Genova si è unita questa mattina per dare l’ultimo saluto a Sidio Corradi, uno degli uomini simbolo della storia del Genoa, venuto a mancare a ottant'anni sabato 23 agosto. Il funerale si è svolto in una Basilica di Nostra Signora Assunta di Carignano che, per l’occasione, ha visto dominanti i colori rosso e blu, indossati dai ragazzi del settore giovanile in primis, che hanno accolto il feretro all’ingresso della chiesa.
Tante le personalità del mondo sportivo che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Corradi: da Gianni Blondet, vice presidente del Genoa e reggente della Fondazione, a Mimmo Criscito, ex difensore e tecnico della formazione Under-17 del Genoa, passando per Claudio Maselli, che ha giocato e allenato il Genoa più volte, Stefano Capozucca direttore sportivo del Genoa a più riprese, Claudio Onofri, ex difensore, capitano e simbolo del Genoa, poi allenatore delle giovanili e per breve tempo della prima squadra, Gennaro Ruotolo, ex centrocampista e attualmente allenatore dell’Under-18 del Genoa, Michele Sbravati, ex responsabile del settore giovanile del Genoa. Presente anche il presidente del Consiglio Comunale Claudio Villa.
“Grazie Genova, per esserti presa cura del nostro papà, per averlo amato, onorato ed essere qui ad accompagnarlo alle porte della sua seconda esistenza” ha recitato, commossa, la figlia Cristiana durante la celebrazione. “Lui qui si sentiva a casa e il Genoa era la sua vita. Per voi era un idolo, un campione. Ho letto da qualche parte: addirittura “il re”. Quanti traguardi, quante vittorie e quanti riconoscimenti. Grazie. Ma per me e Barbara, per Giorgia, era solo il nostro papà. Per Leonardo, Tommaso e Ludovica era solo il loro nonno, con tutti i pregi e i difetti che un essere umano può avere. Era uno scorpione di segno zodiacale, il che dice già tanto: egocentrico, determinato, deciso, duro, ma con un cuore immenso. E voi tutti lo sapete. Abbiamo pianto, abbiamo litigato, poi fatto pace, ci siamo allontanati per poi capire che in fondo non ci eravamo mai lasciati. “Ciao papà”, ci siamo detti tutti in queste ultime settimane. Ti vogliamo sempre e per sempre”.
Commosso anche il nipote Leonardo, che ha voluto ricordare il nonno con poche parole: “Un nonno non muore mai: chi attraverso il corpo, chi attraverso il cuore, vive per sempre. La settimana scorsa mi sono seduto vicino a te ad ascoltare i tuoi consigli sul calcio, e ti prometto di metterli in pratica tutti, e spero un giorno di poter vestire la maglia del Genoa, proprio come sognavi tu. Ti aspetto in sogno. Il tuo amato Leo. You'll never walk alone”. Un ultimo messaggio che ha voluto richiamare quella partita del 1992, in cui il Genoa ha battuto il Liverpool, rendendo una semplice melodia un simbolo di unione e speranza.
“Sidio ha donato parte del suo tempo, della sua esperienza, delle sue capacità agli altri - ha recitato monsignor Mario Capurro, abate della basilica, durante l’omelia - e questo è straordinario: vuol dire che non ha vissuto da egoista, non ha pensato solo a se stesso o al proprio interesse, ma ha fatto del bene nel settore in cui era capace, quello del calcio. Lo ha fatto per aiutare a crescere nuove leve, nuovi giovani, nuovi calciatori. Questa, per me, è una cosa bellissima: ha messo a frutto i doni che Dio gli aveva dato.
Tutti noi riceviamo dei talenti da Dio: possiamo usarli bene o male, solo per noi stessi o anche per gli altri. E di questo il Signore ci chiederà conto. Ricordate la parabola che Gesù raccontò del signore che partì per un lungo viaggio e affidò i suoi talenti ai servi: a uno diecimila, a un altro cinquemila, a un altro uno solo. Non importa quanto riceviamo, importa come lo usiamo. Chi li fece fruttare fu lodato; chi lo nascose e non lo fece fruttare fu rimproverato. Così anche il nostro fratello Sidio ha fatto fruttare i doni che il Signore gli aveva dato, li ha messi a servizio degli altri. E sono certo che oggi il Signore gli dica: “Bene, servo buono e fedele, sei stato fedele in ciò che ti ho affidato; entra nella gioia del tuo Signore”.
Corradi, inizialmente calciatore e successivamente tecnico del settore giovanile, arrivò al club rossoblù nel 1970, restando fino al 1977. Durante questo periodo collezionò oltre 200 presenze ufficiali e mise a segno circa 40 gol tra campionato e Coppa Italia. È uno dei pochi giocatori ad aver realizzato gol con la maglia del Genoa in tutte le principali categorie professionistiche: Serie A, Serie B, Serie C e Coppa Italia.
Gli uomini di A.Se.F. del Comune di Genova, a cui è stata affidata la cerimonia, hanno poi accompagnato il feretro in corteo fino alla Gradinata Nord, a Marassi, proseguendo poi per il cimitero di Staglieno, dove sarà cremato. Le ceneri saranno poi tumulate al cimitero di Cesena, nella cappella di famiglia.






















