/ Attualità

Attualità | 30 ottobre 2022, 07:09

Meraviglie e leggende di Genova - Il Castelletto

Oggi Castelletto è una splendida terrazza panoramica ma qual è la sua storia?

Meraviglie e leggende di Genova - Il Castelletto

Quante passeggiate romantiche ha visto la terrazza di Castelletto che, dall’alto, domina la città abbracciando Genova.

Un panorama suggestivo con i tetti della Città Vecchia, scanditi da terrazzini inerpicati, che arrivano verso il mare.

Ma castelletto, come termine, lascia presagire alla presenza di un castello e in zona non sembra proprio se ne trovino.

Per trovare l’origine di questo nome dobbiamo fare un salto indietro nel tempo e arrivare prima dell’anno Mille quando, su alcuni documenti, viene descritta una salita adiacente al “Castelletum”, confinante al vigneto di proprietà della basilica di San Siro.

La zona, in epoca romana, era chiamata Monte Albano (il promontorio di Monte Albano, o Montalbano, sarà in buona parte sbancato per la costruzione di via Garibaldi a metà del Cinquecento) e qui, quasi certamente, esisteva una torre di guardia.

Un punto strategicamente importante per la città, soprattutto per la sua difesa, che da proprietà della Chiesa passò al comune.

Un luogo conteso, oggetto di lotte tra Guelfi e Ghibellini fino a quando, alla fine del 1300, il Castello divenne francese, come tutta la città.

Nel 1401 iniziarono dei lavori di risistemazione che portarono il castelletto a essere una vera e propria fortezza che ricopriva per intero l’area attuale.

Giorgio Stella, annalista, definì il Castelletto “odiata fortezza” e per secoli quella corruzione rappresentò il simbolo dell’oppressione degli stranieri su Genova.

Quando, nel 1528 i genovesi riuscirono a cacciare i francesi, decisero di abbattere due delle quattro torri agli angoli della struttura. Due anni più tardi, il Senato fece deliberare la completa distruzione di tutto l’edificio.

La ricostruzione della fortezza venne decisa poi durante il Regno di Sardegna: il progetto venne affidato a Carlo Barabino e all’ingegnere militare Giovanni Chiodo. Dopo i moti popolari del 1848 il castello sabaudo venne abbattuto e l’area, successivamente privatizzata, una volta divisa in lotti venne venduta a privati per la costruzione dei palazzi che ancora oggi sono la quinta uscendo dall’ascensore di Castelletto.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium