L’ascensore non funziona e Flavio non può prendere il treno. Flavio è ormai conosciuto dagli addetti delle Ferrovie dello Stato, perché spesso è costretto a chiamarli a causa di malfunzionamenti. Lui, che si trova in carrozzina, non può raggiungere il binario 2 della stazione ferroviaria di Genova Pegli, da dove partono i treni diretti verso il centro della città, se gli ascensori non funzionano.
Oggi pomeriggio è nuovamente accaduto. “Sono arrivato alla stazione per prendere il treno e l’impianto non andava - racconta Flavio Anglana, che si reca in centro per studiare all’Università e frequentare le lezioni - Così ho chiamato l’assistenza, ho aspettato per quaranta minuti e poi mi hanno fatto uscire dalla stazione. Così non si può andare avanti”.
Ferrovie spiega che “l’ascensore stamattina ha funzionato regolarmente, purtroppo poi si è verificato il guasto nel momento in cui lo doveva utilizzare il ragazzo. È stato richiesto un intervento urgente, è arrivato il tecnico a Pegli e ha ripristinato il corretto funzionamento permettendo al ragazzo di proseguire”.
Anche se, sulle prime battute, era stato proposto a Flavio di salire sul treno nell’altra direzione (cioè verso Savona) e poi da lì cambiare binario e ripartire per Genova (un fatto, pure questo, già successo, con conseguenti perdite di tempo).
Ferrovie si scusa “per l’inconveniente, ma essendo imprevisto e imprevedibile non è stato possibile fare diversamente. Ricordiamo che a Genova Pegli è presente il servizio dedicato alle persone a ridotta mobilità che possono chiederlo e averlo gratuitamente”.
Ora, al di là delle scuse delle Ferrovie (e ci mancherebbe) e di tutte le volte in cui l’ascensore per fortuna funziona (quelle in cui non fa notizia, e si spera siano la maggioranza), ci sono almeno un paio di considerazioni da fare.
La prima: come mai questi ascensori di ultima generazione, costati per giunta moltissimi denari, si inceppano così spesso e non possono servire la popolazione? Flavio non è l’unica persona con problemi di ridotta mobilità, ma è evidentemente l’unico che si prende la briga di segnalare ciò che non funziona e che non va bene.
La seconda: che cosa diavolo si aspetta ad aprire il cancello del binario 2, quello che collega la stazione con il parcheggio adiacente? Oggi, se quel cancello fosse stato aperto, non sarebbe sorto alcun problema. Eppure, nonostante le ripetute richieste, rimane questa barriera tra la zona di via Opisso e la stazione, che un tempo era inesistente, tant’è vero che arrivare a prendere il treno attraverso il parcheggio era considerata opzione molto comoda anche da chi non è a ridotta mobilità.
Il parcheggio è stato inaugurato a giugno di quest’anno, ma da quel momento in poi: non è stato stabilito alcun criterio per la sosta; non è stato esperito nessun tentativo di mettere in relazione l’area con quella ferroviaria, creando veramente un parcheggio d’interscambio a servizio dell’utenza. È così difficile aprire un cancello? E, se è difficile quando non impossibile, Ferrovie ha intenzione di spiegare il perché? Questo è il nodo centrale, ad di là di un ascensore che si rompe. Le opzioni alternative esistono, almeno in direzione Genova, peccato non vengano prese in considerazione.














