Erano davvero pochi gli studenti che hanno manifestato questo pomeriggio in largo Lanfranco, davanti alla prefettura di Genova, dove si sono radunati una decina di giovani, tra cui il leader della rete degli studenti Francesco Devoti. Il tema della protesta tuttavia è serio, riguarda la maturità e la decisione del ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi di inserire nell’esame di fine anno due prove scritte nonostante un anno e mezzo di didattica a distanza.
Gli studenti non sentono la scuola dalla loro parte, e oggi, come la settimana scorsa, sono scesi in piazza in tutta Italia. A Roma la manifestazione era prevista davanti al Miur.
“Ci sentiamo presi in giro perché non veniamo ascoltati”. – ha detto Devoti durante il suo intervento, ricordando che la scorsa settimana gli studenti che hanno manifestato in tutta Italia erano centomila. "Non possiamo accettare - continua Devoti - che dopo due anni di inferno il ministro non ha considerato, per suoi scopi politici, magari per acquistare un'importanza nel governo che finora non gli è stata data, abbia pensato di fare questo esperimento per vedere se si può tornare alla normalità sulle pelle degli studenti e delle studentesse che appartengono a una delle categorie che più di tutti ha subito questa pandemia e le misure".
Con uno striscione è stato ricordato anche Lorenzo Parelli, il diciottenne travolto da una putrella durante il suo ultimo giorno di stage di alternanza scuola-lavoro
















