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Politica | 24 gennaio 2022, 17:59

Un’area pubblica intitolata ad Enrico Berlinguer

Si riunisce il consiglio municipale del Medio Levante: sul tavolo anche l’intitolazione di due spazi pubblici dedicati a Piersanti Mattarella e Pio La Torre

Un’area pubblica intitolata ad Enrico Berlinguer

Un’area pubblica intitolata ad Enrico Berlinguer. Di questo si discute domani pomeriggio, alle 18, in videoconferenza, al Municipio VIII Medio Levante. La mozione ‘Per intitolare un’area pubblica a Enrico Berlinguer, che tenne il suo penultimo comizio, l’ultimo a Genova, il 7 giugno 1984’ è proposta dai gruppi: Partito Democratico, A Sinistra, Movimento 5 Stelle e Chiamami Genova.

Sarebbe la prima volta a Genova, ma ci sono diversi precedenti. Il 21 giugno 2011 i ‘ragazzi di enricoberlinguer.it’ lanciarono una petizione sul loro sito per chiedere all’allora nuovo sindaco di Milano Giuliano Pisapia di intitolare una piazza ad Enrico Berlinguer, in occasione dei 90 anni della nascita. Dopo 10mila firme raccolte, il 7 gennaio 2012, sulla loro bacheca Facebook, l’allora assessore all’urbanistica Lucia De Cesaris diede l’annuncio dell’intitolazione della piazza, inaugurata poi venerdì 25 maggio 2012.

Visto il successo ottenuto, l’8 settembre 2012 si decise di replicare la petizione in sette città. I risultati ottenuti furono a: Torino il 15 ottobre 2013 (delibera di intitolazione); Roma l’11 giugno 2014 (intitolazione); Napoli il 30 giugno 2014 (delibera di intitolazione); Firenze l’8 luglio 2014 (delibera di intitolazione) e il 5 settembre 2014 (intitolazione).

L’altra richiesta di intitolazione è per intitolare un’area pubblica a Piersanti Mattarella, seguace di Aldo Moro, attuatore della ‘quarta fase’ in Sicilia, “cui ancora nessuna città ha tributato intitolazione” (proponenti PD e A Sinistra). Il politico fu assassinato da Cosa nostra nel 1980, durante il suo mandato come presidente regionale. I gruppi PD e A Sinistra hanno presentato una mozione anche ‘Per intitolare un’area pubblica a Pio La Torre’, promotore e intestatario della legge che istituì il reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni (art. 416 bis c.p.), nonché attuatore della ‘quarta fase’ in Sicilia insieme a Piersanti Mattarella.

La Torre, politico e sindacalista, è ricordato per il suo impegno contro Cosa nostra: venne assassinato per ordine di alcuni capi dell’organizzazione criminale tra cui Totò Riina e Bernardo Provenzano. Sulla base di una proposta di legge da lui presentata, venne promulgata la legge 13 settembre 1982, n. 646 (detta Rognoni-La Torre), che introdusse nel codice penale l’art. 416-bis, il quale prevedeva per la prima volta nell’ordinamento italiano il reato di ‘associazione di tipo mafioso’ e la confisca dei patrimoni di provenienza illecita.

All’ordine del giorno, domani in consiglio, poi, ci sono altre mozioni, di cui molte delle quali vertono sulla sicurezza stradale. C’è quella sulla pista ciclabile di corso Italia e le soste tra i varchi della passeggiata (proponente Chiamami Genova); quella sulla pericolosità dell’attraversamento di via della Libertà e piazza Paolo Da Novi (proponenti Forza Italia); il censimento degli attraversamenti pedonali e la scarsa illuminazione (proponenti Fratelli d’Italia). Sempre Fratelli d’Italia ha presentato una mozione suoi nuovi parcheggi per motoveicoli in via Rodi (civ. 11).

Il gruppo PD e A Sinistra porta in discussione l’idea di un museo del trasporto pubblico locale a Genova nel Medio Levante e la candidatura del Municipio a sede di circuiti per gare di monopattini elettrici: ‘Per una Genova Capitale della micro-mobilità sostenibile’. Chiamami Genova affronta anche il tema degli spazi dehors e pedoni a: Boccadasse, corso Italia, Albaro, piazza Leopardi, piazza Paolo da Novi, e piazza della Vittoria.

Rosa Cappato


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