Linea Condivisa contro gli slogan degli assessori Bordilli e Viale.
In un comunicato diffuso quest'oggi, l'associazione sottolinea come lo slogan "Prima di noi il degrado" apparso sui manifesti elettorali dei due politici non indichi la realtà dei fatti.
"Come se ora il degrado in città fosse completamente scomparso - commenta la presidente di Linea Condivisa Rossella D’Acqui - Ci piacerebbe sapere in che mondo vivano gli assessori Viale e Bordilli. Si tratta di vera e propria propaganda che lancia messaggi che vengono contraddetti dalla realtà dei fatti".
"I due assessori a quale degrado si riferiscano? - prosegue il capogruppo di Linea Condivisa in Municipio Centro Est Vincenzo Palomba - La mancanza di manutenzione nei quartieri? I rifiuti ingombranti abbandonati accanto alla maggior parte dei cassonetti? I topi che girano in tutto il centro storico? I muri imbrattati dei palazzi? Le strade al buio per la mancanza di illuminazione? O forse si riferiscono alla criminalità e allo spaccio? Tutte problematiche più che mai attuali e che sicuramente non hanno trovato una soluzione grazie all’intervento di Bordilli e Viale".
"Basterebbe chiedere ai residenti di tante zone di Genova, provando per una volta anche ad andare oltre al centro storico, per comprendere la reale situazione di questa città - dichiara il consigliere municipale in Municipio Ponente Filippo Bruzzone - Nelle case popolari del CEP le persone a volte sono costrette a mettere un catino in salotto quando piove, oppure hanno paura ad andare a buttare la spazzatura perché nelle zone dei cassonetti si è creato uno stato di incuria tale dove i ratti la fanno da padrone".
"Capiamo la potenza e la necessità degli slogan, dal momento che la Giunta Bucci campa solo di marketing e comunicazione - continua la consigliera municipale del Municipio Medio Ponente Sara Tassara - ma un po’ di buon senso sarebbe sufficiente ad evitare scivoloni come questo. Perché la cittadinanza è stanca di farsi prendere in giro e di vedere i fondi comunali utilizzati più per il marketing - basti pensare ai 200mila euro per le bandiere di San Giorgio - e solo marginalmente per migliorare la vivibilità della città".














