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Cronaca | 26 ottobre 2021, 12:38

Terra di Nessuno, attivisti in piazza sabato 20 novembre: "Per chi non si riconosce nell'idea di città di Bucci"

"Questo sgombero ci rattrista e ci fa inferocire, ma purtroppo non ci stupisce. Da tempo la Lega e Fratelli d’Italia chiedevano di usare la mano dura contro gli spazi sociali", scrivono gli attivisti

Terra di Nessuno, attivisti in piazza sabato 20 novembre: "Per chi non si riconosce nell'idea di città di Bucci"

Attivisti del centro sociale Terra di Nessuno di nuovo in piazza, sabato 20 novembre a Genova per manifestare contro lo sgombero dello scorso 8 ottobre da parte della polizia locale che ha dato esecuzione alla sentenza del Tar dello scorso gennaio.

Nei giorni scorsi un incontro tra il sindaco Marco Bucci e i rappresentanti del Tdn non ha portato a un accordo sul ricollocamento del centro sociale.

La manifestazione è stata annunciata sulla pagina Facebook del Terra di Nessuno.

"Lo scorso 8 ottobre - si legge - il Centro Sociale Terra di Nessuno è stato sgomberato: alle prime luci del mattino un plotone di Polizia Locale ha provato a porre fine a un’esperienza di oltre 25 anni di autogestione, cultura alternativa, socialità non mercificata, antiproibizionismo e antifascismo. Questo sgombero ci rattrista e ci fa inferocire, ma purtroppo non ci stupisce. Da tempo la Lega e Fratelli d’Italia chiedevano di usare la mano dura contro gli spazi sociali, in modo da soddisfare il bisogno di dimostrarsi intransigenti agli occhi del loro elettorato proto-fascista.

Ma non solo, l’intero operato della giunta Bucci, dall’inizio del suo mandato, sembra volto a distruggere qualsiasi esperienza non riconducibile all’idea di una città da vendere al profitto privato, cercando di mettere a tacere le diverse esperienze di resistenza politica e culturale che si oppongono a una città vetrina lontana dai bisogni e dai desideri di chi la abita.

Una Genova dove si moltiplicano supermercati e centri commerciali, distruggendo e desertificando il tessuto sociale dei quartieri; una Genova dove si investono milioni di euro in pattuglioni di Polizia ed Esercito, mentre si distruggono il welfare e i servizi; una Genova che crea periferie al servizio di quartieri vetrina, una Genova dove si criminalizza la povertà, piuttosto che combatterne le cause; una Genova dove la possibilità di vivere lo spazio pubblico è subordinata al consumo, in cui le strade sono invase da dehors e tavolini, mentre scompaiono panchine, aiuole e fontanelle; una Genova dove si lascia crollare un ponte e si pensa che sia sufficiente l’elemosina di qualche grande costruttore per cancellare il lutto di una città ferita; una Genova dove si prova a rimuovere la storia antifascista della città, dando agibilità politica ai fascisti e criminalizzando chi quotidianamente lotta contro questo revisionismo.

Gli spazi sociali rappresentano un’idea radicalmente diversa di città: una Genova inclusiva e accogliente, antirazzista, antisessista e antifascista. Una città che fa della differenza una ricchezza, dove nessun* viene esclus* perché pover* o divers*; una città dove al profitto privato si antepone il bene comune; una città dove al controllo e alla repressione si risponde con la cooperazione e l’autogestione, costruendo spazi di vita in comune preziosi per la crescita e l’autodeterminazione di tutt* coloro che li attraversano. Una città nella quale gli unici stranieri sono i fascisti e gli sbirri nei quartieri!

Per questi motivi, per la ricchezza sociale che gli spazi autogestiti rappresentano, per la storia antagonista che li costituisce e anima, vogliamo dire chiaramente a questa giunta che non ci arrendiamo e che non ci ha sconfitt*. Non ci possiamo rassegnare a vedere finire così – con un’operazione di polizia e l’abbandono – un’esperienza vitale e preziosa come quella di TdN.

Invitiamo perciò tutt* coloro che non si riconoscono nell’idea di città della giunta Bucci a scendere in piazza con noi per reclamare spazi di autogestione, socialità e cultura alternativa, per riprenderci le strade e dimostrare che Genova resiste e desidera un futuro diverso fatto di diritti, inclusione e giustizia sociale.
Non abbiamo niente da perdere, ci riprenderemo tutto.
Nada para nosotroas,
todo para todoas!

Sabato 20 novembre 2021 ore 15 piazzale davanti alla Stazione Principe
".

Francesco Li Noce

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