/ Politica

Politica | 13 dicembre 2021, 17:53

Tari, Piciocchi: "Disonestà intellettuale, aumenti imposti dalla Corte dei conti per risanare il debito della giunta Doria"

"Quest’anno ci sono riduzioni per quelle famiglie e quelle imprese che hanno subito le conseguenze maggiori della pandemia"

Tari, Piciocchi: "Disonestà intellettuale, aumenti imposti dalla Corte dei conti per risanare il debito della giunta Doria"

"Gli incrementi Tari che ci sono stati quest’anno sono frutto dell’enorme debito che questa giunta ha trovato al momento del suo insediamento, nel 2017. Allora l’attuale amministrazione si è ritrovata con un debito di 185 milioni di euro nei confronti di Amiu, un debito lasciato in eredità dalla giunta Doria e derivato dalla chiusura della discarica di Scarpino nel 2014". Lo ha detto l'assessore comunale al bilancio Pietro Piciocchi in risposta a Linea Condivisa, che oggi aveva criticato l'aumento della Tari. 

"A dirlo non è questa giunta, - continua Piciocchi - ma la Corte dei conti che, con delibera dello scorso 30 dicembre 2020, ha imposto senza mezzi termini che questa giunta rientrasse nel debito attraverso l’applicazione della Tari. Cosa vuol dire questo: vuol dire che quest’anno, per la prima volta, all’interno della Tari viene pagata anche una quota di questo debito pregresso. Da sinistra c’è disonesta intellettuale: prima lasciano il debito e questo disastro, poi ci fanno la predica.

Quando ci siamo insediati proprio per questa situazione appena descritta, Amiu aveva tutti i fidi con le banche revocati e solo 40mila euro sul conto per pagare gli stipendi di oltre 1500 persone: era sull’orlo del fallimento. Dopo tre anni dal nostro insediamento, invece, abbiamo stabilizzato economicamente Amiu e per quegli stessi tre anni la Tari non è stata aumentata nonostante tutto. Non solo, abbiamo stipulato il nuovo contratto di servizio per la durata di quindici anni e Amiu ha potuto varare un piano di investimenti per oltre 100 milioni di euro, avendo ritrovato la fiducia delle banche".

«Inoltre – conclude Piciocchi – vorrei sottolineare che, proprio grazie al lavoro che abbiamo svolto coi sindacati e le organizzazioni di categoria delle imprese, quest’anno ci sono riduzioni molto importanti per quelle famiglie e quelle imprese che hanno subito le conseguenze maggiori della pandemia: non è dunque vero che l'incremento colpisce i genovesi in maniera indistinta».

Comunicato stampa


Vuoi rimanere informato sulla politica di Genova e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 348 0954317
- inviare un messaggio con il testo GENOVA
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
LaVocediGenova.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP GENOVA sempre al numero 0039 348 0954317.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium