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Cronaca | 20 maggio 2022, 20:33

Falsi invalidi, la truffa si sgonfia, Il Gip: "Il fatto non sussiste". Trenta assolti

Solo per due il processo penale inizierà a dicembre, i fatti risalgono al 2014-15 nella Asl4 chiavarese, il numero degli indagati era di oltre 40 persone e l'azienda sanitaria si era costituita parte civile

Falsi invalidi, la truffa si sgonfia, Il Gip: "Il fatto non sussiste". Trenta assolti

<<Dopo sei anni di calvario giudiziario, finalmente si arriva a riconoscere quello che le difese hanno sempre sostenuto>>: così un pool di avvocati dei trenta cittadini finiti nei guai con l'accusa di aver truffato la Asl4 chiavarese e il sistema sanitario nazionale con certificazioni di invalidità a persone non aventi diritto. Due solo, sugli oltre 40 che hanno rischiato di finire sotto processo, saliranno sul banco degli imputati: si tratta di un dirigente dell'allora ufficio invalidi civili della Asl 4 chiavarese e un impiegato. Per loro il processo inizierà il primo dicembre.

La vicenda, che risale agli anni 2014/15, riguardava l'allora commissione medica e i pazienti che avrebbero usufruito di "favori". I carabinieri del Nas avevano esaminato una sessantina di pratiche ritenute sospette per l'invalidità e per la concessione della legge 104, che consente di usufruire di giorni di permesso dal lavoro per poter assistere un familiare malato. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo andavano dalla truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale al falso ideologico e materiale con sottrazione di atto pubblico. Insomma sembrava che fosse stato scoperchiato un vaso di Pandora e, invece, come ha sostenuto il Tribunale di Genova, nonostante i reati fossero prescritti poiché trascorso troppo tempo dai fatti al processo, si è pronunciato con la formula di assoluzione piena: "perché il fatto non sussiste"

Soddisfazioni è stata espressa dai penalisti fra cui Andrea e Simone Vernazza, Emanuele Canepa, Andrea Gotelli, Paolo Costa ed Aulo Galvagna. La vicenda aveva tenuto banco per giorni e giorni sui media locali facendo parlare e puntare il dito anche contro medici ed infermieri che sembravano essere stati compiacenti in alcune pratiche ritenute. 

La verità processuale questa volta ha combaciato con quella oggettiva, a quanto sembra.

Massimiliano Bordoni

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