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Politica | 30 dicembre 2021, 18:00

Il Centro Ovest dice no ai documenti previsionali e programmatici 2022-2024, Sampierdarena e San Teodoro chiedono molto di più

Pd, 5S e Leu contro Palazzo Tursi sugli interventi previsti. No al petrochimico, sì ad interventi su scuole, strade, creuze. “Non ascoltato il territorio” secondo i contrari, e merito delle passate amministrazioni i progetti che verranno attuati

Il Centro Ovest dice no ai documenti previsionali e programmatici 2022-2024, Sampierdarena e San Teodoro chiedono molto di più

Parere contrario ai documenti previsionali e programmatici 2022-2024 da parte del Municipio Centro Ovest. “Non ci si può ritenere soddisfatti dalle previsioni e dello stesso documento”, è la secca replica del fronte dei ‘no’, formato dai consiglieri Pd, 5S e Leu. Il programma triennale prevede circa 6.500.000 euro su quattro interventi: via Buozzi e Adua; Campasso, riqualificazione di via Sampierdarena e Villa Rosazza.

“Il nostro territorio - affermano i consiglieri anti proposta del Comune - è costellato da moltissimi istituti scolastici, di ogni ordine e grado, e ognuno di essi ha necessità di interventi più o meno urgenti. Occorre investire sulla manutenzione per arrestare il degrado in cui vivono i vari plessi scolastici, un’eccellenza del nostro territorio, essendo alcuni di essi situati in edifici storici”.

Ulteriore protesta riguarda quella che viene indicata come mancanza “di un programma di opere e lavori pubblici riguardante il quartiere di San Teodoro, tranne che per l’intervento in Villa Rosazza”. Malcontento che prosegue affermando come i meriti non siano dell’attuale Giunta per i lavori che si faranno, ma piuttosto “l’82% dell'investimento per le opere in corso di realizzazione sul territorio del Municipio II Centro Ovest risultano essere nuovamente relative a progetti provenienti da scelte dell’amministrazione comunale precedente, quali il Bando delle Periferie”.

E quindi la proposta di intervenire su siti considerati prioritari come quelli su varie scuole: la Taviani di corso Martinetti, la San Francesco da Paola di via San Marino, la scuola media Monastero, l’asilo nido ‘Il bruco pellegrino’ di via Pellegrini 19. Inoltre pure il Centro Civico Buranello, polo culturale.

Ma c’è anche un motivo politico all’origine del dissenso, che viene spiegato con una nota da Pd, 5S e Leu: “La scelta di azzerare le risorse finanziarie in capo ai Municipi relative al conto capitale ha causato l’eliminazione dell’autonomia nelle scelte e nelle risorse per gli interventi a carattere locale necessari nei singoli territori. L’attuale amministrazione comunale ha così confermato la sua scarsa considerazione dell’istituzione municipale e lo ha dimostrato anche nei modi in cui si sta arrivando a discutere il bilancio, tempi strettissimi tra la presentazione ai Municipi dei relativi documenti e la richiesta di un loro parere”.

Tutto ciò è ritenuto “non accettabile” e indicato come “volontà politica avversa alla partecipazione decentrata”. Il voto negativo è stato inoltre motivato con la mancanza di “interventi di una certa priorità per Sampierdarena e San Teodoro, necessari per una riqualificazione urbanistica del territorio che contrasti un continuo decadimento e degrado da rendere difficoltoso un intervento futuro”.

Manutenzione straordinaria e ordinaria del cimitero della Castagna; recupero delle creuze storiche, quali salita Millelire, salita degli Angeli, salita Granarolo, salita San Rocco, scalinata Belvedere, salita Bersezio, via Derchi, salita Salvator Rosa, salita Bella Giovanna, salita del Passero, sono altre richieste, insieme alla messa a disposizione dei voltini di via Buranello, il prolungamento della linea metropolitana su Sampierdarena, il finanziamento di interventi di messa in sicurezza idrogeologica nella zona del Campasso, riguardante il Rio Pellegrini, e per la realizzazione del progetto di adeguamento idraulico e igienico-sanitario del collettore misto ‘Rio Belvedere II lotto. Immancabile poi una critica, quale scelta “insostenibile” la delocalizzazione di 77 mila metri di depositi chimici presso Ponte Somalia.

 

Dino Frambati


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