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Cronaca | 02 maggio 2022, 13:44

Ex Ilva, lavoratori davanti alla prefettura: "Non si può morire sul lavoro" (Foto e Video)

Sciopero di otto ore e presidio davanti alla prefettura dei lavoratori ex Ilva, in attesa del tavolo sulla sicurezza a cui parteciperanno i sindacati, l'Asl, il prefetto Renato Franceschelli e i rappresentanti di Acciaierie d'Italia

Ex Ilva, lavoratori davanti alla prefettura: "Non si può morire sul lavoro" (Foto e Video)

Sciopero di otto ore e presidio davanti alla prefettura dei lavoratori ex Ilva, in attesa del tavolo sulla sicurezza a cui parteciperanno i sindacati, l'Asl, il prefetto Renato Franceschelli e i rappresentanti di Acciaierie d'Italia. I lavoratori sono partiti in corteo questa mattina alle 9.30 dallo stabilimento di Cornigliano, sfilando lungo le vie del centro, fino a largo Lanfranco, sede della prefettura, dove alle 16 è previsto l'incontro.



Siamo qua perché, pur avendo un incontro alle 16 con il prefetto, per un tavolo sulla sicurezza aperto nelle settimane scorse, questa contestazione disciplinare ai danni di un lavoratore che viene colpevolizzato di aver fatto una procedura errata su un impianto che però era fuori norma, grida vendetta – commenta Armando Palombo, rsu Fiom – Quindi chiediamo con questa manifestazione che venga ritirato il provvedimento, per poter poi parlare dei problemi veri che ci sono, che sono la mancanza di investimenti in manutenzione ordinaria sul sito di Cornigliano e non solo, a carico di Acciaierie d'Italia. Il rischio è che ci siano nuovi incidenti come quello per cui oggi abbiamo fatto il corteo. Abbiamo messo la fabbrica in sciopero su tre turni, primo, secondo e notte, manterremo un presidio permanente sotto la prefettura, non dimenticando che il tema della sicurezza ha visto inascoltati almeno quattro appelli del presidente della Repubblica sulla sicurezza del lavoro, visto che il numero dei morti non cala. Questa fabbrica ha bisogno di manutenzione, che non viene fatta. Il rischio è che a pagare siano i lavoratori o con infortuni o con provvedimenti scellerati”.



Siamo qui perché la situazione in azienda è paradossale. Dopo tutte le mancanze dell'azienda in questi anni, investimenti, manutenzioni che dovevano essere fatti, sia ordinari che straordinari, vogliano far ricadere le colpe sui lavoratori. - spiega Christian Venzano, segretario generale Fim Cisl Liguria – Questo è inaccettabile, siamo qui perché venga ritirato il provvedimento che hanno fatto al nostro lavoratore, e soprattutto per chiedere con forza che non si può rischiare la vita per lavorare, ci sono investimenti che devono essere fatti, ma soprattutto la manutenzione ordinaria deve esserci sempre, costante, compresa quella straordinaria. Siamo arrivati a questo punto perché, dopo gli ultimi eventi di aprile, quando abbiamo sfiorato la tragedia, l'azienda non solo non ha fatto nulla, ma in più accusa i lavoratori. Sulla sicurezza non si scherza, quindi con forza chiediamo il rispetto dei lavoratori e di tutta la siderurgia italiana, questa mancanza dell'azienda mette a rischio l'intera struttura, perché poi non riusciamo ad aggredire le richieste del mercato, e più andiamo avanti così, più rischiamo dei fermi”.

Il prefetto si è reso molto disponibile viste le problematiche all'interno dello stabilimento sulla sicurezza. - ha dichiarato Mauro Micheli, rsu Uil – L'azienda si è resa disponibile a un dialogo, così abbiamo utilizzato il prefetto affinché la direzione dia delle risposte in merito. C'è un provvedimento disciplinare ingiusto, queste sono le risposte da parte dell'azienda”.

Francesco Li Noce

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