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Attualità | 20 agosto 2022, 09:21

Disturbi dell'alimentazione, Tavilla: "Fermare l'escalation della patologia, decessi in aumento". Appello al presidente Toti

Domenica ultimo giorno per presentare al Ministero i progetti proposti dalle Regioni per attivare i fondi dedicati presenti nell' ultima legge di bilancio. Sul tavolo per la Liguria oltre seicentomila euro

Disturbi dell'alimentazione, Tavilla: "Fermare l'escalation della patologia, decessi in aumento". Appello al presidente Toti

Domenica è l'ultimo giorno utile per le Regioni per presentare un progetto utile ad aiutare i ragazzi ad uscire dalla grave patologia dei disturbi alimentari: anoressia e bulimia. E mentre la triste statistica si allunga con tre decessi avvenuti la settimana scorsa di due ventenni e una quarantenne, i genitori liguri fanno un appello al presidente Giovanni Toti: "Faccia in modo che non ci debbano più essere genitori costretti a guardare una fotografia della figlia ogni giorno per ricordarla".

A farsi portavoce di questa richiesta il presidente onorario dell'associazione no profit "Mi Nutro di Vita", Stefano Tavilla.

Anche lui è uno di quei genitori che guarda la foto della figlia, la cui giovane vita è stata strappata agli affetti undici anni fa da questo grave disturbo che con il Covid19 ha visto un "aumento dei casi di oltre il quaranta per cento" come conferma chi si occupa del problema. Ed è proprio Tavilla che fa un pó di chiarezza su quanto sta facendo il Governo e quanto stanno, invece, programmando in Regione.

"Il tavolo di lavoro istituito per far nascere il progetto da portare al Ministero per l'approvazione della quota a noi destinata dal fondo ministeriale, ha puntato (così come spero per le altre Regioni) sia sulla fattibilità con le somme messe a disposizione, 650mila euro circa, su un progetto non fine a se stesso - spiega Tavilla, da anni è impegnato ad aiutare famiglie che si trovano a combattere con la subdola patologia -. La formazione, quindi, di tutte le figure preposte alla cura e individuazione di almeno un team multidisciplinare formato, per ogni Asl. A fianco di questo progetto ci auguriamo che Regione Liguria con risorse proprie apra nuove realtà di cura, sia ambulatoriali sia residenziali, per i casi più difficili. Al momento tantissime famiglie sono spesso costrette ad uscire dalla Liguria in cerca di aiuto ma poi una volta superata l' emergenza trovano difficoltà a recepire un percorso continuativo sul proprio territorio".

Fra l'altro si spera di non assistere piu a strani comportamenti dei governi regionali, finiti al centro del mirino di associazioni che hanno contestato ad una Giunta di aver presentato come proprio un investimento, in realtà stanziato dal Stato, per combattere i problemi di anoressia e bulimia.

"Gli amministratori pubblici - prosegue Tavilla - dovrebbero operare per il bene della collettività e per queste malattie c'è bisogno che finalmente vengano riconosciute come patologie a se stanti all' interno dei L.E.A  cosicché abbiano percorsi e stanziamenti dedicati che partono dal governo centrale verso le Regioni, con un controllo sulla spesa. Fino ad oggi, nonostante tante promesse, le realtà sanitarie pubbliche che operano in maniera incisiva sulla patologia sono pochissime. Un esempio: attualmente i casi che arrivano all'ospedale pediatrico  "Gaslini" vengono presi in carico e portati fuori pericolo - dal punto di vista organico - ma manca poi al suo interno un reparto dedicato che prenda in carico tutte le varie forme della patologia e ne segua il percorso in maniera continuativa. Invece spesso, come ci riferiscono tante famiglie, ci sono invii in altre strutture, con mancanza di continuità terapeutica che disorienta i giovani malati e le loro famiglie. A tal proposito esiste una legge regionale del 2019, approvata e firmata dalla stesso Toti che prevedeva l' istituzione di questi servizi già in allora poi è arrivato il Covid e ha aumentato a dismisura i casi i quali spesso si presentano anche correlati ad altri disturbi già nei più piccoli. Ma di quella legge regionale se ne sono dimenticati ma i genitori che hanno figli con tali malattie non lo dimenticano e sperano che i nostri amministratori investano oggi per non trovarsi per i prossimi anni ad affrontare un problema sempre più grande".

Insomma dal 2019 ad oggi, con in mezzo la pandemia, non si è riusciti ad istituire strutture adeguate per curare i giovani dai disturbi alimentari.

La pandemia ha costretto il sistema sanitario a "dimenticare" altri malati ed ora sarebbe opportuno sia recuperare il tempo perduto sia pensare agli adolescenti malati prima che diventino un triste ricordo per familiari ed amici.

Massimiliano Bordoni

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