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Politica | 16 novembre 2021, 17:59

Autoparco per i tir a Fondega Sud: Multedo ancora sotto scacco delle servitù

Municipio VII e minoranza in Consiglio comunale prendono posizione contro l’ennesima scelta che penalizza il ponente mentre l’associazione ‘Comitato di quartiere di Multedo’ cerca la sponda degli altri comitati: e sarebbe sacrosanto che arrivasse

Autoparco per i tir a Fondega Sud: Multedo ancora sotto scacco delle servitù

Prende sempre più corpo, purtroppo per il ponente genovese, l’ipotesi di realizzare un autoparco per i mezzi pesanti presso l’area cosiddetta di Fondega Sud nella parte superiore di via dei Reggio nel quartiere di Multedo. Il terreno, di proprietà dell’Eni e da tempo inutilizzato dall’azienda petrolifera, è rimasto per un lungo periodo dismesso, quindi è stato preso in concessione in tempi recenti dal comune di Genova, per fungere da area di stazionamento dei mezzi di Amiu.

Già a quei tempi si erano sollevate le critiche da parte della cittadinanza, ma nulla è Amiu un confronto alla prospettiva di un autoparco per i tir. Stando a quanto prospettato, l’area potrebbe essere affittata dall'Eni all’Autorità di sistema portuale del mar ligure occidentale col beneplacito del comune di Genova e anche di Società Autostrade che andrebbe a realizzare le nuove rampe di collegamento a quest’area, oltre al nuovo casello di Pegli, opera compresa nell’elenco di quelle risarcitorie alla città rispetto alla tragedia del ponte Morandi.

Questo è il primo elemento da prendere in considerazione, perché l’impressione è esattamente che Multedo sia diventata una partita di giro, altro che un luogo dove investire sette milioni di euro, come promesso dal sindaco Marco Bucci nei primissimi anni del suo mandato: le aree di Carmagnani verranno dismesse, e l’azienda sarà ospitata dentro al porto? Benissimo, allora occorre ‘dare’ qualcosa al porto. Autostrade realizzerà il nuovo casello a beneficio della cittadinanza? Benissimo, allora occorre ‘dare’ qualcosa ad Autostrade.

E Multedo? Per guadagnare degli spazi e dei servizi migliori, si ritroverà ad avere delle nuove servitù. Peraltro, le servitù sono note (leggasi l’autoparco per i tir a Fondega Sud), mentre i vantaggi non sono noti, visto che il sindaco sul dislocamento di Carmagnani e Superba non s'è ancora espresso definitivamente, nonostante continui a promettere una soluzione “in tempi brevi” sin dal primo anno del suo insediamento a Palazzo Tursi.

E i cittadini? Certo non stanno a guardare, ma anche qui la situazione è paradossale: perché laddove c’è un comitato che si batte nell’interesse del quartiere tutto, ovvero l’associazione 'Comitato di quartiere di Multedo', ci sono altre realtà che rispondono unicamente all’amministrazione comunale, di fatto rappresentandone gli accondiscendenti epigoni sul territorio. E la rappresentatività di pochi diventa un danno per molti, come si è visto in occasione dell’installazione dell’impianto semaforico in via dei Reggio (costato oltre centomila euro, senza che la pericolosità dell’attraversamento sia stata minimamente risolta), come si è visto nella ‘riconversione’ della piscina ‘Nico Sapio’ in un non meglio precisato, né per adesso precisabile, centro polisportivo.

La cittadinanza tutta viene sistematicamente tagliata fuori dalle decisioni, o anche solo dalle opinioni. Il Municipio Ponente non assurge neanche a convitato di pietra, in quanto non viene minimamente coinvolto in nessun discorso strategico che abbia a che fare con il territorio comunque di sua competenza. Il Comitato di quartiere di Multedo cerca alleati, perché la battaglia è troppo grande e difficile per potercela fare da soli, ma dov’è finito, ad esempio, il coordinamento dei comitati del Ponente, così solerte in altre occasioni?

La sponda, prima e naturale, può essere rappresentata da Pegli, e non a caso sono stati avviati contatti sia con il Comitato Pegli bene comune che con il Comitato via Cassanello e il Comitato Val Varenna, perché bisogna togliersi dalla testa che quello che riguarda Multedo non riguarda Pegli, bisogna togliersi dalla testa che quello che riguarda Pegli non riguarda Multedo, e bisogna invece cominciare a ragionare in ottica di territorio unito, perché il Varenna è solo un torrente che attraversa la stessa delegazione, e non un elemento di divisione. Se Pegli non verrà in soccorso a Multedo, Multedo sarà sempre soccombente, a livello numerico, ma alla fine ci perderanno anche la stessa Pegli e tutto il Ponente genovese, quindi è ora che gli altri comitati si rimbocchino le maniche e si mettano al fianco di quello multedese, che già si trova a dover fare i conti contro sufficienti forze uguali e contrarie e non ha più bisogno di flanelle, ma di mani tese concretamente.

Intanto a prendere posizione a Palazzo Tursi è il gruppo consiliare del Partito Democratico. Cristina Lodi afferma: “Ancora una servitù per il Ponente genovese, con il benestare di questa Giunta. Sulla stampa è stata confermata la scelta, di cui si era già parlato la scorsa estate, di realizzare un autoparco a Multedo, nell’area Fondega Sud. Uno spazio di sosta per i mezzi pesanti diretti al porto di Genova, secondo un progetto di Autostrade per l’Italia e Autorità di sistema portuale di Genova. Questa decisione evidentemente trova l’approvazione dell’amministrazione, ma per l’ennesima volta non è stata condivisa con i cittadini, il municipio, il Consiglio comunale”.

Lodi ricorda: “Lo scorso 6 luglio avevo chiesto in aula alla Giunta chiarimenti riguardo a questa ipotesi. Nella sua risposta, l’assessore Maresca, pur non negando la possibilità di realizzare un autoparco a Multedo, aveva condiviso l’obiettivo di convocare una Commissione consiliare per illustrare la politica e le strategie dell’amministrazione per il quartiere di Pegli e il ponente genovese. Così non è stato. La Giunta continua a non coinvolgere i territori nelle sue decisioni e manifesta un’assoluta mancanza di programmazione complessiva del rapporto tra città e porto. Di fronte alle ripetute richieste di spazi, il Comune si limita a fornire risposte senza alcuna visione strategica, occupando aree, soprattutto a Ponente, in territori già asserviti e caratterizzati da diverse sofferenze, come Multedo, o destinati a progetti più significativi, come Erzelli, dove la Giunta ha realizzato un autoparco nell’area destinata all’Ospedale del Ponente. Richiederemo una Commissione consiliare urgente alla presenza del municipio e dei cittadini per avviare un immediato confronto sull’ennesima scelta calata dall’alto”.

A stretto giro la replica dell’assessore comunale allo Sviluppo economico, portuale e logistico Francesco Maresca: “Come ho già detto in Consiglio comunale, ribadisco che nessuna scelta ancora è stata presa, quindi le polemiche sollevate dal Pd sono del tutto fuori luogo. Per il Ponente, ricordo, che siamo fortemente impegnati a partire dalla rigenerazione urbana e dalla ricerca di un equilibrio ambientale tra attività portuali e vivibilità dei quartieri. Massima disponibilità da parte mia a rispondere in Commissione a tutte le domande dei commissari, ma ricordo che non è prerogativa dell’assessore convocarla, ma dei consiglieri stessi”.

E Claudio Chiarotti, presidente del Municipio Ponente, rimarca: “Continua il silenzio assordante da parte di chi queste scelte dovrebbe condividerle con il territorio, ossia il sindaco. A nulla è neppure valso un documento votato in Municipio nel quale si chiedeva di fare chiarezza rispetto a questo argomento. Ancora peggio sarebbe, inoltre, pensare che la sacrosanta rivisitazione del casello di Pegli prevista dall’accordo con Autostrade portasse alla realizzazione di quest’ennesima servitù. Basta davvero, non si può amministrare in questo modo: il territorio ha bisogno di chiarezza e di scelte condivise”. Non solo: il territorio ha pure bisogno di battaglie condivise. Sarà questa la volta buona?

Alberto Bruzzone


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