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Attualità | 07 luglio 2025, 10:10

Skymetro, alla vigilia dell’incontro al Mit la Valbisagno rilancia: l’appello: “Il progetto si può sostituire, serve volontà politica”

Il comitato Opposizione Skymetro -Val Bisagno Sostenibile chiede ascolto e presenta un’analisi puntuale delle alternative

Skymetro, alla vigilia dell’incontro al Mit la Valbisagno rilancia: l’appello: “Il progetto si può sostituire, serve volontà politica”

Alla vigilia dell’incontro cruciale previsto domani al MIT, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dove saranno presenti la sindaca Silvia Salis e l’assessore alla mobilità Emilio Robotti, il comitato No Skymetro – Valbisagno Sostenibile torna a farsi sentire circa il futuro di un progetto alternativo.

Attraverso un lungo post sulla pagina Facebook, il comitato è tornato a rilanciare la richiesta di abbandonare definitivamente il progetto e destinare i finanziamenti pubblici a una soluzione di trasporto pubblico realmente sostenibile, come il tram.

A supporto della loro posizione, i comitati hanno reso pubblica un’analisi giuridico-amministrativa redatta da un avvocato specializzato, che evidenzia la piena possibilità, sul piano normativo, di sostituire il progetto Skymetro con un’infrastruttura alternativa, purché coerente con le finalità del finanziamento.

Il sistema di monitoraggio continuo e le proroghe già concesse dimostrano che il progetto non è intoccabile. Se il Comune presenta un’alternativa valida, il MIT può approvarla con un nuovo decreto”, si legge.

Secondo i comitati, la volontà politica espressa in campagna elettorale e ribadita anche dopo l’insediamento della nuova amministrazione dovrebbe ora tradursi in azioni concrete: la richiesta al Ministero non solo di una proroga dei termini, ma di una revisione totale del progetto.

L’analisi legale chiarisce che il finanziamento concesso rientra tra quelli previsti dalla Legge di Bilancio 2022 (art. 1, comma 393), destinati alla promozione della mobilità sostenibile nelle grandi città. Tale cornice consente, a determinate condizioni, di modificare o sostituire il progetto originario, soprattutto se ne vengono dimostrate l’infattibilità tecnica o l’assenza di consenso territoriale.

La Giunta, sostengono i comitati, ha ora tra le mani gli strumenti per agire, anche sulla base dei numerosi rilievi critici già formulati da enti tecnici, uffici regionali e dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Il tram è da sempre la nostra proposta. Siamo certi che con volontà politica e un iter corretto sia possibile reindirizzare i fondi”, affermano.

Il Comitato ha già condiviso informalmente il parere legale con alcuni membri dell’amministrazione e auspica che questo documento sia stato trasmesso a tutta la Giunta in vista dell’appuntamento al MIT.

Sappiamo che il recente insediamento può aver reso complessi i tempi di confronto, ma confidiamo che questa analisi rafforzi la posizione della Giunta, se davvero intende cambiare rotta”, aggiungono.

Il momento è decisivo: con la Conferenza dei Servizi ancora attiva e una possibilità concreta di intervenire, i comitati rilanciano la richiesta di mettere la parola fine a un progetto insostenibile e di aprire una nuova fase per la mobilità pubblica in Val Bisagno.

È il momento di scegliere: conservare un’opera imposta e inattuabile, o costruire davvero il futuro del trasporto pubblico genovese”, concludono.


 

Isabella Rizzitano


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