/ Gen Z - il mondo dei giovani

Gen Z - il mondo dei giovani | 22 giugno 2025, 09:30

Gen Z - Il mondo dei giovani - Partire per crescere: vivere e studiare all’estero tra opportunità e scoperte

Da Genova a Windsor con una borsa di studio e tanta voglia di mettersi in gioco. La storia di Tommaso tra studi, esports e vita in Canada: “All’estero più opportunità, se ti impegni il lavoro lo trovi”

Gen Z - Il mondo dei giovani - Partire per crescere: vivere e studiare all’estero tra opportunità e scoperte

Ogni domenica 'La Voce di Genova', grazie alla rubrica ‘Gen Z - Il mondo dei giovani’, offre uno sguardo sul mondo dei ragazzi e delle ragazze di oggi. L'autrice è Martina Colladon, laureata in Scienze della Comunicazione, che cercherà, settimana dopo settimana, di raccontare le mode, le difficoltà, le speranze e i progetti di chi è nato a cavallo del nuovo millennio.

Partire per studiare o lavorare all’estero non è solo un’esperienza formativa: è un’occasione di crescita, una sfida, spesso anche una scelta che arriva inaspettata. Lo sa bene Tommaso Battistoni, 24 anni, studente di Economia Aziendale all’Università di Genova e in procinto di laurearsi. Da un anno vive a Windsor, in Canada, dove frequenta il corso in Esports Administration and Entrepreneurship presso la Saint Clair University. Un’opportunità nata quasi per caso, quando l’università canadese lo ha contattato per partecipare con la loro squadra universitaria alle competizioni di Rocket League, offrendogli una borsa di studio per coprire costi di alloggio e altri benefit.

Per Tommaso non si tratta della prima esperienza fuori dall’Italia: aveva già partecipato a un Erasmus in Polonia. Ma vivere un intero anno in Canada è stato qualcosa di completamente diverso, sia a livello personale che accademico. Oltre a studiare, ha iniziato a lavorare grazie a un’opportunità offerta direttamente dal college, e continua a gareggiare nel circuito esportivo.

Il corso canadese è altamente specialistico: sebbene non abbia un valore accademico paragonabile a una laurea italiana, apre le porte a un settore in rapida espansione. L’industria degli esports cerca continuamente professionisti che sappiano coniugare competenze tecniche e imprenditoriali, e questo percorso consente di formarsi come amministratori di team, organizzatori di eventi, content creator, esperti di marketing o imprenditori digitali.

L’impatto iniziale con la nuova cultura non è stato semplice: "Il supermercato più vicino è a un’ora a piedi", racconta. Ma l’accoglienza dei canadesi e il forte spirito di comunità all’interno della classe – molto più ristretta rispetto ai grandi numeri dell’università italiana – hanno facilitato l’integrazione. "In Canada si è creato un gruppo di amici molto unito. A Economia, in Italia, non ero riuscito a costruire legami così forti", dice.

Tommaso torna in Italia solo per Natale e per le vacanze estive. Dell’Italia gli manca soprattutto il cibo, la famiglia, gli amici, la quotidianità e quella leggerezza che solo casa riesce a dare. Eppure riconosce che all’estero, per i giovani, le possibilità sono più ampie. "Ci sono un sacco di corsi specifici, ti puoi davvero specializzare in ciò che vuoi. E se ti impegni, il lavoro lo trovi".

Anche il metodo di studio è molto diverso: meno teoria, più pratica. Gli esami si basano su progetti, presentazioni, lavori di gruppo. L’anno accademico inizia a settembre e termina ad aprile, con una sessione d’esami intensiva ma breve. "Lo studio può essere divertente – afferma – se le cose che impari riesci anche ad applicarle".

Il rapporto con i docenti è un altro punto di forza. In Italia, dice, spesso non si riesce nemmeno a farsi conoscere da un professore. In Canada, invece, i docenti sono più giovani, disponibili e accessibili. "Andavo a ballare la salsa con uno dei miei prof", racconta sorridendo.

Quanto al mondo del lavoro, percepisce una differenza sostanziale: "Lì il sistema è molto più meritocratico. Se ti distingui, puoi fare carriera velocemente".

Tommaso sente di essere cresciuto molto durante quest’anno. "Non si può sapere tutto, ma è importante sapersi circondare di persone competenti, costruire una rete, fare networking". È questa la lezione che si porta a casa: non solo conoscenze, ma anche una maggiore consapevolezza del proprio valore e del modo in cui muoversi nel mondo.

Se in futuro gli offrissimo un buon lavoro, rimarrebbe in Canada. Anche se, ammette, l’Europa resta una prospettiva che gli è ancora molto cara.

Il consiglio che dà a chi sta pensando di partire? "Spassatela e vivi il momento. Goditi l’opportunità e trai tutto ciò che puoi da essa. Impegnati, perché se ti distingui dagli altri puoi fare carriera velocemente".

Martina Colladon

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium