Primo giorno con disagi e disservizi per il nuovo orario invernale di Amt che oggi, 14 settembre, debutta tra non poche polemiche.
Dopo le mobilitazioni dei giorni scorsi che hanno visto in prima linea i sindaci dei comuni della Città Metropolitana e gli utenti del servizio di trasporto pubblico per scongiurare modifiche ai percorsi, nei giorni scorsi il Comune di Genova aveva fatto sapere che i tagli avrebbero riguardato il 10% del servizio, il tutto per far fronte alla grave crisi che aziendale.
Tagli che si sono fatti sentire nel primo giorno di attuazione del nuovo programma: mezzi pieni, corse non garantite e disagi su gran parte delle tratte, vista anche la concomitanza dell’avvio dell’anno scolastico.
Un lunedì ‘di passione’ che, per chi non può prescindere dal mezzo pubblico, è stato solo l’ennesimo giorno di ritardi e speranze: speriamo che passi l’autobus.

Disagi analoghi a quelli che la cittadinanza denuncia oramai da mesi e che non hanno risparmiato gli utenti della metropolitana, se si vuole forse il caso più grave.
Nell’ora di punta alcuni utenti hanno riferito di avere atteso il convoglio anche una ventina di minuti, a fronte di una frequenza che, negli orari di maggiore affluenza, dovrebbe garantire attese nell’ordine dei cinque minuti.
Un tempo che si dilata fino a diventare dunque quattro volte superiore a quello atteso e che, per chi deve rispettare un appuntamento, andare al lavoro o semplicemente fare ritorno nella propria casa, non è un dettaglio.
A lasciare gli utenti con l’amaro in bocca è soprattutto la quasi totale assenza di informazioni. Chi arriva sulla banchina della metro non è sempre nelle condizioni di sapere che il convoglio viaggia con ritardo, ne quanto dovrà attendere.

“Ho timbrato alle 12,35, la prima metro utile sono riuscita a prenderla alle 12,58. Ad averlo saputo, con buona pace, sarei andata a piedi”, racconta un’utente che oggi ha dovuto fare i conti con un tabellone che, ogni cinque minuti, annunciava l’arrivo della corsa, mai avvenuta.
Corse che arrivano tardi, corse che saltano, in superficie come sotto terra. Questa è la fotografia di un sistema di trasporto pubblico certamente alle prese con una situazione senza precedenti (che si spera non debba mai più essere affrontata) che, se manca anche nella comunicazione, rischia di perdere ancora di più la fiducia degli utenti.
Perché le modifiche ai percorsi si possono anche posticipare, i tagli si possono accettare non senza difficoltà e malumori, ma l’assenza di informazioni e la conseguente impossibilità di gestire il proprio tempo sono un elemento di disservizio che non si può ignorare.
Nei giorni scorsi la sindaca di Genova Silvia Salis aveva espressamente chiesto di non saltare le corse. Nel primo giorno di questo nuovo orario, ciò che sembra emergere è che questo appello sia caduto nel vuoto.
Chiedere ai cittadini di utilizzare di più il mezzo pubblico è difficile quando il passeggero non sa se arriverà puntuale, quanto dovrà aspettare e, soprattutto, se avrebbe fatto prima ad andare a piedi.














