In un momento di espansione del porto di Genova, le polemiche relative a chi deve lavorare o meno in alcune aree da dedicare allo sviluppo rischiano di essere controproducenti. È compito di tutti gli attori della città contribuire a portare valore aggiunto alla discussione e non a sottrarre opportunità.
Abbiamo sempre sostenuto che fosse necessario trovare una soluzione alle problematiche dei depositi chimici all’interno del porto di Genova, ma questo non può avvenire a scapito di altre attività. Il saldo occupazionale di questa eventuale operazione non dovrà essere negativo. Per noi lavoro e occupazione sono obiettivi imprescindibili non possono essere messi in contrapposizione ma devono camminare di pari passo.
Quello della Uil è un appello alle istituzioni e agli stakeholder della comunità portuale: occorre dare seguito al tavolo sull’organico del porto per lo sviluppo e dare valore al tavolo di partenariato che, in questo momento, non permette alle parti sociali di incidere davvero alla discussione intorno allo sviluppo della portualità, del lavoro e dell’occupazione.
Lo dichiarano in una nota Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria, Elisabetta Colli, segreteria Uiltec Liguria e Roberto Gulli, segretario generale UilTrasporti Liguria














