Il Festival Teatrale dell’Acquedotto torna a scorrere, come un filo d’acqua viva e persistente, lungo i sentieri della Val Bisagno e oltre.
Con la diciassettesima edizione, che si svolgerà dal 7 giugno al 30 luglio 2025, l’evento culturale più radicato nel tessuto del territorio genovese si conferma come appuntamento imprescindibile per chi desidera vivere il teatro come esperienza collettiva, immersiva e, quest’anno più che mai, “InControCorrente”.
Ideato e diretto da Mirco Bonomi e Mauro Pirovano, il Festival si fa portavoce di un teatro che abita i luoghi, ne ascolta il respiro e restituisce le storie che li attraversano. “Come la corrente di un rio che attraversa la Vallata, anche il teatro si insinua nel paesaggio – spiegano i direttori artistici – lo ascolta, ne raccoglie le storie e le restituisce in forma nuova”. Con queste parole si delinea lo spirito dell’edizione 2025: un invito a farsi attraversare, come l’acqua, dalle parole che restano.
Il programma di quest’anno è costruito per intercettare pubblici diversi e sensibilità molteplici, offrendo un percorso denso, variegato e profondamente legato alla memoria del territorio. I luoghi diventano parte attiva del racconto: piazze, oratori, cappelle, castelli e persino il Cimitero Monumentale di Staglieno si trasformano in scenografie naturali per accogliere testi teatrali, narrazioni storiche, favole, performance musicali e commedie sociali.
Staglieno sarà uno degli epicentri simbolici della rassegna: si parte martedì 17 giugno con “Constance e Oscar” del Teatro dell’Ortica, un’intensa messa in scena dell’incontro postumo tra Oscar Wilde e la moglie Constance. Il 27 e 28 giugno sarà il turno di “Storie Quasi Segrete”, un itinerario teatrale tra figure dimenticate o sconosciute che popolano il cimitero monumentale, mentre mercoledì 30 luglio chiuderà la rassegna al Tempio Laico “I Paganiniani”, un omaggio narrativo e musicale a Paganini e Sivori.

Anche i più piccoli avranno il loro spazio con L’Acquedottino dei Bambini, curato da Elisabetta Rossi, che animerà il sagrato dell’Abbazia di San Siro di Struppa. Tra i titoli proposti, una Cenerentola pop e moderna, Radio Rosa che racconta la storia vera di Vera Vassalle, una delle donne medaglia d’oro della Resistenza, e il surreale Il circo delle api, oltre all’intensa Il volo, racconto poetico di trasformazione e speranza.
La vocazione sociale del Festival trova piena espressione in “Quando le cose si dimenticano riaccadono”, uno spettacolo/conferenza in scena alla Cucina Popolare il 2 luglio, che dà voce alle storie di disagio e riscatto raccontate da chi ha vissuto ai margini, mentre presso l’Auditorium Comunale di Molassana andrà in scena un ricco cartellone che include titoli come “Proclami alla Nazione 10”, “106 Garofani Rossi – Velia e Giacomo” dedicato a Matteotti, e “Se mi odi è perché esisto”, riflessione intensa e ironica sulle relazioni contemporanee.
Non mancano appuntamenti speciali, come lo spettacolo itinerante “Io c’ero” che celebrerà il millenario dell’Abbazia di San Siro di Struppa il 20 luglio, e “Cacche spaziali”, favola ecologica per bambini in scena al Teatro Garage, che racconta con ironia e fantasia l’evoluzione dell’acqua sporca nella storia umana.
La sezione del Festival che si svolge a Villa Bombrini, a Cornigliano, arricchisce l’offerta con spettacoli che spaziano dall’omaggio a Gabriella Ferri, alle memorie degli anni di piombo con “Lottavano così come si gioca” di Luca Radaelli, fino a nuove repliche di “Se mi odi è perché esisto”.
Elemento identitario del Festival, le celebri Stondaiate si rinnovano anche quest’anno con quattro appuntamenti ambientati negli oratori delle confraternite della Val Bisagno: narrazioni teatrali in chiave popolare e storica che celebrano la ricchezza delle differenze e la vitalità delle comunità locali. Da Pino Soprano a Fontanegli, da Struppa a via dei Carpi, ogni “stondaia” diventa occasione di incontro e di festa.
Infine, sabato 5 luglio, il Festival si spingerà oltre la Val Bisagno, approdando al Castello di Borgo Fornari, dove sarà presentato “Habitat Naturale”, un viaggio teatrale nella natura e nelle inquietudini umane, firmato da Elisabetta Granara.
Tutti gli eventi del Festival sono a ingresso libero. La prenotazione è obbligatoria per gli spettacoli a Staglieno e per la cena che precede “Quando le cose si dimenticano riaccadono”. Per informazioni e prenotazioni, si rimanda al sito ufficiale del Teatro dell’Ortica (www.teatrortica.it).
A sottolineare il valore dell’iniziativa è Lorenzo Passadore, presidente del Municipio IV Media Valbisagno: “In queste 17 edizioni la Val Bisagno è stata resa più conosciuta anche in tutta la città. Anche quest’anno sono tanti gli eventi che ci porteranno a scoprire luoghi, personaggi e storie della vallata spesso poco conosciuti”.
Il Festival Teatrale dell’Acquedotto 2025 è stato realizzato con il contributo dell’avviso pubblico per il sostegno di eventi culturali e manifestazioni della Regione Liguria, con il patrocinio del Comune di Genova e del Municipio IV Media Val Bisagno, in collaborazione con numerose realtà associative e culturali del territorio.














