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Sport | 12 settembre 2026, 19:35

Genoa, ancora lontani i tre punti. De Rossi: “Momento che non fa piacere a nessuno, ma abbiamo un'identità. Ne usciremo”

Dopo il pareggio col Frosinone il tecnico respinge le critiche sulla personalità dei suoi e prova a trasmettere fiducia: “Cresceremo con l'inserimento dei nuovi e l'entrata in condizione di tanti”

Genoa, ancora lontani i tre punti. De Rossi: “Momento che non fa piacere a nessuno, ma abbiamo un'identità. Ne usciremo”

Il pareggio con il Frosinone non soddisfa fino in fondo il Genoa, ma Daniele De Rossi difende il percorso della sua squadra e respinge l’idea di un gruppo ancora privo di personalità o di una precisa identità. Di fronte ai dubbi rimasti anche dopo l'1-1 di Marassi, il tecnico rossoblù rivendica invece una prestazione costruita in funzione dell'avversario e sottolinea soprattutto la necessità di dare tempo ai tanti giocatori arrivati da poco. 

De Rossi non condivide, innanzitutto, l'analisi di un Genoa poco caratteriale. “Non sono d’accordo, non mi sembra giusto dire che è una squadra con poca personalità. Abbiamo fatto la nostra partita, nel primo tempo forse meritavamo di andare in vantaggio” ha esordito De Rossi, che anche sul tema dell'identità non arretra, spiegando il piano partita. “Oggi abbiamo trovato una squadra che se avessimo giocato come al solito, ci avrebbe recuperato tanti palloni e creato problemi, è quello che fanno solitamente e lo fanno bene. Andare loro alle spalle era l’opzione migliore”.

Una scelta tattica, dunque, e non la rinuncia a un'identità. “Siamo aperti alle critiche e siamo aperti al fatto che i risultati le condizionino, ma penso che abbiamo un'identità ben precisa, che crescerà in base alla conoscenza dei giocatori e all'entrata in condizione di tanti giocatori arrivati da poco e che hanno minutaggi ristretti”. Quello che è mancato, secondo il tecnico, è stato soprattutto qualcosa di episodico, “un guizzo, un po' di fortuna e forse alla fine anche un po' di fiato”.

La partita, del resto, era stata preparata con un'impostazione diversa dal solito. De Rossi spiega che la scelta di verticalizzare maggiormente nasceva proprio dalla consapevolezza delle caratteristiche del Frosinone e dalla necessità di uscire dai duelli uomo contro uomo proposti dai ciociari. “Abbiamo preparato una partita molto verticale, conoscendo le loro caratteristiche di uomo contro uomo. Non abbiamo visto il solito gioco, che a volte abbiamo fatto. Siamo andati molto in verticale e siamo stati molto bravi a tenere palla - ha continuato il mister rossoblù - Abbiamo fatto la partita che dovevamo fare, oggi più che mai gli episodi non ci sono girati a favore. O gli lasci la palla lì te la vengono a strappare dai piedi o devi giocare molto verticale. Quello che abbiamo preparato è venuto fuori, i duelli che dovevamo vincere li abbiamo vinti. Fa parte del percorso, dell’inserimento dei giocatori, del momento e dobbiamo migliorare”.

Abbiamo tirato in porta, creato occasioni e fatto tutti la stessa partita, tranne qualche volta in cui cercavamo di costruire dal basso. Abbiamo fatto la partita con grande intensità. Quando è mancata la lucidità lo abbiamo riconosciuto e analizzato - ha aggiunto poi - Se migliore in campo, insieme a Kvernadze, è stato nominato il portiere, penso voglia dire tanto”.

Tra le note positive anche l'impatto positivo dei giocatori entrati dalla panchina, a cominciare da El Shaarawy, che “aveva due clienti molto scomodi, quando è entrato Fini sarebbe stato difficile per chiunque”, ma anche Meichtry e Messias. “Per quanto riguarda Junior dall'inizio, il discorso è sempre lo stesso: lo scorso anno l'abbiamo fatto giocare dall'inizio quando proprio non potevamo farne a meno, ma se posso e riesco lo tengo in panchina per l'ultima mezz'ora. Sta meglio, ma quando l'abbiamo stimolato troppo dal punto di vista del minutaggio il suo fisico ne ha risentito”. Altra sorpresa positiva lo svizzero: “È entrato benissimo. Ha grande passo e grande duttilità, sa giocare in tutti i ruoli e lo fa con grande intensità. Ci darà una grande mano e troverà più spazio in futuro”.

Se l'attacco ha prodotto segnali incoraggianti, qualche difficoltà in più è emersa nella fase difensiva, anche in coincidenza con il rosso a Vasquez. De Rossi, però, assolve Marcandalli, chiamato a fronteggiare un avversario particolarmente impegnativo come Kvernadze: “Aveva un cliente molto difficile, Kvernadze è un giocatore d'alta categoria, molto complicato da affrontare - ha spiegato - Penso abbia sofferto soprattutto alla fine, dove ci siamo un po’ allungati e la voglia di far gol ci ha fatto prendere un po' di fretta e frenesia, siamo stati un po' disordinati e abbiamo sofferto in quei dieci minuti. Per il resto, penso abbia fatto una partita di sacrificio e di fatica”.

Ora per il Genoa si apre una settimana particolare, con il trasferimento a Novarello imposto dalla rizollatura del “Pio-Signorini” e la preparazione della sfida di Coppa Italia con il Sudtirol. Un piccolo ritiro che De Rossi considera un'opportunità più che un peso: “Penso sia una cosa utilissima. Ci farà bene stare insieme, se la prendiamo dal punto giusto”.

La gara di Coppa, inoltre, potrà diventare l'occasione per vedere all'opera chi fin qui ha trovato meno spazio. “Per come stavamo a fine partita, siamo pronti a vedere giocatori che abbiamo visto meno, anche per correttezza per questi giocatori che possono essere importanti per noi. E dobbiamo recuperarli anche mentalmente - ha detto il tecnico - È normale che se giochi meno devi avere le tue occasioni per dimostrare il tuo valore”. L'obiettivo, quindi, è duplice: superare il turno e allargare la base dei giocatori realmente coinvolti nel progetto. “Vogliamo fare una partita seria, passare il turno e dare spazio a qualche giocatore che ha giocato un po' meno”.

Il messaggio finale, però, è soprattutto quello di una fiducia che il tecnico intende trasmettere all'ambiente. “Dobbiamo rimanere uniti perché non ho dubbi che questa squadra possa salvarsi e si salverà. Questi momenti non fanno piacere a nessuno, vogliamo dare gioie ai nostri tifosi e darle anche a noi, ce lo meritiamo, e durante la partita ho dei segnali dai giocatori”.

Redazione


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