“E così fu tombola”, constata amaramente Linea condivisa. Le dichiarazioni di ieri dell’Autorità di Sistema portuale, che intende andare avanti nel dislocamento dei depositi chimici a ponte Somalia, unitamente all’assemblea organizzata dal sindaco Bucci ieri sera a Multedo, si scontrano clamorosamente, non solo contro la protesta di cittadine e cittadini di Sampierdarena, che rivendicano “giustamente” chiarezza, trasparenza e sicurezza, ma anche contro le dichiarazioni del presidente dell’Enac. L’Ente nazionale per l’Aviazione civile, infatti, ha informato, a sorpresa, di non essere stato avvisato del cosiddetto “work in progress”, mettendo in campo tutte le perplessità di un ente che ha la funzione di controllo e di sicurezza dell’aviazione civile.
“Una frittata alla Bucci che, naturalmente, non essendo mai stato un sindaco ma un presupposto imperatore, non dialoga con gli enti, non condivide con il territorio, ma l’importante è avere l’assenso di gruppi economici che garantiscano in questa città rendite di posizioni elevate”, dichiara il consigliere regionale Gianni Pastorino.
Altresì, a sorpresa Bucci, non sceglie il sito sotto la Lanterna, indicato dallo studio di fattibilità insieme ad altri due, per il posizionamento dei depositi, probabilmente perché ingolosisce il noto imprenditore genovese Spinelli, a cui, pare, sia impossibile dire di no in questa città. Ai cittadini di Multedo, però, va decisamente data una risposta dopo trent’anni di sofferenze e proteste, ma è questa quella giusta?
“Avere attenzione ai gruppi industriali presenti nel territorio è un dovere dell’amministrazione comunale, se allo stesso tempo però si ha anche la stessa attenzione alle esigenze della cittadinanza, alla trasparenza delle decisioni assunte, alla ricerca di sicurezza e di compatibilità ambientale, che alcune scelte complesse come queste determinano”, prosegue la presidente di Linea condivisa Rossella D’Acqui.
L’associazione Linea condivisa si domanda: “Perché prendere questa decisione ora, nel momento in cui dovrebbe essere aperto il dibattito sulla diga foranea e sulla nuova struttura del porto che ne dovrebbe derivare?”.
“Oggi è possibile trovare soluzioni compatibili tra il mondo economico e portuale e la sicurezza e l’ambiente, invece si sceglie coscientemente di privilegiare e garantire solo un paio di industriali, Gavio e Ottolenghi, a danno dei lavoratori portuali (217 posti di lavoro perduti, contro i 50), dei traffici e delle attività dell’intero porto, e il rischio per la vita dei residenti di Sampierdarena e dei lavoratori del porto”, sottolineano la presidente e il consigliere regionale D’Acqui e Pastorino.
In conclusione, rimarcano Rossella D’Acqui e Gianni Pastorino: “La verità è che il sindaco Bucci non amministra, perché amministrare, con la A maiuscola, è quella faticosa operazione di gestione della ‘cosa pubblica’, con una capacità di trovare soluzioni in cui si risponda anche ad interessi complessi. Bucci comanda, ordina, l’Autorità portuale obbedisce, non l’Enac con cui bisognava prima discutere e affrontare i problemi, non con i Municipi e i cittadini con cui bisogna confrontarsi, e per questo oggi si rischia drammaticamente un conflitto istituzionale che, un metodo di partecipazione e condivisione, avrebbe decisamente evitato”.














