"Gli incrementi Tari che ci sono stati quest’anno sono frutto dell’enorme debito che questa giunta ha trovato al momento del suo insediamento, nel 2017. Allora l’attuale amministrazione si è ritrovata con un debito di 185 milioni di euro nei confronti di Amiu, un debito lasciato in eredità dalla giunta Doria e derivato dalla chiusura della discarica di Scarpino nel 2014". Lo ha detto l'assessore comunale al bilancio Pietro Piciocchi in risposta a Linea Condivisa, che oggi aveva criticato l'aumento della Tari.
"A dirlo non è questa giunta, - continua Piciocchi - ma la Corte dei conti che, con delibera dello scorso 30 dicembre 2020, ha imposto senza mezzi termini che questa giunta rientrasse nel debito attraverso l’applicazione della Tari. Cosa vuol dire questo: vuol dire che quest’anno, per la prima volta, all’interno della Tari viene pagata anche una quota di questo debito pregresso. Da sinistra c’è disonesta intellettuale: prima lasciano il debito e questo disastro, poi ci fanno la predica.
Quando ci siamo insediati proprio per questa situazione appena descritta, Amiu aveva tutti i fidi con le banche revocati e solo 40mila euro sul conto per pagare gli stipendi di oltre 1500 persone: era sull’orlo del fallimento. Dopo tre anni dal nostro insediamento, invece, abbiamo stabilizzato economicamente Amiu e per quegli stessi tre anni la Tari non è stata aumentata nonostante tutto. Non solo, abbiamo stipulato il nuovo contratto di servizio per la durata di quindici anni e Amiu ha potuto varare un piano di investimenti per oltre 100 milioni di euro, avendo ritrovato la fiducia delle banche".
«Inoltre – conclude Piciocchi – vorrei sottolineare che, proprio grazie al lavoro che abbiamo svolto coi sindacati e le organizzazioni di categoria delle imprese, quest’anno ci sono riduzioni molto importanti per quelle famiglie e quelle imprese che hanno subito le conseguenze maggiori della pandemia: non è dunque vero che l'incremento colpisce i genovesi in maniera indistinta».
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Politica | 13 dicembre 2021, 17:53
Tari, Piciocchi: "Disonestà intellettuale, aumenti imposti dalla Corte dei conti per risanare il debito della giunta Doria"
"Quest’anno ci sono riduzioni per quelle famiglie e quelle imprese che hanno subito le conseguenze maggiori della pandemia"
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