/ Attualità

Attualità | 11 novembre 2024, 10:46

Studentesse incatenate al Rettorato: "Vogliamo uno sportello antiviolenza"

Protesta sotto il Rettorato di Via Balbi: accuse di indifferenza verso la sicurezza e richiesta di azioni concrete

Studentesse incatenate al Rettorato: "Vogliamo uno sportello antiviolenza"

Continuano i presidi di protesta per ottenere uno sportello antiviolenza all’interno dell’Università di Genova.

Questa mattina due studentesse del collettivo ‘Cambiare rotta’ si sono incatenate davanti al rettorato di via Balbi 5 per chiedere a gran voce l’istituzione immediata di uno sportello antiviolenza all’interno dell’Ateneo. 

Il gesto forte nasce come risposta a quello che le manifestanti definiscono "il silenzio e l’indifferenza" del rettore Federico Delfino verso le richieste di maggiore tutela e protezione.

"Non possiamo accettare che il nostro ambiente universitario rimanga ostile e pericoloso per chiunque voglia semplicemente studiare” affermano le studentesse, facendo riferimento a episodi di molestie e abusi di potere che, denunciano, continuano a verificarsi senza adeguate misure di prevenzione o sostegno. 

La recente vicenda di abusi emersa nella facoltà di Architettura ha portato il tema all’attenzione pubblica, e secondo le manifestanti, non si tratta di un caso isolato.

Durante il sit-in, le studentesse hanno ribadito con fermezza che non accetteranno promesse vaghe né soluzioni di facciata. "Pretendiamo una risposta ufficiale e concreta da parte del rettore, un impegno che garantisca l’istituzione immediata di un centro antiviolenza" hanno continuato. 

L’accusa, da parte delle studentesse e degli studenti verso l’amministrazione universitaria è quella di minimizzare il problema, definito ‘sistemici’ che affligge non solo l’ateneo genovese ma tutto il sistema accademico italiano.

Le studentesse non si fermano alla richiesta locale: l’iniziativa di oggi è parte di un’azione più ampia che culminerà nella manifestazione del ‘No Meloni Day’ il 15 novembre, un’occasione per esprimere il dissenso giovanile contro abusi di potere e politiche ritenute oppressive. "Siamo stanchi di un sistema che calpesta i nostri diritti e il nostro futuro" annunciano, richiamando l’attenzione sulla necessità di riforme strutturali.

Nel frattempo, i manifestanti promettono di non lasciare il Rettorato finché non vedranno un segnale chiaro: "Non ce ne andremo finché non saranno presi provvedimenti risolutivi. Vittime mai, vogliamo giustizia ora”.


 

I.R.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A SETTEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium