Che ormai in consiglio comunale non esista più una maggioranza di centrodestra è un dato di fatto. Gli ultimi adii alla squadra che nel 2022 ha portato alla rielezione di Marco Bucci hanno generato un sostanziale pareggio tra le parti: venti consiglieri a venti consiglieri. E anche se qualcuno si è detto pronto a votare sempre con la maggioranza anche se ormai aderisce al Gruppo Misto, il dato politico è chiaro.
L’ultima novità va oltre la semplice uscita dalla maggioranza e prende la forma del nuovo gruppo “Progetto al Centro” composto da Stefano Costa (ex Forza Italia), Paolo Gozzi (eletto con Vince Genova) e Arianna Viscogliosi (presidente provinciale di Italia Viva, eletta con la coalizione di centrodestra).
Una scelta di campo che non è andata giù all’Udc genovese che, per voce del proprio commissario provinciale Paolo Carini, parla di un “improbabile matrimonio, incarnando spiriti totalmente differenti: cattolico democratica, liberale e riformista”.
“Tutto questo passando da liste civiche a gruppo misto per arrivare a un gruppo indipendente - aggiunge Carini - questo dovrebbe far riflettere, in primis, sull’eterogeneità delle componenti delle liste civiche. Si mettono insieme troppe correnti di pensiero differenti, e a volte opposte, nel tentativo della ricerca di successo elettorale, ma nel processo decisionale queste differenze diventano sostanziali”.
“In secondo luogo, stupisce la disinvoltura nel cambio di schieramento - prosegue la nota dell’Udc - da componenti della maggioranza sostenitrice di Bucci e Piciocchi al centrosinistra. Pensiamo che gli elettori possano valutare da soli tali comportamenti che hanno il sapore di una mera rincorsa alla conservazione del posto”.
“Riteniamo invece sia basilare la coerenza e la struttura partitica che la supporta - conclude Carini - siamo la parte integrante e rappresentativa di quei cittadini che cercano nella politica i veri valori democratico cristiani che, in passato, hanno reso grande il nostro Paese e che sono pronti a tornare guardando al futuro di Genova e del Paese. Lanciamo quindi l’idea di un Partito Cattolico che possa abbracciare chi, come noi, crede nello scudo crociato che, attualmente, portiamo orgogliosi nel nostro simbolo”.














