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Economia | 30 giugno 2025, 15:57

Fincantieri e la grande sfida della convivenza tra stabilimento e quartiere: a ‘Cantieri aperti’ si disegna un futuro di industria e qualità della vita

Il viceministro Rixi annuncia un nuovo bacino oltre la Fase 3, la politica locale chiede di non lasciare indietro chi vive in zona: “Il territorio abbia uno sviluppo paragonabile a quello dell’azienda”

Ci aspettiamo da Fincantieri un grande passo avanti nella ricaduta economica, occupazionale e sociale, non solo dei lavoratori ma anche di chi vive attorno alla realtà industriale. Vogliamo far sì che il territorio attorno all’azienda abbia uno sviluppo paragonabile a quello dell’azienda”. Le parole del presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, riflettono chiaramente le richieste della politica a Fincantieri nel giorno in cui si aprono le porte dello stabilimento di Sestri Ponente con la tappa genovese dell’iniziativa ‘Cantieri aperti’.

Un territorio, quello di Sestri, che chiede sì lavoro, ma chiede anche di non pagare pegno come successo al tempo delle rumorose e ‘vibranti’ lavorazioni della Fase 1 del ribaltamento a mare. “Abbiamo dei progetti per l’integrazione degli stranieri con lezioni di lingua, asili e anche un museo della cantieristica - ha aggiunto Bucci - dobbiamo arrivare al punto in cui le persone dicano di abitare a Sestri e siano orgogliosi di avere Fincantieri davanti. Ci arriveremo presto”.

All’iniziativa a bordo della nave in costruzione ‘Oceania Allura’, pronta per la consegna il prossimo 10 luglio, anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, che ha ribadito il concetto: “Sestri Ponente e Sampierdarena sono state il fulcro attorno al quale si sono sviluppate, già a partire dalla prima metà dell’Ottocento, le prime attività cantieristiche. Grazie alle maestranze genovesi e liguri sono state costruite a Genova navi entrate nella storia della navigazione. Genova vanta un passato glorioso, nel ricordo del quale occorre costruire insieme, mondo dell’impresa e istituzioni, per un presente e un futuro dove innovazione industriale, responsabilità sociale e sostenibilità ambientale possono non solo coesistere, ma sostenersi vicendevolmente per consentire alle nostre grandi aziende, come Fincantieri, di mantenere salda la propria leadership nello scenario globale, riuscendo a rispondere alle sfide del nostro tempo. Tra queste, la più importante è quella del lavoro, per il futuro delle nuove generazioni”.
La nostra amministrazione nei prossimi anni farà la sua parte per aiutare il tessuto economico a crescere, fornendo servizi di qualità e investendo sulle infrastrutture - ha aggiunto la prima cittadina - è necessario rafforzare i collegamenti, sottraendo all’isolamento e creando le condizioni perché la città possa valorizzare al massimo le sue potenzialità, favorendo la nascita di start-up, l’insediamento di imprese tech digitali per fare di Genova un posto dove arrivare e non dal quale partire”.

Ad annunciare le novità per il futuro, oltre al responsabile dello stabilimento, Massimo Canesin (leggi la notizia cliccando QUI), anche il viceministro Edoardo Rixi che ha portato al tavolo un nuovo possibile progetto, che va oltre anche alla Fase 3. Prima, però, l’annuncio di un traguardo imminente: “Oggi a Sestri Ponente siamo alla fine della Fase 1 con la messa in sicurezza dei rivi, è in corso la Fase 2 con un quadro economico di 432 milioni di euro con il grande bacino di 400 metri che ci renderà competitivi per la costruzione delle grandi navi. Abbiamo poi la Fase 3 che dovremmo vedere da RFI alla fine dell’estate il Progetto di Fattibilità Tecnico ed Economica che ci dovrebbe dare delle date certe su quello che sarà il disegno finale dell’area, non solo mille posti auto al quartiere, non solo un’area verde che divida la parte industriale da quella residenziale, il polo museale, ma anche consentire al cantiere di essere molto più produttivo non dovendo dividere i carichi sulla costruzione delle navi e passare sulla ferrovia. Migliorerà anche la viabilità del Ponente”.

Poi la proposta: “Lancio la grande idea di creare un grande bacino di refitting, non dico dove ma il posto ci sarebbe, oltre i 400 metri, largo quasi 90, in grado di ospitare e fare qualsiasi tipo di lavoro su qualsiasi nave oggi esistente ed esistente anche nel futuro. Un modo per fare in modo che Fincantieri investa anche sul futuro”.

Un tema che anche Fincantieri ha messo al centro dell’evento a bordo di ‘Oceania Allura’. “Fincantieri guarda anche oltre il cantiere, siamo consapevoli di avere un impatto sui territori e vogliamo affrontare il problema con più sistematicità, quotidianità e proattività - ha detto il presidente, Biagio Mazzotta - un’attenzione verso le comunità, garantendo sicurezza, benessere e integrazione del territorio in cui ci troviamo”.
Sestri è un cantiere che 8 o 10 anni fa doveva chiudere, oggi invece sta programmando il bacino più grande nella storia di Fincantieri - ha aggiunto l’amministratore delegato, Pierroberto Folgiero - il ribaltamento a mare è pensato per dare la capacità massima di larghezza e lunghezza di scafo. Le tre fasi e tutte le altre serviranno affinché a un bacino grande corrisponda un’attività di officina idonea per fare le navi grandi. Questa è un’industria che non solo fa bene, ma è anche quella con il moltiplicatore più alto. Siamo non solo una forza per le nostra persone e i nostri dipendenti, ma anche per una catena molto profonda che nessuno ricorda e che lavora anche in altre industrie”.

Le parole degli amministratori, quindi, disegnano la Fincantieri del futuro ma, soprattutto, dettano le linee guida per la convivenza con un quartiere di Sestri Ponente che non può più sopportare di essere solamente quello spazio che ospita una delle più grandi eccellenze mondiali nel mondo della cantieristica navale, ma vuole giocare la propria partita avendo anche il meritato tornaconto non solo dal punto di vista occupazionale. Perché, come oggi è stato ribadito più volte anche dai rappresentanti sindacali, il lavoro senza la qualità della vita serve a poco.

Pietro Zampedroni

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