) e Ventimiglia (IM). Un ulteriore rilevante insediamento sarebbe operativo anche a Bordighera. Nello specifico, secondo talune ricostruzioni investigative, il locale di Genova rivestirebbe anche il ruolo di Camera di controllo regionale".

La Dia, ricordando le inchieste cita la relazione annuale della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del 30 giugno 2020, che "rende conto del sequestro in Liguria di circa il 39,67% di tutta la cocaina sequestrata a livello nazionale che risulta importata principalmente attraverso la frontiera marittima del porto di Genova il quale si posiziona nello specifico prima di Gioia Tauro e di Livorno. In tale ambito, un dato oramai assodato è il coinvolgimento delle espressioni

‘ndranghetiste radicate sul territorio che risultano in grado di avvalersi di basi logistiche liguri per l’importazione di cocaina". 

"Un proficuo connubio tra albanesi e italiani - si legge ancora - è emerso invece nell’ambito dell’indagine conclusa il 17 novembre 2020 dalla Polizia nel cui ambito il gruppo skipetaro provvedeva all’approvvigionamento di cocaina presso connazionali stanziati in Germania e Olanda, quindi allo stoccaggio in Costa Azzurra e al trasporto della droga a Genova, avvalendosi di diverse reti di approvvigionamento e di distribuzione. La componente genovese del sodalizio intermediava, invece, la circolazione dello stupefacente tra fornitori e spacciatori nei diversi quartieri del capoluogo ligure.

Altro esempio di interazione tra gruppi criminali di diversa matrice si rinviene nell’inchiesta 'Last Chain' conclusa il 7 luglio 2020 dalla Polizia Postale nei confronti di un’associazione criminale transnazionale italo-rumena con base operativa a Genova e dedita al riciclaggio.

Da ultimo, si registra l’operatività della criminalità straniera nell’ambito del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, settore particolarmente favorito dalla posizione strategica della Liguria per il transito di flussi migratori di irregolari verso altri Paesi del nord Europa".

Francesco Li Noce

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