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Sanità | 16 gennaio 2022, 10:18

Peste suina, altri cinque casi accertati tra Piemonte e Liguria

Salgono a 8 i casi accertati di peste suina nei territori tra Piemonte e Liguria

Peste suina, altri cinque casi accertati tra Piemonte e Liguria

Altri cinque casi di peste suina africana sono stati accertati nel territorio tra Piemonte e Liguria.

Salgono così a 8 i casi di peste suina scoperti in un’area di poche decine di chilometri che si trova sull’Appennino ligure, al confine tra le province di Alessandria e Genova.

Ai tre casi già accertati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (Izsplv) e confermati dal Centro di Referenza Nazionale per le pesti suine (Cerep), se ne aggiungono ora altri cinque, di cui tre nel territorio genovese: uno a Isola del Cantone e due a Ronco Scrivia.

Una situazione sempre più preoccupante che avrà ripercussioni a catena.

Per far fronte all’emergenza che riguarda particolarmente i cinghiali, è stata emanata un’ordinanza che blocca le attività Outdoor in diversi comuni di Genova, Savona e nel basso Piemonte.

Un vero e proprio danno per associazioni del territorio, già particolarmente provate dalla pandemia.

A peggiorare le cose, potrebbe aggiungersi l’assenza di manutenzione che in sei mesi porterebbe forte degrado nei sentieri.

Come ribadito da Fabio Scarnecchia, responsabile di Outdoor Bike Sport Ponente, “lo stop di sei mesi creerebbe uno scivolone all’indietro di diversi anni. La manutenzione deve essere fatta in maniera costante. Noi la facciamo più di una volta a settimana, occupandoci sia di quella ordinaria, come lo sfalcio dell’erba e la rimozione degli alberi caduti, sia di quella straordinaria, come la regimentazione delle acque, che una volta erano tenute dall’agricoltura”.

Preoccupazione, come detto, anche per le attività economiche legate al comparto outdoor con Scarnecchia che spiega ancora: “Ci sono interare famiglie già impegnate a rilevare attività in un periodo difficile come questo, ma affrontare un nuovo ostacolo porterà altre chiusure e nuovi disoccupati. Bisogna trovare il modo di affrontare questa soluzione senza pagare un prezzo elevatissimo”.

Tra le soluzioni proposte dalle associazioni ci sono quelle di  prevenire il contagio già negli allevamenti finanziando ulteriori recinzioni agli allevatori. 

Alcuni sostengono anche la necessitò di riaprire la caccia al cinghiale mentre per tutti diventa fondamentale un più attento monitoraggio sull’importazione.

Redazione

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