“Il congelamento del progetto della Gronda è intollerabile e inaccettabile”. Non se ne parla più nel dibattito pubblico, non se ne parla più nel dibattito politico e il presidente di Confindustria Genova, Umberto Risso, ha lanciato l’ennesimo appello in questo senso, incontrando oggi i parlamentari liguri che, a vario titolo, sono impegnati a Roma su questo fronte: Raffaella Paita (presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati), Edoardo Rixi, Roberta Pinotti e Marco Campomenosi. Assente un membro ‘di peso’ della Commissione Trasporti quale Roberto Traversi del Movimento 5 Stelle, già sottosegretario al Ministero dei Trasporti, che ha declinato l’invito degli industriali per un precedente impegno. Risso è stato tranchant: “Il Movimento 5 Stelle ha perso tutte le battaglie, sino a questo momento, in tema di infrastrutture, speriamo che perda anche questa”.
Ma qual è lo stato dell’arte a proposito della Gronda? Che fine ha fatto il progetto e come mai non se ne parla più? Allo stato attuale, tutto il dossier relativo a questa importante opera infrastrutturale per la Liguria giace al Ministero dei Trasporti, “dove manca solamente una firma per far partire i bandi e, dopo di quelli, i lavori”, come ha fatto presente Umberto Risso.
I parlamentari liguri presenti si sono impegnati a redigere un documento comune da inviare al Governo, per sensibilizzare sulla questione. Il budget stanziato da Autostrade è di 4,3 miliardi di euro, “ma si tratta di una cifra che potrebbe essere soggetta a ribasso”, ha fatto presente Risso, “e comunque sarebbe bene che si partisse con questo Governo, perché l’anno prossimo ci sono le elezioni e noi abbiamo la sensazione che se la Gronda non partirà con questo Governo, rischia di non partire nuovamente per moltissimo tempo”.
A intervenire nell’incontro con la stampa successivo alla riunione con i parlamentari liguri è stato anche Andrea Carioti, vicepresidente di Confindustria Genova con delega a Territorio, Rigenerazione urbana e Infrastrutture: “Noi riteniamo che le opere a mare annunciate, a cominciare dalla nuova diga foranea, debbano andare di pari passo con le opere ferroviarie e con quelle stradali. Della Gronda si parla dagli inizi degli anni Ottanta, nel 2015 siamo giunti al progetto esecutivo, ora fermo. Nel frattempo, sono raddoppiati i numeri per quanto riguarda merci e passeggeri nel porto di Genova. Oggi, solo a Sampierdarena, transitano 3500 Tir al giorno, che potrebbero diventare 5000 entro il prossimo quinquennio. Sappiamo quanto la Liguria sconti problemi dal punto di vista delle autostrade, problemi che dureranno ancora molti anni a causa dei cantieri. Perché non si parla più della Gronda, che può essere la soluzione?”.
I rappresentanti di Confindustria Genova sanno bene che tutta la progettazione e l’iter dell’opera è legata anche “al closing dell’operazione che riguarda la cessione delle quote di Autostrade a Cassa Depositi e Prestiti”, ma “bisogna tener presente che il ‘position paper’ del porto di Genova parla di due milioni in più di container e un milione in più di passeggeri nei prossimi anni. E allora non si può prescindere dalle opere infrastrutturali”.
Confindustria ha annunciato “successivi incontri con le altre associazioni e realtà economiche della regione e con le parti sociali, per continuare a parlare del tema della Gronda, anche se siamo stanchi di parlarne solamente e basta, ma è giusto che l’attenzione rimanga alta”.
Risso e Carioti hanno presentato un documento, nel quale si evidenzia che “il progetto della Gronda di Ponente prevede una nuova autostrada da Vesima a Bolzaneto, quasi interamente in galleria, il rifacimento della carreggiata nord della A7, fra Genova Ovest e Bolzaneto con potenziamento della A12 fino alla barriera di Genova Est. Autostrade ritiene necessari circa dieci anni per il completamento dell’opera dall’apertura dei cantieri. Sebbene nel lontano 2009 si sia concluso positivamente il dibattito pubblico, l’iter approvativo dell’opera si è formalmente completato nell’agosto 2018 con l’invio da parte di Aspi del progetto esecutivo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al fine di ricevere il via libera per l’apertura dei cantieri”.
Le considerazioni finali degli industriali sono fortemente critiche: “Noi riteniamo inaccettabile che non si parli più della Gronda di Ponente, e soprattutto non si ‘sblocchi’ l’avvio dei cantieri. Alla luce della situazione di collasso dell’attuale rete autostradale ligure, dovuta agli importanti e non rinviabili interventi manutentivi in corso che ne confermano la vetustà, urge la definizione delle procedure necessarie per il più rapido avvio dei lavori. Oggi non è ipotizzabile rimettere in discussione il tracciato che è già stato oggetto di un dibattito pubblico e delle valutazioni di merito degli enti competenti. Rimettere in discussione il tracciato, significa affossare definitivamente la Gronda, opera non più rinviabile alla luce della previsione di ulteriore crescita dei traffici portuali, sia merci che passeggeri, conseguenti alla realizzazione della nuova diga foranea del porto di Genova”.
Secondo Confindustria, quindi, “la Gronda rappresenta un’infrastruttura in grado di rispondere alle esigenze non solo dei trasporti e della logistica in generale, ma anche a quelle del turismo e del tessuto imprenditoriale dell’intera Liguria. Da non trascurare, infine, sono le importanti ricadute in termini occupazionali che l’avvio di un’opera di questa portata comporterà. L’incontro odierno rappresenta il primo di una serie di iniziative delle quali Confindustria Genova si farà promotrice, con il coinvolgimento delle altre associazioni di categoria e delle parti sociali, per sollecitare l’urgente realizzazione della Gronda di Ponente”.














