Il Consiglio municipale della Bassa Val Bisagno ha approvato all’unanimità la mozione per l’attuazione territoriale della “Città dei 15 minuti”, un atto che traduce sul territorio la delibera comunale e apre ora una fase operativa fatta di mappature, coinvolgimento della cittadinanza e individuazione di interventi concreti: dal recupero degli immobili pubblici inutilizzati alle future Case del Quartiere, fino al monitoraggio di servizi, accessibilità, verde e aree collinari più fragili.
La mozione, presentata dal consigliere Guglielmo Frisone a nome dei gruppi consiliari Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico Silvia Salis Sindaca, Movimento 5 Stelle, Bassa Val Bisagno Civica e Lista Civica Silvia Salis Sindaca, nasce però dall’iniziativa dei consiglieri Simone Leoncini e Guglielmo Frisone di Alleanza Verdi e Sinistra ed è stata sottoscritta dai capigruppo Marzio Bini (Pd), Gabriele Ruocco (Lista Civica Silvia Salis Sindaca), Guido Poggi (M5S) ed Enrico Sergio Davico (Bassa Val Bisagno Civica).
Il punto politicamente più rilevante è il via libera unanime dell’aula, circostanza non frequente, che di fatto consolida un percorso condiviso attorno a un modello di città fondato sulla prossimità. L’atto dà attuazione, a livello municipale, alla deliberazione di giunta comunale n. 35/2026, promossa dall’assessora Francesca Coppola, e ridefinisce il ruolo del Municipio, che non dovrà limitarsi a recepire indirizzi dall’alto ma sarà chiamato a individuare priorità, coordinare il confronto pubblico e accompagnare la trasformazione del territorio.
In concreto, il provvedimento prevede la convocazione congiunta delle Commissioni II e III per avviare il coinvolgimento di associazioni, comitati e cittadini, oltre all’istituzione di un tavolo municipale permanente sulla Città dei 15 minuti. Il lavoro dovrà partire da una ricognizione puntuale del territorio: immobili pubblici inutilizzati da destinare a funzioni sociali e culturali, aree dismesse da recuperare, nuclei storici da valorizzare, barriere architettoniche da abbattere, isole di calore da censire e servizi da rafforzare soprattutto nelle zone collinari.
L’obiettivo dichiarato è quello di ricucire il tessuto urbano e sociale della Bassa Val Bisagno, affrontando criticità stratificate negli anni, tra consumo di suolo, perdita di spazi di aggregazione e squilibri tra quartieri più centrali e zone periferiche o collinari. In questo quadro, uno degli assi principali della mozione è la possibilità di trasformare edifici pubblici oggi inutilizzati in Case del Quartiere e presidi di prossimità.
“Con questa mozione chiediamo che il Municipio smetta di essere spettatore e diventi regista del cambiamento, mappando immobili inutilizzati e aree dismesse per restituirli ai cittadini come ‘Case del Quartiere’ e spazi sociali”, dichiarano i proponenti Simone Leoncini e Guglielmo Frisone. “Vogliamo ricucire il tessuto sociale del nostro territorio. Diamo attuazione a una visione di città policentrica che mette al centro il cittadino, abbattendo le disuguaglianze tra centro e periferia e valorizzando i nostri nuclei storici e le aree collinari”.
La strategia approvata si muove infatti su più livelli. Da un lato c’è il recupero fisico degli spazi, con la mappatura degli immobili e delle aree da restituire a usi collettivi; dall’altro c’è il tema della qualità urbana, con attenzione al verde, all’accessibilità e al contrasto all’abbandono; infine c’è il rafforzamento dei servizi di prossimità nelle parti più deboli del Municipio, così da ridurre distanze e disuguaglianze tra i diversi quartieri.
A rendere misurabile il percorso sarà anche l’individuazione di almeno un “progetto bandiera municipale” di rigenerazione urbana, che dovrà rappresentare il primo intervento simbolico e operativo della strategia. La giunta municipale, inoltre, sarà tenuta a presentare ogni sei mesi una relazione sullo stato di attuazione, con l’obiettivo di garantire trasparenza e continuità al percorso.
“Com’è noto, la delibera di giunta sulla città dei 15 minuti prevede una serie di azioni che vadano ad attuare a livello municipale la delibera. Il municipio non è semplice spettatore, ma regista della prossimità e ha compito di indicare le aree prioritarie e coordinare il tavolo con i cittadini. Nella Bassa Val Bisagno sono presente aree dismesse che potrebbero essere riconvertite”, ha aggiunto il consigliere Simone Leoncini.
La giunta "trova espressione di volontà di partecipazione con questo atto e si va incontro all’esigenza di aggiornare lo strumento pianificatorio urbanistico”, spiega l’assessore all’Assetto del Territorio e Interventi Manutentivi Stefano Boilini. “Il PUC con cui opera il Comune di Genova è datato, risale al 2015, ed è stato negli anni ‘tagliuzzato’ attraverso varianti secondo l’articolo 43 della legge 36 del 1997, che consente modifiche puntuali per ambiti locali. Questo ha permesso diverse trasformazioni, ma nel complesso ha reso lo strumento non più capace di rispondere a una visione ampia e lo ha scollegato tra i diversi ambiti”.
Nel dettaglio, Boilini ha sottolineato anche la coerenza tra i contenuti della mozione e le esigenze del territorio: “Per quanto concerne la mappatura prevista dalla mozione, l’espressione della giunta è di piena approvazione, perché il nostro territorio è ricco di ambiti storici e decentrati. Con azioni più mirate si possono valorizzare queste aree e costruire strumenti pianificatori per il futuro, dando così voce a un nuovo strumento che consenta di immaginare la città del futuro”.














