Un giovane è stato sottoposto a fermo e altri due sono stati denunciati dopo una rapina avvenuta nella notte nel centro storico di Genova.
La Polizia di Stato ha fermato un cittadino egiziano di 20 anni con l’accusa di rapina in concorso, denunciandolo anche per indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti.
L’intervento è scattato all’alba quando gli agenti del Commissariato Cornigliano hanno notato tre giovani che camminavano in via Cantore. Uno di loro ha cercato di allontanarsi di alcuni metri, dando le spalle agli operatori e tentando di nascondere qualcosa tra le mani.
Durante la perquisizione i poliziotti hanno trovato in suo possesso una Postepay, una tessera sanitaria intestata a un’altra persona e uno smartphone del quale non conosceva il codice di sblocco.
Dai successivi accertamenti è emerso che gli oggetti appartenevano a una donna che, contattata dagli agenti, ha raccontato di essere stata rapinata intorno alle 3 del mattino in Piazza Caricamento. Secondo il suo racconto, tre giovani l’avrebbero avvicinata e minacciata con un coltello costringendola a consegnare portafoglio e telefono. Dopo l’episodio la vittima era rientrata a casa senza contattare il numero di emergenza 112.
Le immagini del sistema di videosorveglianza cittadino “Città Sicura” hanno permesso agli agenti di individuare gli altri due presunti complici, identificati proprio nei giovani che si trovavano insieme al 20enne durante il controllo in via Cantore.
Nel frattempo la vittima, formalizzando la denuncia, ha mostrato agli investigatori diverse notifiche di transazioni effettuate con i suoi bancomat sottratti durante la rapina. Questo elemento ha consentito di ricostruire gli spostamenti dei tre sospettati fino al momento del controllo della polizia.
Il 20enne è stato quindi trasferito alla Casa Circondariale di Genova Marassi in attesa della convalida del fermo, assistito dall’avvocato Andrea Gotelli. I due presunti complici sono stati invece rintracciati e fermati dal Commissariato Mecenate, dopo la denuncia in stato di irreperibilità presentata dal commissariato genovese.
Come previsto dalla legge, resta valida la presunzione di innocenza per tutti gli indagati fino a eventuale sentenza definitiva.














