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Politica | 10 dicembre 2021, 17:09

Ca’ Nuova, caloriferi rotti e decine di famiglie al freddo

Ancora disservizi e difficoltà nelle abitazioni che sono di proprietà di Arte: intervento di Fabio Ariotti in Comune mentre Linea Condivisa si attiva in Regione grazie a Filippo Bruzzone e Gianni Pastorino

Ca’ Nuova, caloriferi rotti e decine di famiglie al freddo

È arrivato il primo freddo importante, quello con temperature prossime allo zero, è arrivata la necessità di accendere gli impianti di riscaldamento dentro alle proprie abitazioni per parecchie ore della giornata, ma in alcuni palazzi del ponente genovese questo non è possibile, a causa di guasti e di numerosi disservizi.

Succede nel quartiere di Ca’ Nuova, sulle alture tra Voltri, Palmaro e Pra’, all’interno di quegli edifici che sono di proprietà di Arte, ovvero l’Azienda regionale territoriale per l’edilizia della provincia di Genova, la quale dovrebbe occuparsi pure delle manutenzioni ordinarie. Dovrebbe è la parola cruciale perché spesso gli interventi sono in ritardo, gli impianti sono vetusti, le caldaie lo sono altrettanto e la triste conseguenza di tutto questo sono decine e decine di famiglie lasciate al freddo, compresi numerosi anziani e bambini.

È un problema che puntualmente si ripete ogni anno, con il medesimo schema: rottura dei caloriferi, difficoltà da parte dei cittadini nel segnalare il guasto, ritardi nel ricevimento della comunicazione, altri ritardi nell’intervento vero e proprio, segnalazioni da parte della politica, pressioni da parte delle istituzioni, convocazione dei vertici di Arte, lamentazione circa la mancanza di risorse a disposizione e così via.

Il copione si ripete pure quest’anno: siamo sempre a Ca’ Nuova, e la zona è quella compresa tra le vie Novella, Della Benedicta e De Sanctis, dove interi condomini sono al freddo e non sanno come fare a contattare chi di dovere. C’è chi ha scritto su facebook, chi ha provato a un centralino sempre occupato, chi ha trovato un numero di cellulare che risulta però inesistente.

Della questione s'è interessato il consigliere comunale Fabio Ariotti (Lega), che è anche presidente della commissione welfare del comune di Genova e che ha fatto sapere di un incontro il 22 dicembre prossimo tra il sindaco e i vertici di Arte; e si sono interessati pure gli esponenti di Linea Condivisa, Filippo Bruzzone, consigliere municipale al VII Ponente, e Gianni Pastorino, consigliere regionale.

Arte, infatti, dipende dalla Regione Liguria e più volte Pastorino ha rivolto interpellanze e interrogazioni alla Giunta regionale, in particolare all’assessore Marco Scajola, sul tema dell’edilizia popolare e delle manutenzioni. “Come consigliere regionale e vice presidente della Commissione Salute e Sicurezza Sociale - scrive Pastorino - ho inviato una lettera al direttore pro tempore di Arte Genova, su segnalazione del consigliere del Municipio Ponente Filippo Bruzzone. Abbiamo ricevuto numerose sollecitazioni da parte di cittadini abitanti in via Novella, via della Benedicta e via De Sanctis, all’interno del Municipio Ponente, che lamentano problemi di riscaldamento in stabili di proprietà di Arte, che creano tanti disagi soprattutto con l’irrigidirsi delle temperature”.

Pastorino spiega: “Ho quindi chiesto un intervento urgente e che siano anche inviati allo scrivente i report degli interventi di manutenzione e i risultati verificati dai tecnici sugli impianti in questione. Perché è compito delle istituzioni fare di tutto affinché, in una situazione complessa e di difficoltà sociale come quella attuale, siano evitati disagi di questa portata a chi abita negli stabili di proprietà di Arte”.

A farsi sentire è anche Bruzzone: “Purtroppo questi problemi ritornano ciclicamente ogni anno e vanno ad aggiungersi a tutti gli altri della zona, tra cui gli ascensori rotti e le linee degli autobus che non sono assolutamente efficaci. Per questo, continuiamo a chiedere una maggiore attenzione a chi di competenza”. E questo perché non è tollerabile, né ammissibile, che nel 2021 decine di famiglie rimangano al freddo, specie nel quadro di una situazione di emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo.

Alberto Bruzzone


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