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Cronaca | 14 ottobre 2021, 16:44

Porto di Genova, tensione alle stelle, tentativo di mediazione in extremis in prefettura, dopodiché sarà sciopero

"Tamponi gratuiti per chi ha fatto la prima dose? Continuano con i ricatti meschini. Devono togliere il green pass o il porto di Genova da domani sarà fermo", spiega un lavoratore

Porto di Genova, tensione alle stelle, tentativo di mediazione in extremis in prefettura, dopodiché sarà sciopero

La tensione in porto a Genova è alle stelle. I lavoratori, se non ci sarà un passo indietro del governo sul green pass, sono pronti a scioperare a oltranza già da domani mattina, portando avanti i blocchi che per altre ragioni, più economiche continuano da martedì.

Come Trieste, Genova rischia di essere una delle città che da domani saranno paralizzate, e il timore concreto è che a fermarsi sia l'intero paese, dove la capacità di stock, ricordano i sindacati, è di appena quindici giorni. Dopodiché sarà il caos, ma già dalla prossima settimana potranno scarseggiare le merci e il carburante. In tarda mattinata i lavoratori hanno incontrato l'autorità portuale, che gestisce le attività in porto a Genova e a Savona, ma come era prevedibile, l'incontro si è concluso con un nulla di fatto. Alle 17 il prefetto, che già questa mattina ha incontrato gli autotrasportatori che stanno paralizzando il Vte di Voltri, proverà un'altra difficile mediazione; se fallirà vorrà dire una cosa sola: "Il porto di Genova da domani sarà fermo", dice uno dei lavoratori a La Voce di Genova.

Non servirà a nulla probabilmente, l'ordinanza che il presidente della Regione Giovanni Toti si appresta a firmare, che prevede di fornire il tampone gratuito a chi ha già effettuato la prima dose, fino all'ottenimento del green pass. "Continuano con i ricatti meschini, devono togliere il green pass", spiega ancora il portuale.

Il certificato verde si può ottenere in due modi: con la vaccinazione e con il tampone effettuato entro le 48 ore precedenti all'entrata in servizio. Il porto di Genova conta circa il 20 per cento di non vaccinati, né con la prima, né con la seconda dose.

Sul fronte dei tamponi, le sigle sindacali hanno chiesto che non siano a carico dei lavoratori. Alcune aziende, come Psa e Porto Petroli, per scongiurare i costi dei blocchi hanno deciso di pagarli, altre hanno proposto un prezzo calmierato, altre ancora, in particolare quelle del settore degli autotrasportatori, hanno detto che non pagheranno i tamponi perché, soprattutto i piccoli padroncini, non sarebbero in grado di sostenere i costi.

"Le aziende che pagano il tampone sono poche, io lavoro in Compagnia Unica, - spiega ancora il lavoratore - e ogni tampone ci costa 5 euro. Inoltre, c'è solo una farmacia convenzionata, a Sampierdarena, e non tutti noi mille soci possiamo raggiungerla. Abbiamo chiesto di avere hub all'interno del porto per poter fare i tamponi gratuitamente, ma la richiesta ci è stata negata".

Gioacchino D'Andria, presidente del Fai Genova, la federazione degli autotrasportatori italiani, teme gli scenari peggiori e fa un appello al governo perché si possa posticipare l'entrata in vigore del decreto, ma non sono arrivati segnali in tal senso.

"Lo sciopero di chi è contrario al green pass, sommato a quello dei lavoratori che chiedono il rinnovo della contrattazione collettiva, provocherà il caos per Genova e per il paese", ha commentato D'Andria.

Il presidente della Regione Giovanni Toti, a margine della conferenza stampa con cui ha annunciato l'entrata in vigore dell'ordinanza che concede tamponi gratuiti a chi ha ricevuto la prima dose, commentando la situazione del mondo del lavoro ha detto: "Non sono preoccupato, però è giusto essere vigili e prudenti, nella consapevolezza che ci sarà qualche difficoltà, ma anche che green pass e vaccini stanno facendo uscire il mondo del lavoro dalla più grande emergenza conosciuta dalla Seconda Guerra Mondiale. E' evidente che qualche difficoltà ci sarà, con i sindacati stiamo cercando di mettere tutte le pezze possibili, in modo che siano le meno dolorose da ogni punto di vista, ma non possiamo farci deviare dalla strada maestra, che è quella che vaccinare i cittadini italiani vuol dire sconfiggere il covid e fare in modo che i posti di lavoro ci siano".

Sui porti: "E' un punto critico per dimensioni, per varietà di tipologia di impresa. Mi sembra che tuttavia i lavoratori del porto, così come le imprese che vi lavorano stiano assumendo un comportamento di grande responsabilità, senza nasconderci le difficoltà, ma senza per questo impedirci di dire che è una strada obbligata".

Dopo l'incontro in prefettura, questa sera i lavoratori si riuniranno in assemblea e decideranno quali forme di protesta mettere in campo.

Francesco Li Noce

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