"La raccolta differenziata a Genova sta crescendo e l’obiettivo che raggiungeremo, grazie al piano di investimenti da 70 milioni di euro, è il 65% entro il 2024". Lo annuncia l'assessore all'ambiente Matteo Campora, replicando al capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale Alessandro Terrile, che oggi pomeriggio ha presentato un'interrogazione in aula sul tema della raccolta rifiuti a Genova.
"Finalmente siamo sulla rotta giusta per centrare il risultato, - spiega Campora - dopo aver sanato il buco di bilancio da circa 160 milioni di euro ereditato su Amiu, una bomba ecologica come Scarpino innescata e il buio totale sulla strategia ambientale della nostra città. Dopo 4 anni di duro lavoro, oggi vediamo la luce in fondo al tunnel con dati che ci dicono che abbiamo intrapreso con Amiu un percorso virtuoso. Con il nuovo contratto di servizio e un solido business plan aziendale, che ne ha determinato la ristrutturazione, abbiamo gettato le basi per aumentare, anno dopo anno, la raccolta differenziata: oggi superiamo il 38,5% e prevediamo di chiudere l’anno alla soglia del 40% grazie anche alle massicce campagne di sensibilizzazione. Ricordo che Legambiente ha conferito al Comune di Genova, nell’ambito dei Comuni ricicloni, la scorsa estate, il premio per il progetto PlasTiPremia sul riciclo della plastica. Siamo primi in Italia per ecocompattatori, abbiamo portato su 47 piazze genovesi gli ecovan per la raccolta degli ingombranti, allargando il progetto anche al Centro storico per la prima volta, una zona dove la differenziata arriva a percentuali record del 55% grazie anche all’implementazione degli ecopunti ad accesso controllato.
I fatti parlano chiaro e probabilmente danno fastidio a chi fino a ieri è riuscito solo ad accumulare debiti e rifiuti sulle spalle dei genovesi. Citare dati fuorvianti, riferiti al periodo della pandemia quando la raccolta differenziata ha avuto un fisiologico calo vista la chiusura forzata di moltissime attività, è indicativo del modo di operare di una certa parte politica, abituata a guardare il dito anziché la luna".














