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Cronaca | 22 novembre 2021, 10:08

"Change" e i suoi finanziatori nel mirino della Guardia di Finanza, aperta un'inchiesta per finanziamento illecito

L’indagine, che non vede Toti indagato, si concentrerebbe sul denaro versato da imprenditori e società alla fondazione e al comitato, che sostengono l’ascesa politica del presidente della Regione

"Change" e i suoi finanziatori nel mirino della Guardia di Finanza, aperta un'inchiesta per finanziamento illecito

La fondazione ‘Change’ di Giovanni Toti è finita nel mirino della Guardia di Finanza che, coordinata dalla procura di Genova, indaga sui finanziatori del presidente della Regione e su possibili conflitti di interesse tra alcune società, i loro affari e il mondo della politica regionale degli ultimi anni. Lo rivela il quotidiano ‘Domani’, con un articolo di Giovanni Tizian, secondo cui la procura avrebbe aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di finanziamento illecito.

L’indagine, che non vede Toti indagato, si concentrerebbe sul denaro versato da imprenditori e società alla fondazione e al comitato, che sostengono l’ascesa politica del presidente della Regione, il quale avrebbe raccolto tra i propri sostenitori, circa 2 milioni di euro. Tra questi, l’imprenditore Pietro Colucci, a capo di una importante holding dei rifiuti, Vincenzo Onorato, armatore, proprietario di Moby, e i petrolieri Costantino di Europam e Black Oil.

L’attenzione degli investigatori, secondo quanto rivelato da Domani, si è concentrata sulle delibere della Regione, che negli anni avrebbe approvato progetti dei finanziatori di Change. Colucci, per esempio, secondo quanto risulta avrebbe versato oltre 100mila euro dal 2016 al 2020 in diverse tranche, tra cui una cena da 9mila euro con Giovanni Toti lo scorso anno, versati dal proprio conto personale. A questo denaro si aggiungono 15mila euro versati alla Lega dalla società Green Up, che gestisce una discarica che si trova in Liguria.

Nel periodo in cui l’imprenditore ha finanziato Change, Green Up ha ottenuto il via libera dalla giunta per il progetto di ampliamento della discarica di Vado Ligure località Bossarino. Lo scorso 8 settembre, la società ha presentato una nuova richiesta di allargamento del sito dei rifiuti. C’è poi il caso dell’Ecosavona, altra azienda collegata al gruppo di Colucci, che avrebbe presentato domanda per aumentare i volumi della discarica. Dopo la richiesta di ulteriori integrazioni alla domanda, “Ecosavona ha preferito ritirare la domanda per ripresentarne una in futuro”, si legge sulle pagine di Domani.

Redazione


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