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Attualità | 04 settembre 2025, 10:45

Funivia del Lagaccio, Bogetti: “Nessun danno erariale”

L’ex procuratore regionale della Corte dei conti smonta le accuse: “Se si pagano solo le penali, si risparmia. È un vantaggio per la finanza pubblica”

Funivia del Lagaccio, Bogetti: “Nessun danno erariale”

Resta alta l’attenzione verso la Funivia del Lagaccio e sulle presunte responsabilità contabili per le penali che ne deriverebbero dal mancato completamento dell’opera.

Sulla questione è intervenuto anche Ermete Bogetti, già procuratore regionale della Corte dei conti, con una lunga e dettagliata analisi.

Bogetti esordisce chiarendo che “si sta parlando di danno erariale per le presunte penali per la mancata realizzazione della Funivia, senza saperne nulla o, peggio, fingendo di non saperne nulla”.

Anche dando per scontato che le penali siano dovute, prosegue: “a queste non consegue alcun ‘danno erariale’, contestabile da parte della Corte dei conti alla Sindaca, alla Giunta comunale e/o ai Consiglieri di maggioranza o a chicchessia”.

Secondo l’ex procuratore, l’opera non ha alcuna utilità: “La funivia può essere ritenuta a ragione un'opera inutile: lo era già quella immaginata per i croceristi, spacciata, anche, come servizio di trasporto pubblico per gli abitanti del Lagaccio, ma lo sarebbe, a maggior ragione, una funivia che trasportasse da via Bari o da Granarolo al Forte Begato”.

Sul piano finanziario Bogetti è netto: “Se si pagano solo le penali risparmiando i costi, ben maggiori, dell'opera, c'è un vantaggio per la finanza pubblica e non un danno. Da tener presente che, rispetto al danno erariale, la finanza pubblica va considerata unitariamente: il danno di un ente con corrispondente vantaggio per un altro ente non configura danno erariale”.

L’analisi si spinge oltre, sottolineando che “non realizzandola, oltre al costo dell'opera, si risparmiano i costi di gestione, che certamente non sarebbero coperti dai ricavi, e i costi di manutenzione, i quali ultimi, da soli, in pochi anni supererebbero di gran lunga le penali (la stima era di 1 milione di costi ad anno)”.

Bogetti richiama anche lo strumento giuridico che oggi tutela le amministrazioni: “Ora è vigente, perché prorogato fino al 31 dicembre 2025, il c.d. ‘scudo erariale’, che copre tutte le condotte dannose commesse senza dolo, fra le quali certamente va ricompreso il bilanciamento discrezionale fra pagare per penali o pagare per costo dell'opera e per manutenzioni".

Infine, avverte che l’idea di una “funivia dimezzata” non sarebbe una soluzione semplice: “Non si tratta, infatti, di una variante in diminuzione dei lavori appaltati, ma di una diversa opera. Il che lascerebbe invariato il problema delle penali per l’appalto già affidato e ne aprirebbe altri per il nuovo appalto con un iter approvativo da iniziare ex novo".

E conclude senza mezzi termini: “Se proprio si vuole realizzare la Funivia dimezzata, deve essere chiaro che questa è soltanto una decisione politica, che va a disattendere le promesse elettorali”.


 

I.R.

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