"Genova per i giovani è sempre meno accogliente e offre sempre meno opportunità, ogni anno migliaia di ragazzi scelgono di trasferirsi altrove e, allo stesso tempo, in pochi scelgono la nostra città per l’università o per lavorare. Una città senza giovani non è accogliente per nessuno e non ha futuro". Lo dichiarano i rappresentanti di 'Genova che Osa', che sulla questione movida hanno presentato un documento, il "Manifesto della Notte", in cui sintetizzano le proposte per una possibile convivenza tra i giovani che vogliono uscire la sera e gli abitanti del centro storico.
Tra le proposte c'è quella di prevedere la figura del 'Sindaco della notte', sul modello di alcune grandi città europee, tra cui Roma, il recupero di spazi abbandonati da destinare alla movida, nuovi orari per gli spazi esistenti, la promozione della musica dal vivo e degli eventi culturali e la rimodulazione degli orari del trasporto pubblico, che l'associazione chiede di estendere alle ore notturne,
"Vogliamo una città che offra di più: spazi e occasioni per stare insieme e divertirsi, più musica dal vivo, intrattenimento e offerta culturale. Vogliamo una movida che sia più della semplice offerta di alcolici. Vogliamo che sia più accessibile e distribuita in tutti i quartieri della città, ben servita con trasporti pubblici notturni, che garantisca un ritorno a casa sereno e autonomo per le donne ed in generale i cittadini.
Abbiamo deciso di organizzarci per far sentire la nostra voce, non subire le decisioni ma partecipare a determinarle, dar vita a una Genova per i giovani. Perché senza il nostro impegno assisteremo passivamente a una città che si spegne in silenzio".














