/ Attualità

Attualità | 18 maggio 2022, 16:20

Un percorso storico ripercorre la grande epopea delle cartiere

Appuntamento domenica 22 maggio con partenza da Voltri. L’iniziativa coinvolge il Comune di Mele e la Pro Loco di Mele, insieme a parecchie associazioni. Pubblicato un libro sul tema

Un percorso storico ripercorre la grande epopea delle cartiere

Un tempo lo si chiamava il percorso degli stracci, anche se la stoffa non c’entra nulla. Perché gli stracci, in dialetto genovese ‘strasse’, erano quel materiale che serviva per la produzione della carta fatta a mano. Sarà proprio il percorso degli stracci a tornare protagonista domenica prossima, grazie alla visita guidata ‘Andar per cartiere’ che nasce dalla collaborazione tra Comune di Mele, Pro Loco di Mele, Associazione inGE, Associazione Le Muse e Museo della Carta di Mele e che ripercorre la storia produttiva e le principali caratteristiche e attrazioni del territorio di Mele, comune dell’entroterra di Genova Voltri che è anche parte dell’Unione delle Valli Stura-Orba-Leira. L’obiettivo è far conoscere alle persone quel patrimonio di archeologia industriale rappresentato dalle antiche cartiere.

Il percorso è molto facile e sarà della durata di quattro ore e mezzo (comprese spiegazioni e visita all’Oratorio di Mele). Lungo la strada saranno allestiti punti ristoro organizzati dalla Pro Loco Mele. Al pomeriggio, possibilità di visita al Museo della Carta di Mele, uno dei cinque centri in tutta Italia in cui si produce ancora la carta fatta a mano. La partenza è prevista alle ore 8,30 presso la località Crovi (cimitero di Voltri). Per informazioni e prenotazioni si può contattare il 328 3046622 (Teresa), oppure il 346 2455205 (Cinzia). Il contributo è di dieci euro per i non soci, mentre è di cinque euro per i soci della Pro Loco e per i soci di inGE.

“Alcuni esempi - afferma Teresa Piccardo della Pro Loco di Mele - sono la visita alla ‘Ferriera’ con il suo agglomerato di otto antiche cartiere e dove sono esposti antichi attrezzi inerenti la lavorazione della carta. Vedremo anche alcuni fogli di carta, con il marchio di fabbrica filigranato, prodotti a mano nell’anno 1800 nelle locali cartiere. Percorrendo il sentiero ‘Ciasoa’ si giunge quindi a Mele, dov’è possibile una visita all’oratorio di Sant’Antonio Abate con la sua cassa processionale realizzata da Anton Maria Maragliano nei primi anni del XVIII, recentemente restaurata. Il percorso prosegue fino a località Gallinea e poi attraverso un bel sentiero fino in località Gorsexio e Roverazza. Sulla strada del ritorno, giunti a Mele è possibile ritornare in Fondocrosa percorrendo la vecchia crosa”.

Quella delle cartiere dell’entroterra di Ponente è stata un’epoca molto gloriosa, testimoniata dal fatto che nel 1567 si diceva che “in tutta Europa altra carta non s’adopra che quella de’ Genovesi”. Intorno al XV secolo nella Valle del Leira nasceva la manifattura della carta, favorita dalla presenza di torrenti utili per produrre energia per il funzionamento delle grandi ruote motrici. Lungo il Ceresolo, il Gorsexio e il torrente Acquasanta nel XVIII secolo si potevano contare un centinaio di cartiere. Mele divenne famosa in tutto il mondo per le particolari caratteristiche della carta prodotta: difficilmente attaccabile da insetti, quindi preziosa per le cancellerie delle case reali di Spagna, Portogallo e Inghilterra.

L’avvento delle macchine a vapore segnò l’inizio della decadenza dell’industria cartaria nel territorio. Le cartiere, svincolate dall’ubicazione lungo i torrenti (l’energia dell’acqua era stata indispensabile fino ad allora per il loro funzionamento), potevano essere installate in luoghi più facili. Peraltro l’utilizzo dei grandi mezzi di trasporto per la spedizione della carta prodotta diventava praticamente impossibile nelle strette strade delle valli di Mele e le cartiere, che dopo la Seconda guerra mondiale erano diventate soltanto 43, sparirono in qualche decennio.

A raccontare molto bene questa epopea c’è anche un bel libro uscito di recente: s’intitola ‘Andar per cartiere. Un percorso fra il Comune di Mele e l’Alta Via dei Monti Liguri’, fa parte dei ‘Quaderni di archeologia industriale’ curati da Guido Rosato ed è pubblicato dall’associazione inGE. Gli autori sono Cinzia Cervetto, Greta Pastorino e Teresa Piccardo. In una novantina di pagine, si racconta e si illustra nei dettagli un percorso percorribile a piedi, che segue lo stesso del XVI secolo, attraverso zone antropizzate e zone rurali, coltivate o abbandonate, di interesse storico industriale del sentiero dal litorale di Voltri, nel Comune di Genova, per arrivare fino allo spartiacque dell’Alta Via dei Monti Liguri.

Il percorso completo parte dalla frazione di Fondocrosa e risale il torrente Gorsexio fino alla sua sorgente. Gli obiettivi del percorso sono molteplici. Da un lato, raccontare una parte di storia del territorio del Comune di Mele, attraverso la realizzazione di un sentiero di tipo naturalistico/storico culturale. Dall’altro lato, diffondere e promuovere l’importanza del patrimonio e della storia industriale di Voltri e di Mele, attraverso la valorizzazione di siti di interesse archeologico-industriale dei secoli XVII-XVIII e di siti rurali, al fine di inserire il turismo industriale e storico nell’offerta turistica locale.

Alberto Bruzzone

Telegram Segui il nostro giornale anche su Telegram! Ricevi tutti gli aggiornamenti in tempo reale iscrivendoti gratuitamente. UNISCITI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium