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Attualità | 24 marzo 2026, 18:24

Multedo, il vicesindaco Terrile: “Dovrà essere Autorità Portuale a proporre la nuova soluzione per i depositi costieri. Poi noi ci esprimeremo”

A Palazzo Tursi ricevuti i cittadini del quartiere del Ponente: “Viviamo a pochi metri da una bomba”. Respinto l’ordine del giorno presentato dal centrodestra che proponeva un tavolo congiunto con Autorità Portuale: “Così facendo, si commetterebbero gli errori del passato”

La Superba, uno dei depositi chimici presenti a Multedo

La Superba, uno dei depositi chimici presenti a Multedo

“Dovrà essere il nuovo Piano Regolatore Portuale a individuare una o più aree adatte alla delocalizzazione dei depositi costieri: sotto questo profilo abbiamo già avviato degli incontri con Autorità Portuale, sia con il segretario generale che con il presidente Matteo Paroli, e bisogna andare in questa direzione”.

A spiegarlo, oggi pomeriggio a margine del Consiglio Comunale, il vicesindaco di GenovaAlessandro Terrile. È stato lo stesso Terrile, in quanto delegato sul tema, a incontrare i cittadini di Multedo, che nei giorni scorsi si sono rivolti al presidente del Consiglio ComunaleClaudio Villa, allo scopo di essere auditi dopo che anche il Consiglio di Stato, confermando la sentenza già emessa dal Tar Liguria, ha bocciato il trasferimento di Carmagnani e Superba Ponte Somalia, il che, di fatto, significa permanenza ancora per moltissimo tempo nel quartiere del Ponente, a pochissimi metri dalle abitazioni. 

Secondo Terrile, “il punto di partenza è che purtroppo eravamo preoccupati già da cinque o sei anni di come potesse finire questa vicenda dei depositi chimici a Ponte Somalia, ed è finita purtroppo come immaginavamo, cioè che il percorso fatto dall’Autorità Portuale su indicazione e pressioni del Comune in allora ha portato a un nulla di fatto, quindi ripartiamo da zero. Abbiamo perso molti anni seguendo un percorso che non era corretto e oggi abbiamo un’opportunità: abbiamo sempre detto che i depositi chimici vanno ricollocati in ambito portuale e l’opportunità è che proprio in questi mesi si sta mettendo mano un nuovo Piano Regolatore Portuale. Va trovata una soluzione che metta insieme le condizioni di sicurezza normative, che sappiamo sono molto rigorose, ma anche con una armonia della operatività portuale, quindi l’unico soggetto che può decidere di questo è l’Autorità Portuale”.

Terrile ha ricevuto sia i membri dell’Associazione Comitato di Quartiere di Multedo che quelli di Multedo per l’Ambiente. Questi ultimi hanno indicato alcune opzioni a Palazzo Tursi, che però restano riservate, anche perché lo stesso vicesindaco osserva: “Noi non decidiamo in casa di altri. Diciamo solo che nel Comune di Genova non ci sono aree in cui possono delocalizzare i depositi, anche perché ovviamente i depositi devono essere collegati alle banchine e quindi va deciso un luogo in zona portuale. Deve essere Autorità Portuale a fare questa scelta: ovviamente noi ci confrontiamo, ma l’ultima cosa che vogliamo fare è ripercorrere gli errori del passato perché l’idea che sia il Comune a dire dove vanno inseriti sulle banchine porta a quello che abbiamo abbiamo visto, cioè anni di contenzioso e nulla di fatto. Accogliamo tutte le proposte ma non è un brainstorming: è una procedura che si scontra con un percorso amministrativo molto complesso. Le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato dimostrano che il percorso incrocia questioni di operatività e le proposte che ci sono state fatte incidono su aree che sono in concessione a soggetti terzi: o coinvolgiamo i soggetti terzi e raccogliamo il loro favore o altrimenti stiamo parlando di poco. Non è tirando fuori delle ipotesi prima di arrivare al dunque che risolviamo il tema, anzi così costruiamo tutti gli ingredienti per fallire ancora una volta”.

Per il Comitato Multedo per l’Ambiente ha parlato il portavoce Giampiero Cellerino“Abbiamo motivato le ragioni per le quali abbiamo chiesto di essere auditi in Consiglio Comunale e portare all’attenzione di tutti i consiglieri e del Sindaco la necessità di procedere con la massima velocità alla modifica del Piano Regolatore Portuale. Sappiamo che la sentenza che ha cassato l’Adeguamento tecnico funzionale come strumento pratico di spostamento di Carmagnani e Superba a Ponte Somalia. La stessa sentenza indica una modifica al Piano Regolatore Portuale per arrivare a questa conclusione. Noi abbiamo fatto notare come la modifica per noi è una velocità che ci permette di arrivare in tempi ragionevoli al risultato. Se dobbiamo ancora aspettare l’approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, ci lasciamo prima le penne nel caso di un malaugurato incidente”.

Cellerino è stato chiaro: “Viviamo vicino a una bomba che può esplodere da un momento all’altro. Noi sappiamo quali sono i termini usati in tutto il mondo per calcolare le distanze di sicurezza e sappiamo che le distanze di sicurezza attuali della Prefettura dicono che in questo momento, ad esempio, la camera da letto della mia casa è all’interno dell’area di sicura letalità in caso di incidente. Questo è un dato di fatto incontrovertibile. Noi contestiamo l’uso di dire ‘portiamoli lontano dalle case’, perché lontano dalle case è un termine che non ha nessun significato. Noi chiediamo che vengano portati a distanza di sicurezza dalle case e vogliamo che vengano rispettati gli standard che vengono usati in tutto il mondo per calcolare quali sono le distanze”.

In Sala Rossa, sempre oggi, è stato discusso un Ordine del Giorno sul tema presentato dal capogruppo di Vince GenovaPietro Piciocchi. Nel testo, si impegna la sindaca Silvia Salis e la Giunta Comunale a “a promuovere un tavolo tecnico-istituzionale con Adsp e Regione Liguria per individuare, entro tempi brevi e certi, un’area idonea al trasferimento dei depositi chimici; a escludere categoricamente la cosiddetta ‘Opzione Zero’, lavorando affinché il trasferimento avvenga in un sito che garantisca il massimo distanziamento dalle zone residenziali, la sicurezza delle operazioni portuali e la salvaguardia dei livelli occupazionali; a riferire periodicamente alla Commissione consiliare competente circa l’avanzamento dei dialoghi con l’Adsp, la Regione Liguria e i Ministeri interessati, al fine di garantire la massima informazione su una scelta che condizionerà l’assetto urbanistico e industriale di Genova per i prossimi decenni; a partecipare quanto prima ad un’assemblea pubblica a Multedo per ascoltare le preoccupazioni della cittadinanza e condividere le soluzioni che la Civica Amministrazione intenda adottare per la delocalizzazione dei depositi”. 

Il testo è stato bocciato dalla maggioranza di centrosinistra. A spiegare il parere negativo ancora il vicesindaco Terrile, che ha ribadito i concetti espressi poco prima ai residenti: “Noi lo diciamo dal primo momento e l’abbiamo scritto nel programma elettorale: i depositi chimici vanno ricollocati in ambito portuale, ma dobbiamo essere noi a decidere in casa d’altri? No, noi dobbiamo premere perché le procedure vengano fatte velocemente: abbiamo una grande opportunità, la redazione del nuovo Piano Regolatore. Ci sono stati già diversi incontri: c’è stato un incontro ancora ieri mattina tra la nostra sindaca e il presidente dell’autorità Portuale Paroli in cui esaminare le varie criticità. Quando ci sarà un’istruttoria avanzata e a quel punto Autorità Portuale sarà pronta a farci delle ipotesi, si faranno tutti i passaggi e ovviamente sarà coinvolto il Consiglio Comunale e saranno coinvolti i Municipi, le associazioni di categoria e i sindacati, la Compagnia Unica e tutti i soggetti, ma dovremo arrivare a una o più ipotesi concrete, che non aprano di nuovo il fronte degli operatori portuali, perché sennò rischiamo di fare gli stessi errori che oggi ci hanno portato con sei anni di distanza a ritrovarci allo stesso punto. Noi riteniamo che i depositi vadano spostati da Multedo e su questo non c’è dubbio, ma il percorso che va fatto è un percorso complesso: è inutile fare promesse dicendo ‘in un anno risolviamo tutto’ e non sono bastati sei anni per risolvere quello che andava risolto, quindi scegliamo il percorso della trasparenza sicuramente ma anche della responsabilità. Non è il Comune a convocare dei tavoli, il Comune partecipa al tavolo del Piano Regolatore Portuale dal quale dovrà dare un parere. Facendo questo percorso noi siamo convinti che rimedieremo agli errori del passato e finalmente potremmo dare una risposta agli abitanti di Multedo che da troppi anni attendono invano attendono lo spostamento dei depositi costieri”. 

Alberto Bruzzone

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