“Società, ci avete rotto il c...”, “Tirate fuori i c...” urlati a squarciagola dalle tribune del “Ferraris” dopo l'ennesimo ko interno della Sampdoria sintetizzano a pieno la situazione in casa blucerchiata, con la squadra di Donati ferma al palo in fondo alla classifica dopo il 2-1 subito dal Cesena nella gara giocata ieri sera a Marassi.
Fragilità difensiva, errori dei singoli e un'impressionante difficoltà nell'andare alla conclusione sono tra le lacune più evidenti che continuano a caratterizzare la prestazioni della squadra di Donati, già nel mirino dei tifosi insieme ai vertici societari: “Sono state tre partite praticamente uguali, anche stasera abbiamo preso due gol su due palle inattive, bisogna per forza cambiare qualcosa. Tenere tutto questo possesso, facendo correre gli avversari, non sta portando frutti, anche nel modo di difendere dovremo rivedere alcuni aspetti. Difficoltà in avanti? Siamo arrivati spesso bene sulla trequarti, ma poi manca l'ultimo pezzo del puzzle per andare al tiro”.
Tra i pali, schierato un po' a sorpresa Coucke al posto di Ghidotti: “E' giusto dare l'occasione anche al portiere di mettersi in mostra ed essere valutato, a caldo è difficile giudicare la sua prova, va rivista nel dettaglio senza soffermarsi solo su alcune singole situazioni”.
Ancora una volta, il reparto offensivo non è riuscito a pungere, con l'unico tiro nello specchio arrivato al 92' in occasione della rete di Ioannou: “Abbiamo cercato di mettere Pedrola e Barak vicino a Coda, ma Estanis si abbassava troppo e quando Massimo rimane da solo fa più fatica a rendersi pericoloso. Dispiace essere partiti così in campionato, specie per i tifosi: non voglio arruffianarmi nessuno, ma giocare in uno stadio così è tanta roba, proprio per questo dobbiamo trovare assolutamente la chiave per capovolgere la situazione”.
Incalzato su un possibile esonero, Donati non si è nascosto: “Mi sento sempre in discussione, ancor prima che iniziasse il campionato. Le persone della società devono valutare quello che io e il mio staff stiamo facendo, se non va bene è giusto che cambino”.














