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Sanità | 15 novembre 2021, 17:30

Sanità, i genitori dei bambini disabili tornano in piazza: "Ci sono famiglie che devono scegliere se mangiare o curare i propri figli (FOTO e VIDEO)

"Dobbiamo sobbarcarci con le nostre finanze le terapie dei nostri bambini"

Sanità, i genitori dei bambini disabili tornano in piazza: "Ci sono famiglie che devono scegliere se mangiare o curare i propri figli (FOTO e VIDEO)

Nuova protesta dei genitori dei bambini con disabilità che questo pomeriggio hanno inscenato un sit in davanti gli uffici di via Fieschi della Regione, dove una delegazione era attesa per un incontro. I genitori protestano contro le lunghe liste d’attesa per ottenere il riconoscimento per la disabilità, il che costringe le famiglie a sobbarcarsi i costi per le terapie.





 “Siamo qui – spiega il genitore Marco Macrì - perché purtroppo ormai da tempo le terapie sono bloccate, i bambini non hanno la possibilità di essere curati, e dobbiamo sobbarcarci con le nostre finanze le terapie dei nostri bambini, i quali avrebbero diritto a terapie a mezzo Asl3, ma tutto latita. Ci sono ritardi che riguardano la certificazione della 104, il primo certificato che dà diritto a un bimbo diversamente abile di avere un’indennità di frequenza, che è la prima boccata di aria fresca per le famiglie in difficoltà per pagare le terapie del proprio figlio. Ci sono genitori che devono scegliere se curare i propri bambini o mangiare".

A dare un punto di vista medico di quello che vivono quotidianamente bambini e famiglie, il pediatra extra ospedaliero Alberto Ferrando.

“Io e i miei colleghi ci troviamo in difficoltà per l’assistenza ai bambini affetti da disabilità, e in generale per le tematiche di tipo psicologico e neuropsichiatrico che sono in aumento, a cui il covid ha dato un’amplificazione. Siamo in contatto con il Gaslini perché abbiamo bisogno di dare risposte a queste famiglie in tempi rapidi, e stiamo sollecitando le istituzioni a farsi carico di questo problema che è sempre più ampio e richiede una diagnosi precoce”.

Dopo la diagnosi servono però risposte dai centri ospedalieri, ma questo non accade: “Non per incapacità, ma perché in questi anni dietro alla parola efficientamento si è nascosta la volontà di togliere risorse e personale per risparmiare dicendo che si lavorerà meglio, ma non è così”.

Francesco Li Noce

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