La storia della floricoltura, e della ricerca nel florovivaismo, è storia dell’Italia, e della Liguria da sempre.
Il territorio ligure, aspro e racchiuso tra mare e cielo, non avrebbe mai permesso lo sviluppo di grandi aziende agricole di produzione estensiva, e pertanto l'unica possibilità dei nostri agricoltori è stata quella di specializzarsi nell'arte e nella scienza di quella che si può considerare un'attività economica a grande rischio, la ricerca in agricoltura in una filiera di nicchia come quella florovivaistica.
Per tutto il secolo ventesimo, il turismo ed il florovivaismo sono state le due uniche attività imprenditoriali del ponente ligure, e la produzione di fiori e piante ha raggiunto nel corso dei decenni i massimi livelli di professionalità e specializzazione.
Nuovi ibridi "liguri" sono stati via via ottenuti dall’800 in poi da Aicardi, dalla famiglia Mansuino per tre generazioni, da Nobbio, Sapia, Brea, Baratta, Biancheri, Gagliardi, dalla famiglia Ghione ed altri.
Gli ibridatori liguri hanno creato e tramandato nelle generazioni un vero e proprio "movimento" che ha raggiunto grandi livelli di professionalità su tante coltivazioni importanti quali garofano, rosa, ranuncolo, anemone, papavero.
Tutto questo racconta un cortometraggio realizzato dal video maker ligure, Marco Rimondi, e fortemente voluto da Confagricoltura Liguria, grazie ai fondi del PSR della Regione Liguria.
"La ricerca in floricoltura oggi - precisa Luca De Michelis, presidente ligure di Confagricoltura - è storia di tecnologia, innovazione continua ma con la passione di sempre, ed il sapere tramandato di generazione in generazione".
Negli ultimi vent’anni si sono sviluppate nuove tecnologie a latere ed in aiuto dei programmi di breeding che - a partire dagli interventi di induzione di variabilità con metodi fisico-chimici (raggi gamma ad esempio) continuando attraverso tutto il know-how delle colture di tessuti vegetali in vitro, la clonazione dei genotipi superiori, l’induzione di aploidi, il recupero di embrioni da incroci interspecifici (l’embryo rescue), lo sviluppo dei marcatori molecolari sia per un profilo genotipico originale, sia per capire le vicinanze e lontananze genetiche tra le specie al fine di ottimizzare i programmi di incrocio, sino ad arrivare agli interventi di miglioramento genetico assistito (MAS) e ingegneria genetica - si pongono ad integrazione delle attività di breeding per abbreviarne i tempi e migliorarne le performances.
Qualità ed intelligenza, passione e risultati!
La ricerca è viva, quindi!
La ricerca è fondamentale per la continua capacità di creare i capolavori del florovivaismo made in Italy!
"Storia di uomini e donne, - sottolinea Andrea Sampietro, direttore di Confagricoltura Liguria - quella della ricerca varietale in floricoltura. Passione ed ingegno, colpo d’occhio e sapere, cultura e tecnologia per percorrere una strada difficile".
"Si progettano - prosegue Sampietro - oggi i colori, i profumi, le forme dei fiori di domani, di un domani spesso lontano, perché fare ricerca oggi è un continuo incrociarsi di prove, di analisi, di dati e di risultati, di lavorazioni capaci e di mani attente che sono in grado, dopo ore di lavoro e di attesa, di dar vita ai capolavori che rendono i nostri fiori unici al mondo".
"Famiglie note in tutto il mondo, know how che ci invidia tutto il mondo, storia spesso poco nota a chi non è abituato a pensare che dietro ogni fiore ci sia questa storia, la storia della ricerca florovivaistica".
"Confagricoltura Liguria - chiude Sampietro - ha voluto mettere a sistema tutto questo, con un progetto, il nostro progetto di rete, volto ad un profondo e radicale cambiamento della filiera tutta.
Una filiera di cui siamo fieri, una filiera che rappresenta il made in Italy nel mondo".
"Il valore della produzione - precisa De Michelis, che è anche presidente del Distretto Florovivaistico ligure - delle aziende florovivaistiche italiane rappresenta oltre il 5% della produzione agricola totale e deriva per il 50% dai comparti fiori e piante in vaso mentre, il restante 50% da piante, alberi e arbusti destinati al vivaismo.
Sono 14 mila le aziende di produzione che si dedicano ai fiori e piante in vaso e quasi 7.500 quelle attive nella produzione di piante per il vivaismo. La superficie agricola destinata complessivamente al settore, quasi 29 mila ettari, è investita, per almeno il 70%, a piante in vaso e vivaismo.
Le aziende che producono giovani piante floricole ornamentali sono 2 mila per una superficie complessiva di oltre 1500 ettari.
Numeri di una storia che è passione, di una storia che è fatta di famiglie e di eccellenze uniche nel mondo.
Numeri nei quali si capisce l’importanza della ricerca varietale in florovivaismo in Italia.
Ricerca che è storia e patrimonio del Paese!"














