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Attualità | 23 settembre 2021, 10:34

Riforma catasto, Alfonso Pittaluga (segretario regionale Uil Liguria): "Garantire la protezione sociale sulla fiscalità della prima casa"

La nota del segretario regionale Uil Liguria: "L'aumento delle rette o l’uscita dalla rete di protezione sarebbe inaccettabile"

Alfonso Pittaluga, Segretario Uil Liguria

Alfonso Pittaluga, Segretario Uil Liguria

Torna nell’agenda politica la riforma del catasto, un’occasione da non perdere per una misura chiesta dall’Europa che potrebbe significare una maggiore equità fiscale nel Paese se solo i criteri tenessero conto di equità e protezione sociale. “Una riforma attesa da più di 30 anni, dato che l’ultima revisione degli estimi catastali è datata 1989 - spiega Alfonso Pittaluga, segretario regionale Uil Liguria -

Si potrebbe partire da una revisione dei valori vecchi, iniqui e che non corrispondono al reale valore degli immobili, eliminando i paradossi attuali per cui case di pregio nei centri storici hanno rendite catastali basse, mentre immobili situati in periferia e costruiti più recentemente hanno rendite catastali alte”.

L’ultima riforma del catasto è datata 1989, ma tra il 1996 e il 1997 tutte le rendite catastali sono state innalzate del 5%. A partire dal 2005, i Comuni possono chiedere all’Agenzia il “riclassamento” di singoli immobili o di intere aree. “Adesso rispunta la Legge delega di riforma del sistema fiscale e, oggi come allora, le indicazioni sono che i vani catastali lasceranno lo spazio ai metri quadrati -  spiega Alfonso Pittaluga - Il valore di reddito potrebbe essere affiancato da quello medio di mercato, quindi le molte categorie catastali potrebbero essere troppo semplificate. La conseguenza? L’aumento delle rette o di un’uscita dalla protezione sociale. L’impatto non riguarderà solo le tasse che gravano sulla casa, ma anche l’ISEE l’indicatore che consente di ottenere agevolazioni e sconti dalle bollette alle rette per servizi quali asili, mense, Rsa”.

Simulazione su Genova

La Uil Servizio Lavoro Coesione e Territorio ha elaborato alcune simulazioni  prendendo in considerazione i valori OMI ( Osservatorio Mercato Immobiliare) sulle compravendite degli immobili aggiornati al secondo semestre 2020. Il metro di rilevazione è  calcolato su un appartamento  situato in zona semi centrale, mettendo a raffronto tali dati con le rendite catastali medie attuali (A2 e A3) nelle città Capoluogo di Regione.

Una prima casa ai fini del calcolo dell’ISEE aumenterà mediamente di 75 mila euro con punte di 213 mila euro a Roma, di 142 mila euro a Milano e Venezia, 99 ila euro a Trento, 76 mila euro a Palermo. A Genova sulla prima casa l’Isee si attesta intorno ai 69.384 euro, con il nuovo valore di mercato che tocca quota 75.587, ovvero 6.203 di differenza in valori assoluti, pari a una differenza percentuale dell’8,9%. “Questo processo di riforma dovrà significare una diversa e più equa ripartizione del prelievo fiscale sugli immobili – conclude Pittaluga -  Ovviamente, sempre accompagnando questi percorsi ad una lotta quartiere per quartiere all’evasione fiscale sulla tassazione immobiliare italiana che ogni anno produce un minor gettito pari ad oltre 1 miliardo di euro”.

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