A piedi o in bicicletta, la sostanza non cambia, perché quella di Massimo Pedersoli è pur sempre un’azione benemerita, a vantaggio di giuste cause. Così questo camminatore e pedalatore ‘estremo’ è pronto per la sua nuova avventura: dovunque va, attraversa città, incontra persone, ottiene sponsor e raccoglie aiuti che poi devolve in favore di associazioni impegnate nel territorio specifico meta dei suoi viaggi.
Originario di Pra’, 36 anni il prossimo luglio, Massimo è appena partito questa mattina, da piazza Gaggero a Voltri, di fronte alla sede del Municipio VII Ponente: è il progetto ‘Dove trema la terra’, un viaggio da mille e seicento chilometri in bicicletta “attraverso i paesi del cratere sismico del 2016 tra Marche e Abruzzo. Ho deciso di partire dalla mia città natale, Genova, per creare una sorta di collegamento con il centro Italia che da anni, ormai, vive con il terribile problema della terra che trema”.
In tutto, i comuni del cosiddetto cratere sismico sono 140 e Pedersoli li attraverserà uno per uno, da Fabriano a Macerata, “per riportare l’attenzione mediatica su questo tema e per raccogliere fondi che saranno poi devoluti a un’associazione locale”. A salutare Pedersoli sulla piazza di Voltri erano presenti il presidente del Municipio VII Ponente, Claudio Chiarotti, e il consigliere municipale del Partito Democratico, Roberto Ferrando, che ha seguito da vicino questa iniziativa.
Ad aderire entusiasticamente al progetto di Massimo, prima ancora di inforcare la bicicletta, ci sono Speedwheel di Savona, Abaco Promo di Genova, i Pescatori di Pra’ e l’azienda Il pesto di Pra’ di Bruzzone e Ferrari.
Perdersoli non è nuovo a queste imprese: è l’inventore dei cammini ‘Walking For Charity’ che, negli anni, lo hanno portato a Chernobyl, a Santiago di Compostela, nel centro e nel nord Italia, sempre a favore di varie associazioni. Da novembre 2019 ad oggi sono stati percorsi migliaia di chilometri a piedi e raccolti altrettanti euro a sostegno di cause umanitarie.
Nel primo cammino di circa 2.800 chilometri, Massimo ha aiutato un’associazione che si occupa dell’accoglienza temporanea di bambini bielorussi provenienti dalle zone contaminate vicino a Chernobyl, nel secondo cammino da Padova ad Assisi, di circa 700 chilometri, ha sostenuto un’associazione attiva nell’aiutare le famiglie con figli che soffrono di autismo.
Successivamente ha camminato da Trieste a Genova e da Calais a Santa Maria di Leuca per un totale di circa 4200 chilometri, per sensibilizzare circa la fibrosi cistica: quest’ultimo viaggio è stato patrocinato dalla Lega Italiana fibrosi cistica, Lega Italiana fibrosi cistica Liguria, Lega Italiana fibrosi cistica Friuli Venezia Giulia, dall’Ospedale pediatrico Giannina Gaslini di Genova e dall’Ospedale pediatrico Burlo Garofolo di Trieste. Il più recente percorso da Assisi a Loreto, di circa 150 chilometri, è stato mirato per la stessa associazione che sostiene le famiglie di soggetti autistici.
Adesso ci si concentra sulle zone terremotate, “perché è assurdo che le persone debbano ancora vivere dentro i container, è giusto riportare l’attenzione sul problema e, soprattutto, trovare una soluzione dignitosa una volta per tutte”.
Massimo si è sempre mosso a piedi, mentre “adesso ho deciso di farlo in bicicletta. Come sempre, documenterò la situazione e rendiconterò tutte le entrate”. Il giovane di Pra’ ha sempre amato viaggiare, poi ha capito che poteva farlo dando una mano a chi ha più bisogno: “Dopo gli studi, ho lavorato in una piccola azienda, un lavoro che mi ha portato a viaggiare e incontrare persone e luoghi nuovi. Ho percorso cammini diversi che, anno dopo anno, mi hanno portato a ripensare il mio progetto esistenziale: così sono nati gli ‘Walking for Charity’, che hanno lo scopo di promuovere la conoscenza, la divulgazione di temi sociali importanti e raccogliere fondi”. Gira la ruota: della bicicletta e della solidarietà.

















